Hamsik: "Senza Cina chiudevo la carriera a Napoli, se De Laurentiis mi chiamasse difficile dire di no! Spalletti mi disse una cosa su Lobotka, sullo scudetto del 2018..."

Le Interviste  
Hamsik: Senza Cina chiudevo la carriera a Napoli, se De Laurentiis mi chiamasse difficile dire di no! Spalletti mi disse una cosa su Lobotka, sullo scudetto del 2018...

Lunga intervista a Marek Hamsik

Marek Hamsik, ex capitano del Napoli, si è raccontato in una lunga intervista rilasciata a Dazn.

Intervista Hamsik

"Pronto a chiudere la carriera a Napoli? Perché no?

Lasciare il Napoli? Nel 2012 mi voleva Allegri al Milan, poi Mazzarri all'Inter, poi la Juve ma era impossibile. C'è stata qualche chiamata con Nedved, ma non ci ho mai pensato perchè non ho mai avuto esigenza di cambiare. A Napoli ho rinnovato cinque volte in dodici anni, la società mi dava quello che volevo e i tifosi mi volevano sempre più bene. Se non arrivava la Cina, avrei concluso la carriera al Napoli.

Il record di presenze? Non sarà facile batterlo, prima di me l'aveva Bruscolotti ed è durato tantissimi anni. Non avrei mai immaginato di fare questa carriera al Napoli, non conoscevo bene cosa significasse questa città: io venivo dalla Slovacchia, ma dal primo giorno mi ero accorto che il calcio si vive diversamente. 

Quando sono tornato allo stadio mi sono emozionato a leggere uno striscione, entrare così nel cuore dei tifosi non è da tutti. Ho sempre detto che amo Napoli e l'amerò per sempre. Non è semplice per noi calciaatori muoversi in città, ognuno di noi ha i suoi vizi o comportamenti o reazioni. Anche io a volte non ce la facevo più e mi arrabbiavo. Ma ci sta, i tifosi devono capire che non è semplice per noi ma lo accettiamo, è il loro amore. 

Maradona? Per noi napoletani è il numero uno, il più grande calciatore al mondo.

Le critiche quando arrivai con il Pocho Lavezzi? Migliaia di tifosi contestavano la società, ma alla fine aveva ragione.

De Laurentiis? Non parlo tanto ma l'ho sempre fatto con serenità e senza problemi. Si parla anche del dopo mia carriera. L'ho sentito a inizio anno, mi ha detto: 'quando finisci col calcio giocato fammi sapere e parliamo di futuro insieme'. Se mi chiamasse sarebbe difficile dire di no.

Modello? Mi piace Guardiola, ma Sarri mi ha lasciato il segno.

Mazzarri? Diede un'identità di gruppo forte, vincemmo la Coppa Italia dopo 20 anni, non dimenticheremo mai quella festa. Napoli esplose. Con Lavezzi e Cavani uno dei tridenti più forti che il Napoli abbia mai avuto. Il Pocho e Cavani poi hanno fatto una carriera incredibile passando al Psg.

Benitez? Un grande allenatore, con lui sono arrivati Albiol, Reina, Higuain.

Sarri? Per tre anni abbiamo giocato sempre a due tocchi, immagina a che velocità di pensierlo devi muovere la palla. Come calciatore mi sono divertito, tutta l'Europa ci seguiva, era Play Station, si giocava a memoria. Se facevo un tocco in più si fumava 50 sigarette (ride, ndr).

Scudetto perso nel 2018? Eravamo ad un passo, un peccato a non riuscirci. Dispiace ma è andata così, questa è la vita. Alla fine sono riuscito a vincere un scudetto, purtroppo non a Napoli.

Koulibaly, Insigne, Mertens via? Incredibile vedere il Napoli senza tre importanti giocatori. Per i tifosi è stato un peccato ma bravo il Napoli che ha preso giocatori che giocano alla grande come Kim, Kvaratskhelia, Osimhen.

Kvaratskhelia? Ha facilità di dribbling incredibile, è tra i migliori al mondo.

Anno buono? Non si dice...ma stanno devastando tutti in campionato, stanno andando come il treno. Spero continui ad andare così veloce.

Spalletti? L'ho sentito quando stava per firmare col Napoli, mi chiedeva di Lobotka e mi diceva: parlagli e digli di stare tranquillo perché giocherà e tornerà quello del Celta Vigo. Aveva ragione"

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