"Ho fermato la folla, Kelvin sarebbe morto", parla Mohamed: il ragazzo che a Torino ha salvato dalla morte il bambino

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Ho fermato la folla, Kelvin sarebbe morto, parla Mohamed: il ragazzo che a Torino ha salvato dalla morte il bambino

«Se lo avessi lasciato lì sarebbe morto. Avevo tanta paura, ma dovevo fare qualcosa». Mohamed, 20 anni, lavora come bodyguard nei locali della movida torinese. È lui che sabato notte ha impedito che Kelvin, il bambino cinese di 7 anni ricoverato in gravissime condizioni al Regina Margherita, fosse travolto e ucciso dalla gente in fuga. Ha agito d’istinto, senza pensarci due volte. Con il suo corpo ha fatto da scudo al bambino. Ieri mattina ha voluto sincerarsi di persona delle condizioni di Kelvin. Si è presentato in ospedale dove ha incontato i genitori e la sorella e all'edizione torinese de La Repubblica ha dichiarato: «Sono contento di sapere che stia meglio. Quando l’ho visto lì da solo a terra, con tutte quelle persone sopra, ho pensato che non ce l’avrebbe fatta. Sapevo che era pericoloso, ma ho deciso di fare comunque qualcosa. Mi sono fatto coraggio e ho spostato gli altri. Sono riuscito a metterlo in salvo e a proteggerlo dalla folla». Il primo pensiero di Mohamed è stato cercare un medico. «Chiedevo a tutti dove poter trovare un’ambulanza, ma era il caos. Chi mi diceva di andare da una parte, chi dall’altra. Per fortuna mi ha aiutato un ragazzo italiano. Abbiamo steso Kelvin a terra e gli abbiamo dato da bere. Dopo poco sono arrivati anche i medici. La mia più grande preoccupazione è che non riuscisse più a respirare, con tutte quelle persone che gli erano salite sopra. Sapere che sta meglio è la più bella delle notizie. Io stesso a un certo punto ho temuto di non farcela. Invece Dio ci ha salvati tutti». I genitori di Kelvin si sono commossi nell’incontrare la persona che ha salvato loro figlio: l’hanno abbracciato, lo considerano il loro eroe. «Mi sembra esagerato. Non ho fatto niente di particolare. Sono cose che possono capitare nella vita delle persone. Ho agito d’istinto e non mi sento affatto un eroe. Forse quando vedrò Kelvin stare davvero meglio e tornare a giocare come un tempo, mi renderò conto dell’importanza del mio gesto». Già ieri sono arrivate buone notizie. Il piccolo Kelvin continua a migliorare: non è più in coma farmacologico. Respira da solo, anche se la prognosi resta riservata.
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