Fabrizio Corona: "Vi porto le testimonianze di Raiola, benvenuti nella Calciopoli 2.0: cosa c'è dietro al calcio italiano"
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Fabrizio Corona, paparazzo, sul suo canale Youtube "Falsissimo" ha pubblicato un video in cui parla di una nuova "Calciopoli 2.0"
Ultime calcio Napoli, Fabrizio Corona, paparazzo, sul suo canale YouTube “Falsissimo” ha pubblicato un video in cui parla di una nuova “Calciopoli 2.0” e di tutto ciò che ci sarebbe dietro, con procuratori e dirigenti coinvolti.
Calciopoli 2.0, le parole di Fabrizio Corona
Ecco quanto evidenziato da CalcioNapoli24:
“Dopo la tragedia mondiale della nostra Nazionale e dopo il grandissimo "calcio nel sedere" dato ai vertici della FIGC, siamo qui ancora con tutto da rifare. È la terza volta che l'Italia non va ai Mondiali. Poco tempo fa mi è capitato di leggere alcuni articoli di giornale che parlavano di un manuale del calcio scritto dal grandissimo Roberto Baggio. Un manuale che avrebbe potuto aiutare gli incapaci della Federazione Italiana Gioco Calcio a scrivere delle regole da rispettare, che magari avrebbero permesso ai giovani di ricominciare a giocare e a calpestare i campetti per poi diventare grandi campioni. Cose che, invece, non sono mai successe. Ma in questa puntata non saremo qui a sentenziare sul lavoro che si dovrebbe fare nei posti dove si incomincia a tirare i primi calci al pallone per cercare di creare dei giocatori quantomeno decenti, con un minimo di intelligenza, sicuramente non boriosi, umili e non ludopatici. In questa puntata parleremo dell'ultimo anello di congiunzione del mondo del pallone, il tramite tra la squadra, il campo e il giocatore; coloro che determinano il nuovo calcio mondiale: i procuratori. Il calcio italiano non è malato: il calcio italiano non esiste più. Il ricordo del nostro calcio è marcito dentro ognuno di noi. Per anni ci hanno raccontato favole, ci hanno venduto brand e merchandising, ci hanno propinato la narrazione che in campo vinceva il migliore, che dietro ogni trattativa ci fosse una strategia e dietro ogni acquisto la meritocrazia. Bugie, solo chiacchiere. Perché dietro i milioni e i grandi affari si muove un sistema oscuro, fatto di favori, telefonate nascoste e accordi di potere; persone potenti che gestiscono il calcio solo per una questione di soldi che, insieme al sesso e alla droga governano tutto.
E gli arbitri? Tranquilli, siamo in "ottime mani". La Procura di Milano sta scoperchiando un sistema dove pare che le designazioni non venissero decise per merito, ma per "amichettismo". Chi era fedele ai vertici andava a gestire partite importanti come la Champions, chi non lo era, finiva a dirigere Lecce-Bari, Empoli o Foggia. Ma la storia degli arbitri pare sia una questione interna, come quando litigano tra magistrati o poliziotti. Oggi ci occuperemo del "Sistema Calcio 2.0" e lo faremo crollare. Chi crede alle favole perde, chi conosce la verità vince. Questa è l'inchiesta sul calcio fatto di soli giocatori stranieri, di fondi finanziari e di totale assenza di management sportivo. Un mondo in evidente declino dove non contano più talento e sacrificio, ma chi conosci, chi controlli e quanto ci puoi guadagnare. Per capire dove siamo finiti, bisogna ricordare da dove siamo passati.
L'uomo simbolo è Luciano Moggi, un nome che oggi suona come una bestemmia, collegato a un sistema marcio. Ma chi era quest'uomo che si è preso tutte le colpe di Calciopoli? Moggi era un ferroviere che conosceva bene il calcio. Era l'unico capace di capire se uno sapesse giocare senza bisogno di algoritmi. Diceva una cosa santa: "I piedi dei calciatori sono comandati dalla testa". Ma che testa hanno oggi questi calciatori? Moggi è l'uomo che ha portato Maradona al Napoli e che con la Juve ha vinto tutto senza chiedere aumenti di capitale, mantenendo i bilanci in ordine. Comprava Zidane a 5 miliardi di lire e lo rivendeva a 150 miliardi al Real Madrid. Soprattutto, Moggi sapeva fare il suo mestiere: usava i procuratori, non si faceva usare da loro. Faceva affari con Raiola per Ibrahimovi? e Nedved, ma era lui il "Comandante". Nella Nazionale del 2006 c'erano nove giocatori della Juventus creati da lui. Eppure, dopo 170.000 intercettazioni in cui non si parla mai di illecito sportivo o arbitri pagati, si sono inventati il "reato a consumazione anticipata": ti condanno per quello che avresti potuto fare. Hanno fatto fuori l'ultimo vero dirigente e in quel vuoto si sono infilati loro: i procuratori. Quelli che non costruiscono squadre ma le svuotano, che non scovano talenti ma li affittano, che vivono di commissioni e a cui dell'essenza del pallone non frega nulla.
