SILENT CHECK - La verità è che quella traiettoria fa attizzare proprio

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<i>SILENT CHECK</i> - La verità è che quella traiettoria fa attizzare proprio

Questa rubrica si rifà al SILENT CHECK, quando gli addetti al VAR rivedono le immagini: un racconto personale del match, riflessioni in tutta libertà

  • Gli addetti al Var in una stanza rivedono le immagini, si confrontano in breve tempo, riflettono e poi comunicano le conclusioni. Questa rubrica si rifà proprio a questo momento chiamato SILENT CHECK: rivivere le immagini della partita con spunti anche extracampo. Un racconto del tutto personale del vissuto del match, in confidenza col lettore, tra innocenti licenze e riflessioni in tutta libertà. Zero schemi e poche regole? La rubrica è mia ...

di Dino Viola

Finalmente è tornato il campionato con le sue sole trecentottanta partite, come la Costituzione prevede. Non c'è stato il tempo di pubblicare le adorabili griglie scudetto che è stata messa palla al centro: magari mi saranno sfuggite, usciranno poi, chissà.

Un minuto di silenzio per chi si è perso questo spettacolare 4 a 3, con tanto di ringraziamento alle consorti che hanno optato per l'uscita serale ma questa è un'altra storia. Prima del fischio di inizio arrivano i primi messaggi dall'amico commentatore, comune un po' a tutti: dal colorito scetticismo sulla titolarità di Mario Rui al sinonimo di mangione

Mani di Zielinski, rigore per la Fiorentina. Ora riprendete il numero di trecentottanta partite e moltiplicatelo per ics polemiche. Fatto? Non vi sentite appesantiti o depressi? Per nulla? Allora in cuor vostro siete pronti a verificare se con la stessa dinamica verrà concesso il rigore contro, ad una sola altra squadra. Le altre non contano. Sotto di uno a zero, dopo otto minuti nella prima partita e whatsapp mi impazzisce, ma un messaggio su tutti riassume lo stato d'animo attraverso un mantra sciatalgico: 'Retrocediamo con dignità'.

Alzi la mano chi non ha pensato al calciomercato sino al pareggio. E ammesso che Icardi continui a rifiutare, ammeso pure che il Napoli veramente lo voglia nei fatti, alzi la mano chi inizia ad avvertire la tentazione di mandare a quel paese Maurito. Non tutti? E dopo il gol di Mertens? Tutti. Perchè in quella traiettoria è spiegata l'irrazionalità e l'esasperazione attorno a quelle trecentottanta partite. Perchè fa sprigionare la gioia tanto attesa, ma che dico: la verità è che quella traiettoria fa attizzare proprio.

Nelle prime righe qualcuno di voi potrà notare la critica allo spropositato numero di partite, salvo poi passare alla discolpa e addirittura l'esaltazione del gioco del calcio. Cosa c'è di male nell'incorenza in questo settore? Siamo liberi di attaccare Montella che sostiene di non aver sentito cori anti Napoli e al tempo stesso non accettiamo la morale sulla furbata di Mertens: meraviglioso.

C'è solo da restare stupefatti nel mondo pallonaro, quasi come ci ha incantati il diagonale di Callejon. Qualche secondo dopo sarà lecito chiedersi dove lo mettiamo Lozano: il grattacapo è un altro. L'unico vero problema è che in questo calciomercato si deve cancellare una sensazione immortale che ci accompagna da anni: quella che manca sempre un pizzico per poter vincere, uno e un solo acquisto, uno sforzo che cancelli quel sentore che sul mercato si poteva fare di più.

Milenkovic, Boateng e la difesa azzurra si dividono le colpe dell'arrivo di nuovi messaggi: oltre all'invito classico al sinonimo di mangione ad elargire denaro, c'è anche un ironico 'pensionotti'. Ma il flipper esantematico (cose da far uscire il morbillo) Mertens-Callejon-Insigne fa ritornare la quiete sul mio cellulare.

Il post partita viene vissuto col giusto e proverbiale distacco, tipico delle nostre parti. In città come sui social, nessuno ha minimamente parlato o pensato alla prossima sfida, nè si conosce l'avversario. Tutti proiettati al giorno successivo, al lavoro, alla crisi politica, alle uscite con le compagne che proseguono. Così si va a riposare e l'ultimo pensiero di giornata viene spezzato dall'ultimo messaggio del solito amico su whatsapp: 'Scudetto'.

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