ESCLUSIVA - Riganò: "Tifo Fiorentina ma non avrei mai detto no al Napoli. Vi racconto i riti scaramantici dei miei compagni napoletani. Quagliarella penalizzato dai tifosi..."

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ESCLUSIVA - Riganò: Tifo Fiorentina ma non avrei mai detto <i>no</i> al Napoli. Vi racconto i riti scaramantici dei miei compagni napoletani. Quagliarella penalizzato dai tifosi...

di Marco Galiero - Twitter: @GalieroM

Il 2001 non è stato un anno felice per la Fiorentina.  La società dovette affrontare numerose difficoltà finanziarie e, addirittura, non riuscì a pagare gli stipendi a calciatori come Batistuta e Rui Costa. Dopo il fallimento a cui seguirono diversi anni passati in categorie inferiori, la Fiorentina tornò in A. Tuttavia, in quel periodo così difficile per la società toscana, dal 2002 al 2005, a seminare sgomento nelle aree di rigore avversarie c'era Christian Riganò. Un attaccante completo, abile di testa e bravo tecnicamente, in grado di far salire la squadra e e di fare reparto da solo. In vista di Napoli-Fiorentina, la nostra redazione l'ha contattato per porgli alcune domande: 

Napoli-Fiorentina sarà un match determinante? "Il campionato è appena cominciato. Può essere determinante per la Fiorentina che deve consolidare il primo posto. Il Napoli, invece, ha l'occasione di guadagnare punti. Come si sapeva, Sarri aveva bisogno di un po' di tempo. Anche Paulo Sousa è partito nello scetticismo generale. Napoli spumeggiante, ma spero che vinca la Fiorentina".

4-3-3, il modulo giusto per il Napoli? "Sarri è stato molto intelligente. Ha cambiato il suo modo di fare, il suo modulo. Ad Empoli giocava con un altro modulo. E' stato bravo a capire come intervenire. Ha rinvigorito Hamsik, che Benitez aveva quasi spento. Inoltre, ha fatto esplodere Insigne. Poi, con Allan a centrocampo, il Napoli sta facendo faville".

Non è mai stato un predestinato Christian Riganò. Ha fatto il suo ingresso nel mondo del lavoro come muratore. Proprio come l'attuale terzino del Napoli, Hysaj... - "Lavorare non è un reato. Anzi, una cosa bella. Passo dopo passo, con umiltà e sacrificio sono arrivato in alto. Qualsiasi ragazzo può riuscirci, che sia del sud o del nord. Che sia un ragazzo di strada o uno di buona famiglia. Se ce l'ho fatta io, possono farcela tutti. Ho sentito della storia di Hysaj, devo dire che è a tratti simile alla mia. Lui ha avuto la fortuna di lavorare in casa di quello che sarebbe divenuto, poi, il suo procuratore".


Giocavi in difesa, poi passasti in attacco... - "I campi erano modesti, era tutta polvere e fango. Ero un difensore tranquillo, ma ogni tanto tiravo anche qualche calcione. Passai in attacco per caso. La nostra punta era infortunata e il mister mi chiese di provare a giocare in avanti, presi il suo posto per esigenza. Fare gol mi piaceva e mi riusciva anche molto bene. Così, andai avanti a segnare un gol dopo l'altro".

Sei arrivato in B con la Fiorentina a 30 anni. Un po' tardi, come è capitato a Sarri che si trovato ad allenare il Napoli all'età di 56 anni - "Sognare non costa nulla. Col lavoro si può arrivare a tutto. Con l'umiltà si va lontano e Sarri ne ha da vendere. De Laurentiis è stato fondamentale per il Napoli. Ha fatto la sua scelta con Sarri e non se n'è mai pentito. Qualunque altra società, visto l'inizio del campionato, avrebbe esonerato il tecnico. De Laurentiis invece si è schierato con l'allenatore, gli ha dato fiducia e adesso si sta godendo un bel Napoli".

Ti sarebbe piaciuto giocare nel Napoli? "Come potrei dire di no? Si parla di una grande piazza. Se fosse stato il Napoli a chiamarmi anzichè la Fiorentina, non avrei rifiutato.  A Napoli sarei stato bene perchè c'è il sole, il mare. Entrambe le tifoserie sono fantastiche, attaccate alla proprie squadre. L'attaccamento che c'è qui a Firenze è molto simile a quello del sud. C'è un amore morboso, straordinariamente bello".

Hai giocato con Quagliarella e Diamanti, ti aspettavi una carriera così ricca di successi da parte di entrambi? "Mi aspettavo qualcosa in più da Fabio nel Napoli. Aveva dei numeri fantastici. Aveva la testa giusta già a 17 anni. Forse, a Napoli gli hanno messo troppa pressione: non gli hanno consentito di esprimersi come aveva già fatto in altre piazze. Quagliarella ama Napoli, ancora oggi, nonostante tutto. A Napoli non abbiamo visto il miglior Quagliarella".


Hai condiviso lo spogliatoio con tantissimi napoletani. Come si comportano fuori dal campo? "Ho conosciuto Lodi, Buscè, Quagliarella, Di Nardo, De Liguori, Tavano... ricordo che erano tutti molto scaramantici. Toccavano 70 santini prima di entrare in campo. Era una loro forma di scaramanzia. Guai se a Buscè passavi il sale a tavola: dovevi poggiarlo prima sulla tovaglia e solo allora l'avrebbe preso. Quando cadeva un goccio d'olio era lì, pronto a metterci del sale sopra. Non ho mai visto una persona scaramantica come lui".

 

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