Pelillo... nell'uovo - La sentenza del San Paolo e un rischio da scongiurare
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Seconda sconfitta consecutiva in casa azzurra. Sarri alle prese con una 3-1 pesante contro una diretta concorrente e dinanzi al proprio pubblico. Le prime difficoltà, dovute all'assenza di un centravanti di ruolo che potesse sostituire Milik, iniziano ad emergere. Il Napoli, almeno nel primo tempo, costruisce e fa la gara ma a concretizzare è la Roma, agevolata da una spavalderia di Koulibaly, pagata a caro prezzo. Nella prima frazione la squadra preme e arriva in maniera fluida verso l'area avversaria, ma non c'è il guizzo. Gabbiadini sembra più deciso, volenteroso, ma basterà poco per affievolire la sua forzata energia positiva. Non è un centravanti e non ha la convinzione per adattarsi in qualche modo. I compagni non lo cercano e quando arriva il pallone si fa trovare impreparato per quel centimetro che fa la differenza. Il grande equivoco, che rimbalza tra la panchina e le scrivanie di Castel Volturno trova esito nel pubblico. Il San Paolo, che fin qui aveva sostenuto la punta, sentenzia sonoramente. Gabbiadini esce tra i fischi ma non è solo il centravanti il problema. Jorginho e Hjsay non sono quelli dello scorso anno. Il difensore concede sempre qualche spunto al suo dirimpettaio di turno e il regista non trova brillantezza. Il timido Insigne conclude il quadro che fa del Napoli una squadra diversa e meno competitiva in questo momento. Sarri è costretto a studiare altre soluzioni tattiche guardando la panchina, prima che la squadra perda convinzione a causa della perdita dell'unico centravanti della rosa. La mancata ricerca del suggerimento verso Gabbiadini e gli errori grossolani in difesa potrebbero essere dei segnali in tal senso. Mertens e Callejon sono le uniche alternative a Milik. La squadra ha la necessità di non perdere le sue convinzioni e il dovere di dare di più in questo momento difficile evitando disattenzioni e presunzioni. Vedremo...
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