Calciopoli 2.0, le parole di Vincenzo Raiola
Mentre lavoravo a questo, ricevo una telefonata da Vincenzo Raiola, cugino di Mino e procuratore di Gigio Donnarumma.
Mi dice: "Voglio autodenunciarmi. Ormai in Italia i direttori sportivi sono coinvolti in affari con i procuratori. Il giocatore che va avanti è quello gestito dal procuratore che paga la mazzetta al direttore".
Sentite bene: i procuratori pagano i direttori sportivi delle società, spesso gestite da fondi stranieri che non hanno un presidente "padre padrone" come i Berlusconi di una volta. Inoltre, per accaparrarsi i giovani talenti, i procuratori pagano le famiglie sotto forma di "società di immagine", comprano auto, gioielli e case. Come può crescere un ragazzo che a 16 anni vede già tutti questi soldi facili? La sua testa sarà solo sul denaro, non sullo sport. Raiola mi racconta di operazioni sospette alla Fiorentina dopo la morte di Joe Barone, o di acquisti senza senso come quello di un giocatore in Portogallo per 7 milioni che poi non gioca mai. Mi parla di Alessandro Lucci, che dopo un periodo di calo si è ripreso prendendo la procura di Moise Kean e portando tre suoi attaccanti alla Fiorentina nello stesso mercato. Operazioni con stipendi raddoppiati e clausole particolari che servono solo a far girare soldi tra agenti e dirigenti.
Poi c'è Beppe Riso, l'ex cameriere del ristorante Giannino, cresciuto all'ombra di Adriano Galliani. Riso è diventato uno dei più potenti. Vediamo i suoi intrecci: dalla Grecia con Lina Souloukou e François Modesto, fino al Monza e alla Roma. Quando la Souloukou arriva a Roma, Riso piazza i suoi colpi: Juric (suo assistito) in panchina al posto di De Rossi, rinnovi a cifre spropositate per giocatori come Cristante e Mancini, acquisti come quello di Baldanzi. Ma il sistema è più complesso. Si parla di società in compartecipazione, come quella con la Meccacci per gestire talenti come Camarda o Tonali. Proprio Sandro Tonali, il giocatore che scommetteva sulle proprie partite. Abbiamo audio che provano come chiedesse account per giocare sui siti illegali, arrivando a puntare "over" sui tiri in porta durante le partite che lui stesso giocava. Un sistema che invece della radiazione ha portato a sanzioni ridicole. L'operazione di Jonathan David alla Juve. Ufficialmente gestito da Mauro Maras, ma il trasferimento pare sia stato orchestrato da figure vicine al giro di Riso e Canales, con commissioni altissime per un giocatore in scadenza. Il sistema si regge anche sugli intermediari come Giuffrida o Busardò, definiti gli "illusionisti" del mercato, capaci di muovere decine di milioni tra Italia e Inghilterra gestendo i rapporti con presidenti come Cairo o dirigenti come Furlani. Si parla persino di valigette di contanti portate dalla Svizzera per pagare mediazioni in nero.
E infine i calciatori: pedine vuote mosse da questo scacchiere. Ragazzi che pensano solo ai locali, alle escort e ai "palloncini" (ossido di diazoto). Giocatori come Theo Hernandez, coinvolto in racconti di feste private e comportamenti discutibili, o Leão e Vlahovi?, accusati di pensare più ai social e alla moda che al campo. Siamo di fronte a una "Calciopoli 2", un reato associativo che ha distrutto i settori giovanili e la passione dei tifosi. Il vero calcio era quello di Maradona, questo è solo un ufficio vendite gestito da persone senza scrupoli. L'inchiesta continua nella prossima puntata, lunedì 18, con esclusive mondiali sul Napoli, su Lamine Yamal e molto altro. Ci vediamo settimana prossima”.


