Panchine da 3 punti, il turnover logora chi non lo fa: peccato non vedere il Napoli lottare su più fronti

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Il turnover, quel qualcosa che serve per poter preservare energie e provare ad arrivare in fondo a più competizioni: la Juntus lo fa e lo sa, il Napoli meno

L'edizione odierna di Tuttosport scrive: "Il problema è duplice: in quanti devono essere e, soprattutto, di che qualità i calciatori che compongono la rosa di un “top club” moderno? Ora, è evidente che la risposta a questa domanda coinvolge decine di variabili tecniche, tattiche e ovviamente economiche, ma è altrettanto evidente come sia davvero difficile ragionare, nel calcio moderno, tenendo come parametro di riferimento il romantico concetto della “formazione titolare”. E, insomma, la sensazione è che se si mantiene la stessa formazione lo si faccia più per necessità che per virtù o per scelta tattica “a prescindere”. Nella nostra Serie A, guarda caso, abbiamo due esempi agli antipodi e ancor più “di scuola” visto e considerato che chiamano in causa le due formazioni di vertice che si stanno contendendo lo scudetto: Napoli e Juventus. Maurizio Sarri ha sposato la filosofia dei “titolarissimi” molto per scelta e un po’ per necessità. L’infortunio di Milik e i mancati arrivi durante la campagna acquisti invernale (da Verdi a Politano) ne limitano molto le alternative soprattutto nel reparto offensivo. E’ altrettanto vero, però, che il tecnico toscano persegue una filosofia che lo porta a scegliere un gruppo ristretto invece di una rosa ampia: 11 elementi a cui si aggiungono gli Zelinski, i Mario Rui (ma chissà se avrebbe trovato spazio se non si fosse di nuovo infortunato Ghoulam) e Diawara. Tanto è vero che gente come Maksimovic (pagato al Torino 25 milioni) o Tonelli hanno visto il campo davvero poco e il serbo ha chiesto il prestito. Radicalmente differente la gestione di Massimiliano Allegri che alla Juventus fa ruotare moltissimo i giocatori sia per scelta che per necessità: infortuni, stanchezza, impegni ravvicinati. Certo, la qualità degli interpreti conta, ma fa davvero specie pensare che il Napoli non possa gestire almeno due competizioni (Campionato e Coppa Italia, per dire) se non tre come fa la Juventus che, anzi, si mantiene in navigazione anche nella manifestazione più impegnativa a livello tecnico, mentale e fisico: la Champions League. Certo, le potenzialità economiche sono importanti, ma forse vale la pena ricordare che in rosa non si possono inserire più di 25 giocatori (compresi i 4 formati nel club e i 4 formati nei settori giovanili italiani) e quindi pesano molto le intuizioni, oltre che le potenzialità di spesa. Si potrebbe discutere, peraltro, su come il club di Aurelio De Laurentiis abbia reinvestito l’ingente plusvalenza incassata da Higuain (oltre che per elargire milionari compensi al cda composto dalla famiglia... De Laurentiis), ma poi contano anche le scelte tecniche. E Sarri le fa in maniera drastica e spesso non inclusiva. Anche il Milan, peraltro, che ha speso molto in sede di mercato estivo ora si trova nella fase di costruzione dello “zoccolo duro”".

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