Pagelle pessime per Cavani, ma intanto dal Parco dove vive arriva una notizia positiva per i tifosi del Napoli
14:00
Il Napoli è una cosa, la Nazionale un’altra. Edinson Cavani se ne dovrà fare una ragione: come gioca in maglia azzurra non lo fa da altre parti. Uruguay compreso. La sfida d’esordio in Confederation Cup dell’altra notte ha mostrato tutti i limiti evidenti del Matador. Se Edi non ha una squadra che gioca per lui difficilmente riesce ad essere quel bomber esploso in riva al Golfo. Il ct Oscar Tabarez lo considera un giocatore al pari degli altri e di conseguenza non lo mette in condizioni di sfruttare le sue armi migliori. Inoltre, in formazione ci sono campioni affermati del calibro di Suarez e Forlan che sicuramente non ci tengono a dargli la parte del protagonista. Anzi, se possono non gli passano neanche il pallone. Nel match vinto dalla Spagna, Cavani ha avuto una sola occasione da gol, per il resto è stato a guardare nei novanta minuti di partita. I cronisti presenti in Brasile l’hanno bastonato con le pagelle, non è arrivato neanche alla sufficienza. Una prova incolore che non aiuta un calciatore che ha bisogno di stimoli. Chi lo conosce sa bene che se non segna va in difficoltà. Si incupisce e non riesce ad esprimersi ai massimi livelli. Gli stessi problemi il Matador li potrebbe vivere nel caso in cui dovesse andare a giocare in un club blasonato. Così come in Nazionale, al Real piuttosto che al City o al Chelsea, si ritroverebbe a fare i conti con altre “prime donne” che non lo aiuterebbero volentieri in fase realizzativa. Va detto che Mazzarri era stato bravo sin dall’inizio a costruire un modulo e una squadra tutta dedita a lui. Nessuno si permetteva di arrivare al limite dell’area e non passare il pallone all’uruguaiano. Il tecnico toscano aveva dettato delle regole che l’intero gruppo doveva rispettare. Se non accadeva era lo stesso Cavani a richiamare i colleghi di reparto. Insigne è stato una vittima del sistema, ogni qualvolta che decideva di tirare lui arrivavano le ramanzine del diretto interessato e anche dalla panchina. L’unica volta che Lorenzinho non ha pensato a nessuno segnò la rete contro il Cagliari al 94’ che valse la conquista matematica del secondo posto. Cavani, dunque, dovrà valutare bene le sue scelte prima di andare via dal Napoli. Sicuramente indossare una maglia del Real è bellissimo per un sudamericano ma nella vita conta anche qualcos’altro. Se sei re in una società e decidi di andare a fare il principino altrove devi mettere in conto anche che non avrai più il blasone di una volta. Se ci sono tanti galli a cantare in un pollaio non arriva mai il mattino. Sarebbe opportuno, dunque, che il Matador si facesse due conti e arrivare ad un punto di incontro con De Laurentiis chiedendogli di restare per vincere da protagonista col Napoli. Dal Parco Matarazzo dove vive, intanto, non si parla di alcun trasloco previsto in tempi brevi. E questo naturalmente fa piacere ai tifosi.

