Sabatini non ha dubbi: "È il Napoli di Conte l'anti-Inter"

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Sabatini non ha dubbi: È il Napoli di Conte l'anti-Inter

Ultime notizie Napoli - Sandro Sabatini, giornalista di fede rossonera, ha commentato Napoli-Milan 1-0.

Napoli-Milan 1-0, il commento di Sabatini

Di seguito le sue dichiarazioni sul suo canale YouTube:

"E così, dopo una stagione che a un certo punto sembrava realmente da incubo, il Napoli torna a sognare. Lo fa con lo slancio di una vittoria importantissima: quella nel cosiddetto spareggio per il secondo posto sul Milan. 1-0 “corto muso†in purezza, no? La cifra comunque tecnica, tattica e anche spettacolare in alcune mosse strategiche che hanno messo in campo Antonio Conte per il Napoli e Massimiliano Allegri per il Milan. Alla fine ha vinto il Napoli e colleziona, con questo successo, il quinto successo consecutivo. Quindici punti nelle ultime cinque giornate sono quelli che bastano per mettere un po’ di apprensione all’Inter, anche se sette punti di distacco rispetto ai nerazzurri sono ancora tantissimi.

Certo che nella prossima giornata l’Inter va a giocare contro il Como. Certo che il Napoli ha sulla carta un calendario comunque più agevole anche nelle successive sei giornate. Certo che sperare, come si dice a Napoli, non costa nulla. Smette invece di sperare, anzi meglio di sognare, perché la speranza non c’è mai stata effettivamente, concretamente, realmente per la conquista dello scudetto. Smette comunque di sognare il Milan, che confeziona comunque una partita assolutamente dignitosa, risolta a dieci minuti dalla fine da due cambi della panchina del Napoli. Sì, perché nel momento di massima emergenza, quando Antonio Conte si è trovato senza Højlund, che non poteva giocare perché infortunato, con Giovane che aveva ormai spento tutte le ultime energie con un secondo tempo dignitoso dopo un primo tempo realmente, e in verità, opaco, ecco che Conte si è sistemato con due ali: e McTominay a sinistra e Politano a destra, chiedendo a McTominay di fare il centravanti, come era successo in qualche partita ai tempi finali del Manchester United. Con questa formula, con la vivacità di e McTominay a sinistra e con la voglia di rivincita di Politano dopo l’enorme delusione in Bosnia con la Nazionale, il Napoli ha trovato la vittoria. Rasoiata di Politano sul primo palo, disorientato Bartesaghi, impreparato Maignan, ma soprattutto sfortunato De Winter con la spizzata all’indietro che è diventata un assist, appunto, per Politano.

Questo è stato l’episodio decisivo, al quale il Milan può contrapporre alcune situazioni in cui gli attaccanti rossoneri si sono trovati a inciampare, diciamo così, nella conclusione, dopo aver creato anche delle ottime ripartenze oppure essere arrivati alla conclusione con l’efficacia di un’altra mossa tattica che aveva effettivamente messo il Napoli in difficoltà quando Allegri ha schierato una difesa che variava, a seconda dell’impostazione delle situazioni di gioco, da tre a quattro, ma soprattutto con Nkunku sulla fascia sinistra.

Nel primo tempo, e finché è stato in campo anche nel secondo tempo, poi vinto dalla fatica, Nkunku è stato in quel ruolo un giocatore che ha creato dei problemi al Napoli di Conte. Un po’ di giudizi sparsi sulle prestazioni dei singoli. Maignan impeccabile, a parte il gol subito con un tiro di rara precisione da parte di Politano. Tomori discreto, De Winter molto bene fino a quell’episodio un po’ sfortunato e un po’ errore. Pavlovi? assolutamente in hype, come gli succede negli ultimi tempi, anche se fin troppo esuberante. Alexis Saelemaekers non pervenuto: ha perso il suo duello con Spinazzola sulla stessa fascia. Fofana generoso ma precipitoso nelle conclusioni. Modri? il solito regista e Rabiot sottotono, anche perché in fase di contenimento se la vedeva un po’ con Anguissa e un po’ con McTominay.

