13-12-2014
18:00
di Claudio Russo – twitter:@claudioruss
Si possono contare sulle dita di qualche mano. Sono pochi i calciatori acquistati dal Napoli a parametro zero, nella gestione De Laurentiis, da quando il club azzurro è tornato in Serie A.
Tre nell'estate 2005, uno nell'estate 2006, uno nel febbraio 2009, tre nell'estate del 2011, due nell'autunno-inverno tra il 2013 ed il 2014: Gennaro Iezzo, Luca Bucci, Roberto Colombo e Toni Doblas in porta, Ruben Maldonado, Paolo Cannavaro ed Anthony Réveillère in difesa, Marco Donadel a centrocampo, Mario Santana e Roberto De Palma nella zona offensiva.
Quasi nessuno di loro ha lasciato particolari segni nel proprio stint di carriera in azzurro: di Mario Alberto Santana, arrivato dalla Fiorentina, ricordiamo una prestazione a Catania fuori ruolo (Mazzarri lo schierò centrocampista centrale...) condita da una espulsione ancor prima della fine del primo tempo. Di Marco Donadel invece ricordiamo il lungo infortunio che lo ha tenuto fuori gioco per grande parte del suo tempo a Napoli (con relativa 'soddisfazione' societaria nel veder andare in fumo un investimento oneroso a livello di ingaggio). Di Roberto De Palma invece ricordiamo che era un oggetto misterioso e stop.
Gennaro Iezzo e Ruben Maldonado hanno fatto parte del Napoli che risale dai bassifondi del calcio italiano fino ad arrivare alla Serie A, mentre Paolo Cannavaro merita un posto nella storia del club per tutto ciò che ha dato alla maglia azzurra e per aver coronato il personale sogno di indossare la fascia di capitano in B, in A, in Europa League, a Stamford Bridge contro il Chelsea quando i sogni dei quarti di finale si infransero contro una staffilata di Branislav Ivanovic.
Anthony Réveillère, adesso al Sunderland, arrivò per tamponare un'emergenza sulle fasce difensive, ed il suo contributo seppur modesto è riuscito a darlo nonostante i mesi di inattività da cui era reduce dopo la scadenza del contratto con il Lione. Toni Doblas, sorriso contagioso e la soddisfazione di vestire la maglia azzurra per due volte. Così come Luca Bucci nel 2009, mentre Roberto Colombo è il collante dello spogliatoio ed ogni anno sigla il meritato rinnovo del contratto con il Napoli.
Oltre a loro, niente più. Il Napoli non ama tantissimo gli svincolati. Non li ama perchè sotto il profilo economico si rischia sempre la fregatura, la beffa. Comprare uno svincolato significa, quasi sempre, corrispondergli un ingaggio superiore al reale valore del calciatore, che può tirare sullo stipendio perchè dotato personalmente del cartellino.
Quel cartellino che Ivan Strinic avrà in mano tra 18 giorni. Il croato 27enne di Spalato si libererà dalla compagine ucraina della Dnipro il 31 dicembre. Costo zero, via. Ed il Napoli ci pensa, anzi i contatti sono pure partiti. Ma il problema dell'agente, vallo a capire chi è, rischia di bloccare tutto. Perchè il Napoli vuole vederci chiaro, e nel frattempo il database dello scouting propone altri nomi di difensori laterali e difensori esterni, sempre mancini.
Iezzo, Bucci, Doblas, Colombo, Maldonado, Cannavaro, Réveillère, Donadel, Santana, De Palma. Magari Ivan Strinic. Il terzo straniero e il dodicesimo potenziale svincolato acquistato dal Napoli. Per invertire anche una tendenza, per porre fine ad una lunga striscia di calciatori comprati a parametro tra i quali ben pochi hanno lasciato segni tangibili in azzurro.
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