Moggi: "Maradona uomo eccezionale! L'ho portato io a Dubai, ero la prima persona a cui telefonava"

Le Interviste  
Moggi e MaradonaMoggi e Maradona

Moggi racconta il suo rapporto con Maradona

Luciano Moggi, ex dirigente sportivo di Juventus, Roma e Napoli, ha rilasciato una lunga intervista a "One More Time", il podcast di Luca Casadei.

Intervista a Moggi

Ultime notizie. Nel corso dell'intervista, Moggi ha parlato del suo rapporto con Diego Armando Maradona.

"Per chi non lo conosce, era un Maradona malandrino. Per chi lo conosce, era un uomo eccezionale che purtroppo aveva una doppia personalità, dove spesso una delle due prendeva il sopravvento. Però ho visto fare a Maradona delle cose eccezionali con della gente che aveva bisogno alla quale lui si è prostrato. Era un uomo generoso e voleva bene al prossimo. Lui si attirava il bene dei compagni di squadra e della gente. Inutile dire cosa facesse il pubblico per lui.

Io per esempio ebbi uno scontro abbastanza grave con Maradona: ho lasciato il Napoli per colpa sua. Quando siamo andati a giocare la Coppa dei Campioni a Mosca, Maradona ci disse che sarebbe venuto, ma quando arrivammo in aeroporto lui non c'era. Andammo a casa sua, lui era chiuso in camera e dormiva: gli facemmo sapere che se fosse arrivato il giorno dopo non avrebbe giocato. Lui arrivò il giorno dopo con un aereo privato, il martedì sera, fu convocato ed era convinto di giocare.

Chiamai Ferlaino, Maradona e tutta la squadra e gli dissi: se vai via a Napoli succede il finimondo, se vado via io non se ne accorge nessuno, quindi trovatevi un nuovo direttore. Il giorno della partita dissi all'allenatore di metterlo in panchina, giocò gli ultimi 5 minuti ma non riuscimmo a segnare. Io mantenni la mia parola e detti le dimissioni dal Napoli. 

Poi però dopo l'ho aiutato, l'ho portato negli Emirati Arabi a Dubai a fare l'allenatore. Avevo un debole per lui e quando arrivava in Italia la prima telefonata la faceva a me. Probabilmente aveva capito che se dava retta a me non sarebbe successo nulla di particolare. Purtroppo anche negli Emirati non andava mai all'allenamento, allora decisero all'ultimo anno di fargli fare il promotore del calcio. Poi è successo quello che è successo. Però devi dirvi che gli ho voluto bene, era un ragazzo che si faceva voler bene ed era un dovere volergli bene, per guidarlo. Anche se poi era difficile guidarlo davvero...".

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