Quando ha perso il controllo di McTominay, perché McTominay è andato a fare il centravanti, guarda caso è arrivato il gol del Napoli. A sinistra Bartesaghi, di fatto in una difesa a quattro, ha fatto la sua partita anche con partecipazione all’interno della manovra. Nkunku, detto, buona partita.

Füllkrug ha fatto il suo. Come poi ha tentato di fare Giménez, che si è rivisto dopo tanti mesi di infortunio: ha dato un contributo nella norma, considerata la lunga assenza e anche il fatto che la partita era diventata molto difficile da rimediare per il Milan. Leão: dieci minuti non giudicabili, così come tutto sommato anche Pulisic.

Nel Napoli invece bene Buongiorno e Juan Jesus, anche se molto guardinghi, molto bloccati nella marcatura di Füllkrug prima e di Giménez poi. Una buona partita di Lobotka, se si considera che aveva a che fare comunque con Modri?, e di Anguissa, che è cresciuto nel corso della partita dopo un primo tempo in cui praticamente non si è mai visto. Anguissa poi è diventato anche più efficace nel secondo tempo. De Bruyne: male. Questo va detto, perché a parte qualche iniziativa è sembrato sempre un po’ sfasato rispetto al gioco del Napoli, alle iniziative che gli venivano proposte dai compagni.

Anche McTominay ha avuto le sue difficoltà, come ha avuto però comunque le ha compensate con alcune giocate “alla McTominayâ€, così come Giovane che nel primo tempo è stato cancellato, nel secondo tempo invece si è dato da fare, tra l’altro trovando una conclusione che ha impegnato Maignan forse nella parata più difficile del portiere rossonero nel corso della partita. Quello che va detto è che il Napoli comunque sta dando l’impressione che tutti immaginavano, e si immaginava perché era facile guardando la rosa a disposizione di Conte: questa squadra al completo è una grande squadra che avrebbe potuto tenere testa all’Inter, probabilmente sì, anche se con i “se†e con i “ma†non si va da nessuna parte. Comunque l’impressione è che la rosa del Napoli fosse veramente molto ben attrezzata per le ambizioni di De Laurentiis, di Conte, dei tifosi, eccetera. Quando il Napoli ha piano piano recuperato tutti i giocatori, tutti i titolari, ha composto una squadra che nella sua cifra tecnica, anche senza Højlund, che è determinante naturalmente, può recitare una parte importante, perché è stata la partita tra la seconda e la terza in classifica. Una partita all’altezza del campionato italiano: non ci sono stati tanti gol, ma c’è stato molto contenuto tattico, molta strategia e anche buoni momenti di grande intensità emotiva.

Detto questo, è evidente che il Napoli si trova comunque a tentare di rincorrere un’Inter che ha sette punti di vantaggio e anche una rosa complessivamente superiore. Da non sottovalutare, anzi da monitorare con attenzione, la situazione di Højlund, perché è chiaro che ha riportato un leggero infortunio, trapelato in mattinata e reso noto soltanto a poche ore dalla partita. Se l’infortunio dovesse proseguire anche per le prossime giornate, il Napoli si troverebbe a gestire una situazione veramente complicata. Con Hojlund fuori per infortunio, Lukaku fuori rosa e il giovane attaccante che si troverebbe alle prese con un compito troppo più grande di lui, è chiaro che la situazione sarebbe delicata. Però questo compito più grande di lui il Napoli, e Antonio Conte in particolare, hanno dimostrato proprio contro il Milan di poterlo sopperire con il jolly di McTominay. Se McTominay si mette a fare il centravanti, non il falso ma proprio il centravanti, e McTominay e Politano garantiscono il rendimento che hanno offerto negli ultimi minuti contro il Milan, ecco che il Napoli all’improvviso risolve anche il problema, in un certo senso, dell’abbondanza a centrocampo, consentendo l’impiego di tutti e quattro i centrocampisti più complessi da mettere assieme, cioè Lobotka, Anguissa, McTominay e De Bruyne, con una certa naturalezza che potrebbe anche suggerire qualche idea perfino per il futuro. Detto questo, Inter in vantaggio ancora con sette punti, il Napoli insegue, Conte sogna ancora. Il Milan retrocede al terzo posto e i punti di distacco sono nove. Allegri non può più sognare".

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