Italiano apre al Napoli: "C'è stima per quanto fatto negli anni! Possibile che io lasci Bologna"
07:27
Nuovo allenatore Napoli, intervista Vincenzo Italiano a Repubblica Bologna
Ultimissime calciomercato Napoli, gli aggiornamenti sul possibile nuovo allenatore dopo l'addio di Antonio Conte dato in conferenza con Aurelio De Laurentiis. Tra i profili più quotati c'è il nome di Vincenzo Italiano. Proprio il tecnico felsineo ha rilasciato una lunga intervista all'edizione odierna di Repubblica Bologna in cui parla anche dell'interessamento del club azzurro.
Italiano-Napoli, intervista Repubblica Bologna

Questa è l’ultima intervista esclusiva da allenatore del Bologna o la prima del terzo anno rossoblù?
«Ho appena letto da qualche parte che in serie A la vita media di un allenatore è 10,9 mesi (studio del Cies, osservatorio calcistico svizzero, ndr), la più corta nei 5 principali campionati. Non c’era un tecnico quest’anno che fosse sulla stessa panchina da più di due anni. Si parla tanto di progetti, ecco quanto durano da noi. In Italia, dico in generale, non c’è pazienza. Non c’è tempo per correggere gli errori, per aspettare un giovane. A La Spezia volevano cacciarmi dopo 5 giornate in B, hanno resistito e li ho portati in A per la prima volta, poi salvandoli. Se sei bravo arrivi a fare sei anni di serie A senza essere mai stato… quella parola lì».
Lei quest’anno che cosa pensa di aver sbagliato?
«La partita con la Lazio in Coppa Italia. Mi prendo gran parte della responsabilità di quell’eliminazione perché avrei dovuto prepararla e giocarla diversamente, era una Lazio che potevamo battere». E sul piano della comunicazione? «Eh, ancora questa storia. Allora: io rosico da morire per non essere andati in Europa, sia ben chiaro. Non ci dormo la notte. Io sono uno che da calciatore aveva giocato solo per la salvezza e certi stadi non li aveva mai visti. Il settimo posto era il mio sogno. La Conference non è una coppetta, avrei dato di tutto per giocarla dopo due finali perse che ho ancora qui sul gozzo. La Conference, dico di più, è il vestito perfetto per il Bologna. Provare a vincerla deve essere il prossimo obiettivo. Figuratevi se io potevo mai pensare che il nostro campionato fosse “finito” a Torino. Mi riferivo solo alle coppe che avevamo giocato fin lì, Champions ed Europa League. Mi dispiace che non mi si perdoni una frase. Ci sono rimasto male perché pensavo che mi conosceste abbastanza bene da non dubitare della mia buona fede e non equivocare quelle parole».
Che voto dà alla stagione?
«Se l’anno scorso era 9,5 perché facemmo un capolavoro, quest’anno 7 perché abbiamo fatto un buon lavoro».
Quante percentuali ci sono che lei rimanga a Bologna?
«C’è anche la possibilità che io non rimanga, non lo nego. Come sapete, ci vedremo con la società e parleremo».
Il Napoli la vuole davvero?
«Non lo so, stanno facendo esplorazioni su tanti allenatori. Avranno stima per il lavoro fatto in questi anni, di più non saprei che dire».
Il rischio è che rimanga qui solo perché c’è un contratto da rispettare: quali motivazioni potrebbe avere?
«Non scherziamo nemmeno. Io voglio tornare in Europa. Vivo per dare emozioni e felicità alla gente, come l’anno scorso. Il Bologna ha la giusta filosofia per programmare bene, ottimizzare tutto ed evitare qualche errore che abbiamo fatto per costruire una squadra in grado di tornare in Europa senza dover fare miracoli. Bologna ha aspettative e bisogna essere chiari coi tifosi».

