La paura fa 90, Cavani 91. Matador come il 'Barbiere di Siviglia'. Tutti gli strafalcioni dei detrattori di Edi, fino a Raiola!
18:45
La paura fa 90, ma non certo 91. 91 come le reti realizzate da Cavani dall’agosto 2010 ad oggi con la maglia del Napoli. Arriva alle falde del Vesuvio accompagnato dalle voci degli scettici che lo avevano già bollato come un “attaccante esterno” da massimo 15 gol a stagione, e viene accolto da una città praticamente in subbuglio per la cessione di Quagliarella alla Juve. Missione impossibile per molti, ma non per lui che prima dell’esordio passa in tipografia e si fa stampare questo bigliettino da visita: due gol all’Elfsborg e qualificazione alla fase a gironi dell’Europa League. Gli scettici strabuzzano gli occhi ma hanno ancora dubbi. Nella prima stagione, 2010-11, però dimostra di essere in ottima salute e a giungo, infatti, dice 33 contribuiendo in maniera sostanziale alla conquista della qualificazione diretta alla champions. “Non si ripeterà”, proseguono i soliti grandi esperti che non credono ad una seconda annata d’oro per il Matador, a detta loro baciato dalla sorte nel primo anno in azzurro. Cavani, però, sta sempre molto bene, anzi benissimo, e come nel giugno del 2011 dice ancora 33. Questa volta è decisivo non solo in campionato e champions, ma anche in Coppa Italia, primo titolo che alza con la maglia del Napoli. Gli scettici ci sono ancora e a luglio sono sicuri “senza Lavezzi Cavani segnerà la metà del gol”. Hanno ragione ne ha segna la metà (16)…ma solo fino a Gennaio e soltanto in campionato, perché contando anche le coppe è arrivato già a quota 25. Intanto De Laurentiis lo “blinda” con una clausola da 63 milioni: cifra da far girar la testa, ma anche gli occhi, agli scettici (di cui sopra) e agli sceicchi. Tutti lo cercano, tutti lo vogliono: il Matador sembra più desiderato di “Figaro” il Barbiere di Siviglia, più prezioso perfino della Gioconda. È forse per questo che Mino Raiola, Mecenate dei tempi moderni, si permette di accostarlo praticamente a qualunque squadra abbia un portafoglio “da benzinaio”. Lui però non sembra intento a cedere alle distrazioni: continua a fare il suo dovere, a fare gol e collezionare palloni a suon di triplette. Sono sette oramai con la maglia azzurra, sette come le meraviglie, sette come il numero che porta dietro le spalle, spalle forti di un ragazzo che arrivato a quota 91 ha già dimostrato di non sapere cosa significhi aver paura.
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