Aureliano spiega il protocollo VAR: "Gatti-Kvara? Quel pugno non si poteva certificare"

Serie A  
Aureliano spiega il protocollo VAR: Gatti-Kvara? Quel pugno non si poteva certificare

Aureliano spiega gli episodi arbitrali del Napoli tenendo conto del protocollo VAR

Si è tenuto oggi presso presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università “Luigi Vanvitelli” il seminario "Il Protocollo VAR: chi è sotto processo? La disciplina giuridica, la sua interpretazione e la sua applicazione". All'incontro ha partecipato anche Gianluca Aureliano, ex arbitro di Serie A, che ha analizzato alcuni episodi arbitrali degli anni passati tenendo conto del protocollo VAR. Le sue dichiarazioni riprese da TuttoNapoli.net:

Tra questi, anche quello di Juventus-Napoli del 23 aprile 2023, con il presunto pugno di Gatti a Kvaratskhelia: "In quell'occasione l'arbitro non prende alcuna decisione. Se l'arbitro non l'ha visto, il VAR deve intervenire per espulsione diretta. È ovvio che un colpo così provoca l'espulsione di un giocatore, ma il problema è certificare la verifica del colpo. In base al colpo il VAR deve capire l'intensità del colpo. Si può comprenderla dalle immagini? Non è possibile, perché vi è una mediazione dello strumento".

L'epulsione di Matteo Politano in Roma-Napoli del dicembre 2023: "L'arbitro vede valuta e decide che un giocatore senza giocare il pallone colpisce un avversario. Giudica lui la volontarietà ed il grado di violenza. La decisione resta dell'arbitro. Una valutazione da parte del VAR consentirebbe all'arbitro di rivedere ciò che ha visto".

Il rigore su Giovanni Di Lorenzo in Napoli-Inter: "Nel momento in cui l'arbitro vede, valuta e decide di non fischiare. Attende un aiuto e una collaborazione. Gli altri ufficiali consigliano dalla loro prospettiva, sta all'arbitro accoglierlo. Osserviamo: chi commette cosa? La negligenza è commessa dal calciatore dell'Inter".

Buongiorno ed Hojlund contro il Verona: "Fallo di mano? Conta il concetto della volontarietà. Ora è esclusa dal regolamento, il tocco di mano è sopra le spalle, c'è qualcosa che ha viziato il salto? No! Il gioco del calcio è definito come uno sport di contatto a violenza eventuale. Il contatto del giocatore del Verona non è stato rivenuto fallo. Intervento Var corretto, nel fargli notare il tocco di mano fuori sagoma, l'arbitro ha poi la disponibilità di prendere la decisione. Sul secondo episodio c'è il concetto di immediatezza: come la definiamo? Valutazione di monitor, ha dato un'alta probabilità di tocco di mano".

Il contatto fra Hojlund e Hien in Atalanta-Napoli: "Chi fa cosa? Sbaglia Hojlund o Hien? Se lo fa Hien è corretto. Se lo fa Hojlund il quadro cambia. Ecco perché nella valutazione VAR questa linea, catena, porta alla revisione dell'errore. Perché nel secondo caso non avviene? L'azione è finita, l'arbitro prende poi la decisione di fischiare fallo. In quel caso l'arbitro decide che il contatto è falloso. Nelle immagini la trattenuta è restituita. All'arbitro va mostrata l'oggettività, il VAR deve mostrare più punti di vista all'arbitro. Non ci sono immagini che discolpano Hojlund. Dalla Tv sembra contatto, ma il concetto giuridico è diverso".

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