Alvino attacca il Comune: "Cittadinanza ADL, esempio di inettitudine politica che rasenta il grottesco! È un insulto alle istituzioni"
09:27
Ultime notizie Napoli - Nelle scorse ore, si votava in Consiglio comunale la cittadinanza onoraria al preaidente della SSC Napoli, Aurelio De Laurentiis. Ma il discorso è stato rimandato. Sull’ordine del giorno che proponeva il conferimento della cittadinanza onoraria al presidente del Calcio Napoli, Aurelio De Laurentiis, è mancato il numero legale e il Consiglio comunale si è sciolto.
Carlo Alvino via social ha commentato questa vicenda:
"La recente paralisi del Consiglio comunale di Napoli, avvenuta proprio mentre si discuteva il conferimento della cittadinanza onoraria ad Aurelio De Laurentiis, rappresenta un esempio di inettitudine politica che rasenta il grottesco. Mentre la città attende risposte su temi cruciali, una parte della classe dirigente preferisce rifugiarsi nel gioco del “mancato numero legale”, trasformando un’onorificenza in un campo di battaglia per piccoli rancori personali. Negare il valore di una presidenza che ha portato il Napoli ai vertici del calcio europeo e ha garantito stabilità economica per vent’anni è un atto di cecità storica. Opporsi a De Laurentiis oggi significa ignorare che sotto la sua gestione il club ha conquistato metà dei trofei della sua intera Storia. Boicottare la seduta per mancanza del numero legale, come accaduto il 6 maggio 2026, è un insulto alle istituzioni. Utilizzare simili espedienti tecnici per evitare un voto su una proposta sostenuta da diversi schieramenti dimostra un’incapacità di affrontare il confronto democratico.
Un consigliere comunale dovrebbe valutare l’impatto d’impresa e il prestigio internazionale che il “prodotto Napoli” ha acquisito grazie a De Laurentiis, non lasciarsi guidare dai “malumori” per le uscite comunicative del presidente. La cittadinanza onoraria non è un premio simpatia, ma un riconoscimento a chi ha salvato una realtà dal fallimento e l’ha resa un’eccellenza globale. Mentre il Consiglio “scivola” su De Laurentiis, lasciando cadere la seduta con soli 17 consiglieri presenti, la città assiste allo spettacolo di una politica che preferisce i “selfie” e le polemiche da bar all’efficienza istituzionale. Questo ostruzionismo non colpisce solo l’uomo De Laurentiis, ma svilisce il ruolo di un’intera assemblea cittadina, mostrandola incapace di gestire persino un atto formale di riconoscimento senza scadere in guerriglie intestine".

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