07-04-2026
15:00
Ultime notizie SSC Napoli - Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, da Los Angeles, ha rilasciato un’intervista a Fox Deportes.
Presidente, un pomeriggio bellissimo, con tanti tifosi del Napoli. Cosa significa per lei essere qui a Los Angeles per celebrare il quarto Scudetto?
“Sa, amo Los Angeles perché amo Napoli, ma amo anche Los Angeles. Ho una casa qui e, quando sei coinvolto nel mondo del cinema, Hollywood è sempre il tuo ambiente naturale.
Essere qui per un film sullo Scudetto, in un Paese dove il calcio deve ancora crescere sempre di più, è molto importante. Speriamo che con il Mondiale, che inizierà tra Messico, Stati Uniti e Canada il prossimo giugno, questo sport continui a svilupparsi. Tornerò qui e credo — non ricordo bene se tra giugno e luglio — che ci saranno diverse partite anche a Los Angeles. Andremo a vederle”.
Quanto è speciale essere qui, considerando anche la vostra storia nel cinema? Suo padre Luigi, suo zio Dino, e poi lei… è ancora più significativo portare il Napoli in un contesto globale dove il calcio sta crescendo?
“Dino lasciò Napoli da giovanissimo e andò a Roma per fare l’attore. Poi capì che era meglio stare dietro la macchina da presa e divenne produttore. Mio padre invece era editore a Sofia, in Bulgaria, prima della Seconda Guerra Mondiale.
Dopo la guerra, i due fratelli incontrarono Carlo Ponti a Torino e fondarono la Ponti-De Laurentiis alla fine degli anni ’40, nel 1949. Quindi c’è sempre stato un legame, ma anche un percorso lontano da Napoli.
Hanno prodotto tantissimi film. Quando io mi sono avvicinato al mondo del calcio, che non conoscevo affatto, e ho comprato il Napoli — che allora era praticamente solo un pezzo di carta perché era fallito — per me è stata una scommessa. Ma una scommessa bellissima.
Ho prodotto e distribuito più di 400 film, ma non mi ero mai confrontato con un “film” lungo e imprevedibile come il calcio, dove non sai mai quale sarà il finale. È qualcosa di straordinario, perché è come un thriller”.
Parlando della stagione attuale: nonostante i tanti infortuni, il Napoli è ancora competitivo. Come lo spiega?
“Me lo chiedo anch’io. Troppi infortuni. Senza questi problemi probabilmente avremmo potuto vincere un altro Scudetto. Però c’è ancora speranza, anche se è complicato. Speriamo di fare meglio il prossimo anno”.
Un’ultima domanda: cosa pensa della situazione della Nazionale italiana e della mancata qualificazione al Mondiale? E del possibile ruolo di Antonio Conte?
“Con Conte siamo molto amici. È una persona molto intelligente e speciale. Credo che voglia delle garanzie dalla federazione.
Ma oggi, in federazione, non c’è nessuno che decide: stanno aspettando giugno. Siamo ad aprile e vogliono aspettare ancora per capire cosa fare. Questo è il problema della federazione italiana.
Non pensano allo sport come a un’industria, ma solo a gestire il potere interno. Dovrebbero invece farsi delle domande: dove abbiamo sbagliato? Come possiamo correggere gli errori?
Non so cosa succederà. Se Conte vorrà andare, siamo amici e non sarò certo io a impedirglielo. Però, ripeto, è molto intelligente e prima di accettare vorrà la certezza di avere tutto ciò che serve. E oggi, secondo me, la federazione non è in grado di garantirlo”.
07/04/26, 11:00
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