23-04-2026
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A "1 Football Club", programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Marco Piccari, giornalista direttore di TUTTOmercatoWEB Radio. Di seguito, un estratto dell'intervista.
Come ha fatto il Como a sperperare il doppio vantaggio contro l’Inter nella semifinale di Coppa Italia di ieri sera?
“Questo sarà il tema di oggi: si tornerà a parlare di giochisti e risultatisti, la solita discussione che viene fuori dopo partite del genere. Però secondo me dobbiamo anche considerare altro: il Como sta facendo un percorso importantissimo. Bisogna guardare da dove è partito e dove è arrivato, con la concreta possibilità di andare in Europa. Ha provato a vincere a modo suo, non c’è riuscito, ha anche sbagliato occasioni incredibili e poi è venuta fuori la forza dell’Inter. Io, le dico la verità, preferisco partite così. Mi dispiace per il Como, perché avrebbe meritato la finale, sarebbe stato qualcosa di storico per questo club. Però tenderei più a valutare il percorso fatto in poco tempo che gli errori di ieri sera. Poi è chiaro: nel calcio bisogna essere più cinici in certi momenti, saper chiudere le partite e difendersi meglio. Però parliamo di una squadra che per lunghi tratti è stata tra le migliori difese del campionato, quindi la fase difensiva la sa fare. Ieri ha commesso errori e li ha pagati contro un avversario molto forte, con giocatori di grande qualità e allenato bene da Chivu. Va sottolineato anche il lavoro di questo allenatore, che al primo anno sta facendo meglio di tanti altri. Ha fatto meglio di Inzaghi nel gestire l’Inter e ha superato allenatori scudettati. All’epoca, quando Conte vinse il primo scudetto alla Juventus, c’era Allegri tra i rivali principali. Quindi complimenti a Chivu, perché altrimenti parliamo solo degli errori e non dei meriti di chi ha centrato l’obiettivo.”
Direttore, rilancio con una provocazione: negli ultimi quindici campionati, escluso questo, undici sono stati vinti da Conte e Allegri. Quest’anno ormai Chivu va verso il suo primo scudetto: è più la vittoria di Chivu o la sconfitta delle idee, forse un po’ obsolete, di Conte e Allegri?
“È un bel tema ed è giusto affrontarlo. Io credo che sia una vittoria di Chivu fino a un certo punto: lui ha fatto quello che doveva fare e lo ha fatto molto bene, perché ha rigenerato una squadra. Io avevo tanti dubbi all’inizio dell’anno, pensavo fosse complicato per l’Inter vincere con lui. Invece è stato bravo a inserire i giovani e a gestire meglio le rotazioni rispetto a Inzaghi. Però quello che dice non è da escludere: alcuni allenatori hanno idee che forse vanno riviste. Ieri sera ho preferito guardare il Como che perde in quel modo piuttosto che vedere altre partite vinte in maniera poco convincente, come il Milan a Verona o il Napoli che in alcune gare ha sofferto pur avendo un potenziale offensivo superiore. Io sposo l’idea di un calcio che deve evolversi, e vedo alcuni allenatori un po’ indietro, mentre altri non riescono a rinnovare le proprie idee.”
Da TUTTOmercatoWEB è emerso l’interesse del Napoli per Enzo Maresca. Le chiedo: il piano per la permanenza di Conte qual è? È più probabile che resti o che vada via?
“Le riporto quello che mi è arrivato da una fonte attendibile, sapendo però che il mercato può cambiare rapidamente. Ad oggi dico ancora Conte al Napoli. Non escludo però che qualcosa possa cambiare. Conte dovrà dare una risposta presto a De Laurentiis, perché non può lasciare il Napoli in sospeso. Il nome di Maresca è uno di quelli da tenere in considerazione. Quindi oggi le dico Conte al Napoli, ma non chiudo ad altri scenari.”
Quindi sarà Antonio Conte a decidere il destino del Napoli in questa estate che si preannuncia calda?
“Sì, però penso che questa volta la situazione si chiuderà in tempi brevi. Non credo che si trascinerà a lungo. Se dovesse decidere di accettare, per esempio, la Nazionale e mi risulta che sia uno dei primi nomi dovrà dare una risposta rapidamente. Quindi credo che la decisione arriverà presto.”
C’è però un corto circuito comunicativo: l’anno scorso Conte diceva che a fine stagione si sarebbe seduto con la società, quest’anno è più cauto. Questo dipende dal fatto che oggi non ha offerte concrete?
“No, secondo me è più legato alla questione della Nazionale. Non credo che in Italia ci siano altri club pronti a prenderlo, anche se le butto lì un’ipotesi: la Roma. La situazione lì è delicata, Ranieri ha fiducia ma bisogna capire cosa farà Gasperini, che nelle ultime dichiarazioni ha parlato al passato. Ranieri potrebbe voler rilanciare il progetto con un nome forte e Conte ha un ottimo rapporto con lui. È uno scenario da tenere in considerazione. Detto questo, oggi metto ancora il Napoli in pole, perché c’è un contratto e una squadra forte che può vincere. Conte queste valutazioni le farà.”
Quindi pensa che sia più probabile che resti piuttosto che vada via?
“In questo momento, al 22 aprile, le dico di sì. Però non escludo altre soluzioni. Nel calcio le situazioni cambiano rapidamente, quindi bisogna monitorare soprattutto quello che accade su altre panchine, in particolare quella della Roma.”
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