Osimhen: "Quando ho lasciato Napoli mi hanno detto 'non andare in Turchia, sei pazzo?'. Come potevo passare dall’emozione di Napoli a un club qualsiasi? Volevo andare in uno dei primi 3 club al mondo in termini di passione"
18:52
Ultime notizie SSC Napoli - Victor Osimhen, attaccante del Galatasaray ed ex Napoli, è il protagonista del suo personale racconto sulle colonne di Players Tribune, in cui racconta la sua storia dagli inizi in Nigeria, passando per il trasferimento al Wolfsburg e da lì poi gli anni al Napoli prima di trasferirsi al Galatasaray. Vi proponiamo uno stralcio.
“Quando ho lasciato Napoli, sai quante persone mi hanno detto: «Non andare in Turchia. Sei pazzo?»
Un ex agente mi ha perfino detto: «No, no, no. Non andare lì. Non è una mossa intelligente».Ma io penso con il cuore. Volevo giocare per il Galatasaray. Come posso passare dall’emozione di Napoli a un club qualsiasi? Impossibile. Noioso.
Volevo andare in uno dei primi 3 club al mondo in termini di passione. Quelli sono il tipo di persone che mi capiscono davvero. Quelle che vivono il calcio in modo diverso.Quando ho parlato al telefono con Okan Buruk, prima di firmare, mi ha detto: «Sono qui per dirti che io personalmente, come persona e come allenatore e come padre, ti voglio nel mio club. E so che questi tifosi ti ameranno tantissimo. Anche quando starai attraversando un momento difficile, questo club è quello che ti sosterrà».
Prima di salire sull’aereo per la Turchia, ho messo tutto nelle mani di Dio.
Quando l’aereo è atterrato, c’erano 3.000 tifosi del Gala che mi aspettavano nel cuore della notte. In un aeroporto privato. Stavano tracciando il mio volo! La gente mi ha accolto a braccia aperte. Quella sensazione vale più dei soldi.Se non mi credi, chiedilo a Virgil van Dijk. Stavo parlando con lui dopo la nostra partita di UEFA Champions League contro il Liverpool e mi ha detto: «Amico, che tipo di atmosfera è questa!?».
Io ho risposto: «Fratello, a essere sincero, se non fossi mai venuto qui e qualcuno me ne avesse solo parlato, non ci avrei creduto».Quando sono arrivato qui, tutti dicevano: «Che cosa sta facendo? Perché vuole il Galatasaray?».
Beh, se conosci la mia storia, conosci già la risposta a questa domanda. Quando ho vinto la Scarpa d’Oro al FIFA U-17 World Cup, un giornalista mi chiese: «Sei arrivato dal nulla. Ora tutti conoscono il tuo nome. Che cosa vuoi ottenere?».La mia risposta oggi è la stessa di 15 anni fa, quando ero nelle trincee.
Grandezza.Voglio essere un’ispirazione per i bambini che sono cresciuti come me. Siamo milioni. I bambini che devono lavorare per il prossimo pasto. Vendere acqua nel traffico. Scavare nelle discariche per trovare qualcosa da rivendere come rottame. Arrangiarsi. Sognare. Pregare…..
Ciò che mi rende felice non sono i soldi. Di certo non la fama — anzi, a dire il vero è davvero noiosa.
Quello che mi dà beatitudine è tornare a casa in Nigeria, oppure camminare per strada a Istanbul, indossando semplicemente la mia felpa con cappuccio come una persona normale, ed essere ancora ME.Posso parlare con tutti i bambini e dire: «Ehi, io ero voi. Un bambino con una Nike e una Puma. Un numero 8 e un numero 9».
Per grazia di Dio, ce l’ho fatta.Che la mia storia sia una prova per quei bambini.
Puoi partire dal fango, e comunque……………. e comunque…..
Il tuo nome può essere sulle loro labbra per 1.000 anni”

