Spalletti in conferenza: "Abbraccerò Allegri, lo vorrei in panchina. Domani partita difficilissima, vogliamo riconquistarci il rispetto"
17:30
Spalletti in conferenza stampa La conferenza stampa di Luciano Spalletti alla vigilia di Juventus Napoli
Ultime notizie Napoli - Luciano Spalletti oggi in conferenza stampa alla vigilia di Juventus-Napoli, decima partita di campionato della stagione 2026-2027 di Serie A, in programma domani sera all'Allianz Arena di Torino.
Juve-Napoli, Spalletti in conferenza stampa
Spalletti in conferenza stampa alle ore 17:15. Di seguito le dichiarazioni rilasciate dall'allenatore della Juventus in conferenza.
"Cosa auguro alla Juventus? Le auguro di vedere i pensieri e le speranze dei suoi tifosi. Vedere una squadra che raccoglie tutto ciò che i tifosi meritano. E che poi ha più voglia degli altri. C'è solo un modo per vincere le partite: averne più voglia degli altri. Tutti gli altri portano a perdere.
Ci vorrà una squadra equilibrata per una partita difficilissima, che ci impegnerà in tutte le zone del campo e tutte le fasi di gioco. Non ci sarà un reparto che bisogna temere di più di un altro, non ci sarà tempo per individuare in quale spazio si possa decidere le sorti della partita. Nè ci sarà tempo per le riunioni di squadra. Bisogna avere un equilibrio dinamico in campo. I calciatori a disposizione sono quelli. Alcuni resteranno in panchina per lasciarci modo di cambiare qualcosa e subentrare.
Mi farebbe piacere avere Max (Allegri, ndr) nella panchina vicina. Dopo la partita andrò a cercarlo per abbracciarlo perché è un grande amico e grande allenatore. Domani serve un atteggiamento deciso e risoluto per fare qualcosa di diverso da quello che si è visto nell'ultima partita. Ci vorrà qualcosa di infrangibile: i muscoli possono calare, ma la testa no. È sempre da lì che si ricreano i presupposti per ribaltare qualsiasi momento.
Ci sono successe delle cose che ci hanno creato difficoltà, ma vogliamo ribaltare le cose. Io e la squadra vogliamo rimettere la Juve in carreggiata. Lavoriamo e viviamo per quello, pensiamo soprattutto a quello. Dobbiamo riconquistare il rispetto che in molti ci hanno tolto, e che nasce soprattutto da una convinzione mentale. Voglio che succeda questo.
Un nuovo De Rossi? Per me è Locatelli: lui è un esecutore infallibile di ciò che l'allenatore trasferisce alla squadra. Anche McKennie ha un modo di vedere le cose molto simile al mio. È chiaro che ora devo fare delle scelte sul 50% della squadra, però ce ne sono diversi di calciatori a cui poter affidare le voglie matte di un allenatore. Da questo punto di vista, siamo apposto.
Ci sono già passato in momenti come questi. Ho avuto la fortuna di allenare squadre che lottavano per i primati, ma anche squadre che andavano tolte da momenti di difficoltà. Per me la categoria non fa molta differenza. È chiaro che quando non fai risultati con la Juventus, che ha 8 milioni di tifosi, la risonanza diventa maggiore. Tutto ciò che fai te lo ritrovi ovunque vai. È una situazione che ho già vissuto e penso che non sarà neanche l'ultima, perché il calcio è così.
Il ritiro? Quando le cose vanno bene, il ritiro può sostenere il momento positivo. Ci sono calciatori che vengono da soli in ritiro, anche quando non lo facciamo. Quando invece le cose non vanno bene, può essere tornare ad essere uno strumento utile, in via eccezionale, per avere più tempo per stare insieme. Quando io ho momenti che sono poco felice, mi viene più voglia di stare con i miei a casa, con i miei cani, con i familiari, gli amici più stretti. In questo momento qui, il ritiro ha lo stesso senso. Perché i calciatori stanno bene insieme, sono amici, si vogliono bene e amano condividere molto delle loro giornate. Penso che ci possa essere lo stesso coinvolgimento emotivo che ti fa ritrovare la stessa autorità silenziosa. È quasi una preghiera con te stesso o con chi ti sta vicino.
Carnevali? È stato perfetto. Ha toccato i tasti giusti, ha preso l'attenzione di tutti con quello che ha detto. È stato chiarissimo.
Devo fare sempre qualcosa di differente quando le cose non vanno bene. Se facciamo sempre le stesse cose, realizziamo quello che abbiamo già realizzato. Se non si fanno cose diverse, non si realizzano cose diverse. Bisogna ogni tanto cambiare, magari facendo lo stesso percorso, ma di corsa... o magari in silenzio. Nel calcio la soluzione è quasi sempre vicina al problema. È sempre meglio tentare di farla vedere una luce, in qualsiasi tipo di problema si abbia.
La fiducia della società? Domanda un po' provocatoria... Da un punto di vista mio, non è che poi in fondo abbia bisogno di tante cose. Di essere ovattato, avere delle frasi... Come ho detto prima, nella mia carriera sono abituato a tanti momenti di incredibili difficoltà sportivamente parlando. Non ho bisogno di niente. Ho solo bisogno di una reazione della squadra che io devo riuscire a fargli trovare. Non chiedo assolutamente cose impossibili ai miei calciatori, chiedo cose che loro hanno nelle loro corde. Ho voglia di vincere le partite. Se qualcuno pensa che io arretri qualcosa a quello che deve essere il mio lavoro, gli conviene cominciare ad aspettarsi qualcosa di diverso. Qualsiasi siano i risultati da qui in avanti".
