Editoriale Chiariello di Napoli-Bologna: "Conte secondo perché fortunato! Ma è il caso di rinnovarlo? Squadra inguardabile, Milinkovic approssimativo" | VIDEO
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Ultime notizie Serie A: editoriale Chiariello, ecco il video dell'editoriale di Umberto dopo Napoli-Bologna 2-3
Dopo la sconfitta per 2-3 in Napoli-Bologna di ieri sera allo stadio Maradona, è arrivato il consueto editoriale di Chiariello a Canale 21.
Napoli-Bologna: l'editoriale di Umberto Chiariello
Ultime news Serie A - Nel corso di Campania Sport, come di consueto, c'è stato il solito editoriale di Umberto Chiariello dopo Napoli-Bologna 2-3 ai microfoni di Canale 21. Ecco le sue dichiarazioni:
"Fortino addio. Abbiamo tutti da ragazzini, almeno quelli della mia generazione, giocato con i soldatini e con i fortini. E noi avevamo un bel fortino blindatissimo: 2025 da imbattuti in casa, non vinceva nessuno. I primi ad espugnare il Maradona sono stati i "blues" del Chelsea, ma in campionato non c'era riuscito nessuno. È arrivato Maurizio Sarri, la Lazio — il solito che viene a vincere a Napoli con continuità da 4 anni a questa parte. Ma non è stato un episodio, perché il Bologna ci condanna alla seconda sconfitta nelle ultime tre partite in casa.A parte la parentesi Cremonese, il Napoli perde ancora. Altro che Champions League: la blindatura non c'è stata. Il Napoli in questo finale di campionato è crollato. Era a -7 dall'Inter, ora è a -15. Aveva 10 punti di vantaggio sulla Juventus qualche tempo fa, adesso ha solo due punti di vantaggio sulla Juve e ne ha solo tre su Milan e Roma che sta provando la rimonta. Il Como dista cinque lunghezze. I conti non tornano.Settima sconfitta in campionato, tante. 33 gol al passivo. Il Napoli segna sempre molto poco e la situazione purtroppo è molto, molto negativa sul piano del gioco.

Primo tempo inguardabile del Napoli, che ha avuto l'avventura di riaprire la partita proprio nel recupero del primo tempo con Di Lorenzo, che si era reso colpevole del rigore del doppio vantaggio bolognese. Bernardeschi lasciato colpevolmente solo in area di rigore per poter stoppare e calciare in tutta tranquillità per il vantaggio bolognese. Il Napoli nel primo tempo — nonostante Politano, Giovanni, Allison Santos, McTominay e Rasmus Højlund — a parte un colpo di testa da calcio d'angolo di McTominay, non ha mai tirato in porta, dicasi mai. Poi, rientrato in campo, ha avuto una bella fiammata iniziale. Ha pareggiato grazie a una bellissima azione di Højlund per Allison, che si è mostrato molto freddo nel fare il 2-2. Doveva a quel punto avere l'abbrivio della partita dalla sua parte, doveva prendere il sopravvento. Per una decina di minuti a inizio ripresa sembrava un altro Napoli, e poi quello che è accaduto tutta la stagione: il Napoli si spegne.
È una candela, è un moccolo che si spegne. Si è spento, spento, spento. E alla fine è stato punito perché il suo portiere, che ha una tecnica molto approssimativa — lo devo dire e lo devo ripetere — che continua a respingere a mani aperte in centro area, che è una cosa che insegnano alle scuole calcio, è stato poi punito dalla rovesciata di Rowe che ci ha mandati all'inferno. Perché adesso bisogna andare a vincere a Pisa; mancano ancora due punti per la matematica certezza della qualificazione. Il Napoli, altro che 80 e passa punti, è fermo a 70 punti: pochissimi. I gol del Napoli sono 54, i gol presi sono 36, la differenza reti è appena +18. È un Napoli che non può neanche più attaccarsi alle assenze. È proprio un Napoli che gioca male e produce poco. Questo finale di campionato è brutto, ma brutto forte da tutti i punti di vista.
Una squadra che non aveva coppe da gennaio, una squadra che ha fatto doppia preparazione estiva a differenza di Inter e Juve. L'Inter vola, vola. È andata a Roma a dare tre gol alla Lazio in assoluta facilità, in souplesse. Il Napoli al 50° si è piantato sulle gambe. E di questa famosa preparazione ne vogliamo parlare? 41 infortuni. Il Napoli che nei finali non riesce mai a fare il rush decisivo. Un Napoli che, come lo metti-metti in campo, manca sempre qualcosa. Oggi qualcuno si appella all'assenza dell'ultimo momento di De Bruyne, che ha avuto una contusione, una lacerazione vicino al sopracciglio in uno scontro nella rifinitura ed è venuto meno in questa partita. Ma non è che De Bruyne nel precedente ci ha fatto deliziare, eh! Quindi ora dire che la mancanza di De Bruyne è stata fondamentale è mentire per la gola.
Io non so se Conte si siederà con De Laurentiis e troverà una soluzione, ma certo se si riparte da questo finale di campionato "la veggo buia", direbbero i poeti di un tempo. Le cose non vanno. E qui c'è da fare una riflessione profonda: è il caso di rinnovare? Perché a questo punto anche la panchina di Conte merita una riflessione e una meditazione. Se lui ci offre questo Napoli, sinceramente... Avrà anche vinto lo scudetto, per l'amor di Dio, ha vinto la Supercoppa, il Napoli è ancora secondo, ma vogliamo capire perché è secondo? Perché è fortunato. E io ve lo dico che il Napoli è fortunato. Il Milan è scoppiato, proprio scoppiato: sei sconfitte consecutive nelle ultime 8-9 gare, una cosa indecente. La Juve, se non avesse pareggiato in casa con Pisa e Verona... voi pensate che la Juve rischia la Champions perché ha pareggiato in casa con le due retrocesse, Pisa e Verona. Incredibile, anche perché ha il secondo attacco del campionato nonostante non abbia avuto un centravanti (solo ora è rientrato Vlahovic).
La Roma stava 3-1 sulla Juve, l'aveva buttata fuori dalla zona Champions, si è fatta ciuffare 3-3. Da quel momento è scoppiata la Roma, che solo adesso si è ripresa dopo aver risolto il problema tra Gasperini e Ranieri, e ora insegue la Champions appaiando il Milan ma essendo in svantaggio nei confronti diretti. Il Como: doppia battuta d'arresto. 2-0 all'Inter, gli fa la faccia come un pallone nel primo tempo, poi nella ripresa l'Inter gli fa quattro "pappine". Va a Udine, perde anche a Udine in malo modo e anche il Como si è piantato, e ora si è ripreso.Però ora Juve, Como e Roma vincono. Milan e Napoli fermi al palo. Malinconico vedere la "vecchia guardia", Allegri e Conte, accomunati da un unico destino. O forse è la risultante di un modo di pensare calcio che potrebbe anche essere un po' sorpassato. Perché voi mi dovete spiegare che dobbiamo fare con tre difensori puri dietro contro un Bologna che si schiera con tre mezze punte e un solo attaccante, e poi abbiamo sempre l'inferiorità numerica a centrocampo. Vi lascio con questo interrogativo".

