23-01-2015
13:20
Soffrire così non è poprio da big. Sicuramente si sapeva che l’Udinese non avrebbe regalato nulla ma rischiare di finire fuori subito dalla Coppa Italia in questo modo sarebbe stato veramente troppo. Della sfida di iersera al San Paolo il Napoli deve tenersi stretto solo il risultato. Perché per il resto ha mostrato molte difficoltà al cospetto di un’avversaria ben organizzata ma che ha giocato per 53 minuti con un uomo in meno. Se poi si pensa che il pareggio di Jorginho è stato realizzato su un calcio di rigore molto dubbio, allora ci si rende conto che le cose sono andate meglio del previsto. Significa che anche la fortuna sta dando una mano a Benitez e company. Eppure la partita era iniziata nel migliore dei modi. Con un penalty netto fischiato per fallo di Gabriel Silva su Duvan Zapata dopo tre minuti di gioco. Purtroppo, però, Mertens colpiva la traversa piena e il vantaggio se ne andava alle ortiche. Netta la superiorità tecnica degli azzurri nonostante l’ampio turn over deciso da Rafa. Ben otto uomini diversi rispetto alla partita vinta in casa della Lazio. Quasi tutti i top fuori, fatta eccezione di Hamsik, che comandava il reparto offensivo, e del belga appunto. Tutti gli altri erano calciatori che hanno visto poco il campo in campionato A partire dal portiere Andujar, che alla fine è stato l’eroe alla lotteria dei rigori così come il collega Rafael a Doha. Anche la difesa era nuova e purtroppo non ha brillato. Henrique e Britos hanno fatto venire i brividi ogni qualvolta che venivano attaccati e hanno permesso a Kone di diventare nuovamente protagonista al San Paolo. Il centrocampo ha funzionato a tratti e quando Gargano è uscito si è andati ancora di più in difficoltà. Sinceramente ci si aspettava di più da Gabbiadini. L’attaccante arrivato dalla Sampdoria si è fatto vedere giusto un paio di volte poi è sparito dal campo, soprattutto nella ripresa. Per amor del cielo, nessuno credeva che potesse fare il fenomeno dopo una gara e mezza. Strinic si è subito integrato perché ha più esperienza del giovane bergamasco che molto probabilmente ha sofferto il cambio di piazza. Giocare nel Napoli non è come giocare nella Samp, con tutto il rispetto dei blucerchiati. Ci sono pressioni diverse e soprattutto un modo di giocare, quello di Rafa, che non è facile. La cosa buona è che per la seconda volta consecutiva il Napoli ha avuto ragione ai calci di rigore. Segno che ci sono dei cecchini infallibili e dei portieri che sanno il fatto loro tra i pali. Sarebbe stato opportuno chiudere i conti prima evitando di giocare così tanto in vista della gara col Genoa. Ma molti dei giocatori che erano presenti ieri con l’Udinese rimarranno in panchina contro il Grifo lunedì sera al San Paolo. È quella la partita da vincere a tutti i costi per blindare il terzo posto e per tenere lontano chi insegue. Se poi la Roma dovesse fermarsi di nuovo, sarebbe l’occasione per avvicinarsi ancora di più alla piazza d’onore. Meglio non pensarci a certi obiettivi perché si rischia, poi, di rimanere delusi. Adesso conta aggiudicarsi i preliminari di Champions League, tutto quello che arriva in più sarà ben accetto.
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