Napoli Basketball, Spissu: "I napoletani sono strepitosi, venire qui un treno che non sarebbe tornato! Con Scafati non dovremo cambiare perchè..."

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Notizie basket Napoli - Marco Spissu è vicino a un traguardo statistico: il playmaker del Napoli Basketball ha raggiunto quota 747 assist e gliene mancano tre per arrivare a 750. Nel frattempo parla al Corriere dello Sport.

L’eroe di Saragozza aveva voglia di tornare in Italia: non sembra aver scelto male… 

«Sarei rimasto in Spagna, ma quando s’è presentata l’opportunità di venire a Napoli non me lo sono fatto ripetere due volte. So di essere salito su un treno che non sarebbe più tornato: le ambizioni sono alte, il potenziale è notevole e questo avvio di stagione dimostra quanta voglia abbiamo di competere con le migliori, in Italia come in Europa». 

È giusto parlare di Napoli come la sorpresa di inizio stagione? 

«Non so se siamo una sorpresa, di sicuro però abbiamo fatto partite solide e di qualità e non era una cosa scontata, dal momento che il gruppo è sostanzialmente nuovo di zecca. Il lavoro sta pagando, il segreto va ricercato nella capacità di voltare la pagina del libro dopo ogni partita, guardando sempre a quella successiva». 

Dopo due anni in Spagna, come ha ritrovato il basket italiano? 

«Il livello mi pare che sia aumentato, e anche la concorrenza. Non è più una corsa a due tra Olimpia e Virtus, con l’aggiunta di qualche altra squadra a seconda della stagione: qui ci sono tante candidate alla vittoria e raggiungere i play-off sarà complicato per tutti. Penso alle due romane, a Tortona che pur avendo fatto grandi investimenti è partita male, a Venezia che rimane sempre sul pezzo. E poi ci siamo noi, che ci siamo posti l’obiettivo di stare nella parte sinistra della squadra in pianta stabile, pensando però a una partita alla volta». 

Volessimo però trovare una sorpresa? 

«Senza dubbio Treviso. Che ha un vantaggio non da poco: non ha impegni europei, dunque tra una partita e l’altra ha tutta la settimana per preparare gli incontri». 

Repesa dove lo colloca nel pantheon degli allenatori che avuto in carriera? 

«Ah beh, direi piuttosto in alto. Sicuramente sta al livello di Spahija e Banchi». 

Banchi oggi è il ct della nazionale: ogni quanto lo sente? 

«Ogni tanto ci si vede anche sui campi… Luca sa perfettamente che se ha bisogno di me non deve far altro che chiamare. La maglia azzurra è come una seconda pelle, per lei sarei disposto a fare qualunque cosa. A fine novembre arriva una finestra FIBA importante dove mancheranno tanti atleti in quota NBA ed Eurolega: se necessario, la mia disponibilità è totale». 

Azzurro è anche il mare che circonda Napoli: impressioni della città? 

«Che volete che vi dica… i napoletani sono strepitosi. Devi imparare a entrare nella loro testa, ma quando lo fai poi ti ritorna indietro un bene incredibile. Vero è che adesso è tutto facile, perché i risultati aiutano a generare entusiasmo, ma mi sento fortunato a essere capitato in questo periodo storico per il basket cittadino». 

Domenica c’è il derby a Scafati: non può essere una partita come le altre. 

«Qualche tifoso in effetti ce lo ha ricordato, ma il nostro atteggiamento non dovrà cambiare, perché ogni partita ha la sua importanza. Intanto speriamo sia una bella festa di sport. Loro sono partiti così così, noi vogliamo vincere per continuare a inseguire il primo obiettivo, cioè la qualificazione alla final eight di Coppa Italia». 

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