Il Roma - Così è bello giocare ma c’è un po’ di tristezza per l’addio del capitano
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C'è una Napoli che è felice per la bella vittoria con la Samp e la stessa Napoli che è un po’ triste per il sicuro addio di Marek Hamsik nelle prossime ore. È piaciuto a tutti il successo netto sui blucerchiati, peccato che poi a fine match c’è stata la notizia ufficiale della partenza del capitano verso la Cina. Non ce l’ha fatta a resistere lo slovacco alle sirene orientali. Sarebbe dovuto andare via già a giugno. È rimasto qualche mese in più ma adesso ci sarà il divorzio. Nove i milioni che il Dalian Yifeng assicura al centrocampista, venticinque li verserà nella casse del club di De Laurentiis. Sembrava che questo addio non ci dovesse mai essere ed, invece, è arrivato. «C’è la volontà di accontentarlo, in quel ruolo siamo coperti», ha spiegato Ancelotti in conferenza stampa. Vai via, quindi, Marekiaro ma resterà sempre nei cuori dei napoletani visto che all’apice della sua carriera non ha mai voluto tradire i colori azzurri dicendo di no a Milan e Juventus. Tornando a parlare di calcio si può dire tranquillamente che questo è il Napoli che ci piace. Bello, combattivo, desideroso di vincere e cinico al punto giusto. Non ha potuto farci niente la Sampdoria contro una squadra azzurra convinta di voler conquistare a tutti i costi i tre punti. Anche il temibile e amico Quagliarella ha dovuto alzare bandiera bianca al cospetto di una formazione che è entrata in campo con il giusto approccio e senza commettere errori. In 93 minuti Ancelotti è riuscito a far cancellare ai suoi le due deludenti prestazioni con il Milan dando così altra linfa vitale alla classifica e al secondo posto che vale l’accesso alla prossima Champions League. Non poteva essere quello visto in Coppa Italia il vero Napoli. Anche perché con la Lazio, alla prima del girone di ritorno, c’era stata una prestazione eccezionale. La stessa praticamente di ieri pomeriggio. E di fronte di certo non c’era una avversaria venuta a prestare il fianco. Si doveva battere la vera rivelazione del torneo e soprattutto si doveva fermare la vena realizzativa di Quagliarella. Per undici gare era andato sempre a segno l’attaccante di Castellammare di Stabia. Alla dodicesima, contro il suo Napoli, si è arreso. Maksimovic e Koulibaly hanno messo il catenaccio davanti alla porta difesa da Meret. Si vede che Pjatek ha lasciato il segno martedì scorso e quindi si sono svegliati dal sonno. Si è visto subito cosa voleva il Napoli da questo anticipo pomeridiano del sabato. Ancelotti aveva scelto gli uomini migliori a centrocampo e gli stessi di Milano in Coppa in attacco. E proprio Milik ed Insigne hanno aperto e chiuso il risultato nel giro di un minuto. Quando capitan Hamsik, ricordandosi di essere un campione, ha servito senza vedere Callejon sulla destra tagliando in due il centrocampo della Samp, lo spagnolo ha visto arrivare il polacco in area e gli ha confezionato un assist al bacio. Per Audero non c’è stato nulla da fare. Il portiere doriano neanche un giro di lancette dopo ha dovuto di nuovo arrendersi sul diagonale di Lorenzinho. Il Magnifico si è tolto di dosso un peso non indifferente visto che non segnava da quasi tre mesi. Lunga la corsa fino alla panchina per abbracciare Ancelotti. Poi sul 2-0 si è andati di lusso. Si poteva già segnare il terzo prima del riposo. Tante le occasioni in ripartenza. Meret ha vissuto una serata tranquilla pure nella ripresa. Ancelotti ha detto che giocare bene è la normalità. Come dargli torto. Anche se qualcosa contro il suo Milan non ha funzionato, meglio essersi rimessi in riga velocemente in modo tale da poter continuare a correre in campionato e concentrarsi poi per bene sull’Europa League. Che ad oggi è l’unico trofeo che si può ancora vincere.
