Osimhen: "Per sempre grato al Galatasaray, mi ha salvato nel momento più difficile! L'infortunio? Devo operarmi, mi sono rotto il braccio"

Le Interviste ico calendario ico orologio17:15  
Osimhen: Per sempre grato al Galatasaray, mi ha salvato nel momento più difficile! L'infortunio? Devo operarmi, mi sono rotto il braccio

Ultime notizie calcio - Victor Osimhen in live con lo streamer Carte Efe

Ultime notizie calcio - Victor Osimhen, ex attaccante della SSC Napoli oggi in forza al Galatasaray, ha partecipato ad una live su Twitch con lo streamer Carter Efe. Il nigeriano ha svelato alcuni retroscena e raccontato l'infortunio rimediato contro il Liverpool.

Osimhen, live con lo streamer Carter Efe

Osimhen, live con lo streamer Carter Efe

Di seguito uno stralcio delle sue dichiarazioni:

"In Belgio mi hanno rifiutato due volte, da due club diversi. A soli 3 giorni dalla chiusura del mercato, un altro club ha concretizzato l'affare. Quello è stato il punto di svolta.  Il Galatasaray mi ha salvato nel momento più difficile. Dal momento in cui ho firmato per quel club, persino mia figlia si è sentita più legata ad esso di me. Sarò per sempre grata a quella società.

L'infortunio? In realtà, questo è uno degli infortuni meno gravi che ho subito nella mia carriera. Mi sono sottoposto a un intervento chirurgico per l'inserimento di circa 18 viti sul viso e, ancora oggi, non riesco a mangiare con la parte destra della faccia. 

L'infortunio contro il Liverpool? La palla stava arrivando, io ero dietro al difensore, la mia mano era libera, non sapevo che avesse messo il ginocchio, la mia mano era libera, il suo ginocchio mi ha colpito il braccio. All'inizio non mi sono reso conto che fosse rotto. Pensavo che si sarebbe rimarginato prima della fine della partita. Quando ho provato a correre, quella cosa mi faceva sentire pesante. Avevo la sensazione che il braccio mi stesse per cadere. Ho provato ma non ci sono riuscito. Ho bisogno di un intervento chirurgico. Ho il braccio rotto. Massimo 5-6 settimane.

Al Galatasaray, dopo ogni partita, alziamo le mani e ripetiamo lo stesso gesto per tre volte. Lo chiamiamo il gesto triplo. Anche mia figlia lo fa benissimo. Non è certo qualcosa che un calciatore ha la fortuna di sperimentare spesso nella sua vita. Alcuni giocatori giocano per 10-20 anni ma non provano mai questo tipo di amore e dedizione".

segui CalcioNapoli24.it direttamente su Google
Ultimissime Notizie
Back To Top