Champions e scouting mondiale: 'work in progress'. E poi prendiamo Calaiò? Presidente, ci sono alcune contraddizioni!
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Lo scudetto lo vuole. De Laurentiis nega, ma lo vuole. Divertire è un obiettivo importante, ma vincere non è da provinciali, tutt'altro. Mazzarri dice che il Napoli ha 10 punti più dell'anno scorso e che la classifica non la vuol guardare. Tutto giusto. Poi però bisogna fare i conti con due 'variabili': la (In) Giustizia Sportiva, che al momento ha tolto due punti, e quella Europa League in cui gli azzurri potrebbero recitare un ruolo da protagonisti considerato inoltre che la bandiera della Coppa Italia portata da alfieri-campioni in carica è stata ammainata con ampio anticipo. Le ambizioni del club partenopeo, dunque, ci sono. E come se ci sono, altrimenti non avrebbe senso nemmeno parlare di ritorno in Champions che sarebbe comunque un presitigioso traguardo anche a livello economico. Tirando le fila di questo breve ragionamento, incrociandolo con le ultime voci di mercato, ne vien fuori un paradosso che ha un nome preciso: Emanuele Calaiò. Con tutto il rispetto per il professionista e per il suo attaccamento ai i azzurri noto dai tempi della risalita dalla serie C alla A, il siciliano sarebbe un passo all'indietro che poco si sposerebbe con il famoso "work in progress" tanto caro al Presidente. Il giocatore di punta del Siena se è maturo lo deve al fatto che è stato utilizzato con continuità e che la squadra ha giocato per lui. A Napoli verrebbe a scaldare la panchina e questo, di per sè, sarebbe un passo indietro anche per il trentunenne attaccante. A questo aspetto bisogna aggiungere, però, che lo stesso Cavani non vorrebbe avere alle spalle un calciatore che scalpita. Ecco dunque l'altro paradosso: Cavani è un fuoriclasse indiscutibile, c'è molto di suo in questo Napoli, ma il Napoli non è di Cavani, ci sono logiche che vanno oltre il Matador in una concezione complessiva del bene comune che è sempre e solo il Napoli. Immaginate se, per un qualsiasi motivo, Cavani non dovesse scendere in campo in una partita importante, chi giocherebbe? Calaiò? Ribadiamo il rispetto enorme per l'uomo e il professionista, ma il vero provincialismo sarebbe questo, non vincere lo scudetto. Se la società aveva scelto Bobadilla, tanto per fare un esempio, ad arrivare doveva essere lui perchè il Napoli ha bisogno di calciatori forti sempre, per ogni evenienza. Cavani non deve avere queste preoccupazioni perchè sarebbe titolare inamovibile a prescindere, a Mazzarri spetterebbe il compito di gestire. Se il Matador vuole una squadra forte per vincere, e Mazzarri altrettanto, bisogna abbandonare queste dinamiche poco produttive e allargare gli orizzonti, gli stessi che sono alla base del pensiero di De Laurentiis che auspica una Champions a livello mondiale. Aprire la mente è un concetto che vale sempre, non a tenuta stagna! Investire si può e si deve, con intelligenza e senza follie, con coerenza di percorso.
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