Nel 2022 l'ultimo treno per esplodere

Editoriale  
Nel 2022 l'ultimo treno per <i>esplodere</i>

Prima un encefalogramma piatto, poi una salita e adesso di nuovo una discesa. Possiamo sintetizzare così il triennio di Hirving Lozano a Napoli: con un ritmo sinusale che non soddisfa di certo, non a fronte del mega investimento da 50 milioni e delle aspettative di un'intera tifoseria per quello che sarebbe dovuto essere un top player della squadra. Due anni e mezzo dopo l'arrivo, la situazione fondamentalmente non è cambiata: di certo ci sono stati miglioramenti rispetto all'apatia iniziale - e ci mancherebbe -, ma non è mai diventato quel giocatore destinato ad essere o forse più verisimilmente dipinto da qualcuno. 

Carlo Ancelotti, Gennaro Gattuso e ora Luciano Spalletti: se con nessuno dei tre c'è stato l'exploit e il salto di qualità, qualcosa vorrà pur dire. Non è successo col maestro che lo ha voluto fortemente in azzurro, non col tecnico calabrese che lo ha comunque rilanciato e valorizzato e nemmeno adesso col tecnico toscano che sta man mano rivalutando un intero organico. Anzi, Lozano con l'ex Roma, ha anche fatto un passo indietro nelle gerarchie a favore di Matteo Politano. Con Gattuso sembrava in netta risalita, ma la verità è che ha avuto più che altro il merito di riproporsi a livelli più degni e soprattutto di buttarla dentro facendosi trovare al posto giusto spesso e volentieri. Mica poco, per carità, ma quella mentalità famelica non si è mai innescata. Anche perché, e chiariamolo, o ce l'hai o no ce l'hai. 

Così di anno in anno è mancato sempre qualcosa. Sempre la stessa: la mentalità. Il problema è che il tempo scorre ed è praticamente agli sgoccioli per dimostrare di essere un giocatore che probabilmente non è mai stato e non sarà mai. Sia chiaro: parliamo pur sempre di un buon giocatore che nel Napoli e in questo Napoli può starci tranquillamente, che sia come titolare o riserva, ma non quel fuoriclasse che in molti immaginavano. Tra cui anche se stesso proprio, considerando le recenti dichiarazioni che la piazza non ha affatto apprezzato. 

"La verità è che vorrei andare in un club più grande, vorrei fare questo passo in avanti". Scelta leggittima, ma tempi e modi sbagliati. Il problema, senza entrare ulteriormente nel merito, è solo uno: ha dimostrato di meritare una squadra più grande? La risposta è netta: per niente. E di certo non verrà acquistato da un top club da un giorno all'altro, non per metterlo al centro del progetto. Napoli ha dimostrato di essere un enorme trampolino di lancio per i giocatori, ma prima bisogna strafare. Ma il problema è che per fare il grande salto, oltre alle doti tecniche che al messicano non mancano, serve innanzitutto una certa mentalità che invece latita eccome. 

Manca cattiveria. La cazzimma calcistica vera e propria. Requisito fondamentale per un attaccante con certi mezzi e determinate ambizioni. Dà sempre la sensazione di un giocatore precario in campo, spesso e volentieri intimidito dalle circostanze, mai con quell'autorevolezza riconosciuta magari anche dagli avversari e senza quel killer instint col quale - con la sua velocità e capacità di ripartenza - sarebbe altrimenti devastante.

Basta guardare Osimhen per farsi un'idea: giocatori diversi per carità, ma immaginiamo se anche Lozano avesse la stessa fame e cattiveria sottoporta. Sarebbe devastante. Eppure basta questo dettagli per rischiare dal passare da un potenziale talento e un possibile incompiuto. Ora arriva il 2022. L'ultimissimo treno per dimostrare di meritare Napoli e, magari, poi anche qualcosa in più. 

segui CalcioNapoli24.it direttamente su Google
Ultimissime Notizie
I più letti
Classifica
  • #

    Squadra

    PT
    G
    V
    N
    P
  • logo InterInterCL

    69

    30
    22
    3
    5
  • logo MilanMilanCL

    63

    30
    18
    9
    3
  • logo NapoliNapoliCL

    62

    30
    19
    5
    6
  • logo ComoComoCL

    57

    30
    16
    9
    5
  • logo JuventusJuventusEL

    54

    30
    15
    9
    6
  • logo RomaRomaECL

    54

    30
    17
    3
    10
  • logo AtalantaAtalanta

    50

    30
    13
    11
    6
  • logo LazioLazio

    43

    30
    11
    10
    9
  • logo BolognaBologna

    42

    30
    12
    6
    12
  • 10º

    logo SassuoloSassuolo

    39

    30
    11
    6
    13
  • 11º

    logo UdineseUdinese

    39

    30
    11
    6
    13
  • 12º

    logo ParmaParma

    34

    30
    8
    10
    12
  • 13º

    logo GenoaGenoa

    33

    30
    8
    9
    13
  • 14º

    logo TorinoTorino

    33

    30
    9
    6
    15
  • 15º

    logo CagliariCagliari

    30

    30
    7
    9
    14
  • 16º

    logo FiorentinaFiorentina

    29

    30
    6
    11
    13
  • 17º

    logo CremoneseCremonese

    27

    30
    6
    9
    15
  • 18º

    logo LecceLecceR

    27

    30
    7
    6
    17
  • 19º

    logo VeronaVeronaR

    18

    30
    3
    9
    18
  • 20º

    logo PisaPisaR

    18

    30
    2
    12
    16
Back To Top