08-12-2014
21:00
Il giorno dopo la quattordicesima giornata. Turno aperto al Venerdì da Fiorentina Juventus. Bianconeri fermati dai viola sullo zero a zero. Al sabato la Roma non ne approfitta contro il Sassuolo. Anzi, i giallorossi se la vedono davvero brutta. Sotto di due reti, la recuperano all’ultimo secondo. Per gli uomini di Garcia solo un pari che, per come si erano messe le cose, è oro colato.
Il giorno dopo la quattordicesima giornata. Alla domenica, in tarda mattinata, il Napoli ha possibilità di poter accorciare sul duo di testa. Avversario l’Empoli di Sarri reduce da due vittorie consecutive. Benitez, al centro della difesa, preferisce Henrique a Britos per lo squalificato Koulibaly e schiera Zapata al centro dell’attacco. Solo panchina per Higuain.
Il giorno dopo la quattordicesima giornata. Napoli imbattuto da dieci gare, ma ha messo insieme ben cinque pareggi ed è appunto reduce da due pari. Le strisce sono positive quando vinci, i pareggi lasciano il tempo che trovano, specialmente con i tre punti. Lo erano anche con i due punti. Un anno il Perugia chiuse il campionato imbattuto, ma arrivò secondo. Una striscia è positiva quando porta ad un risultato, altrimenti resta buona solo per le statistiche e per le chiacchiere da bar.
Il giorno dopo la quattordicesima giornata. Pronti via e il Napoli, com’è ovvio che sia prova a fare la gara. Purtroppo, con due centrocampisti lentissimi e imprecisi nello scarico – Jorginho e D. Lopez – non è impresa facile. E ogni palla persa sulla trequarti, innesca pericolose ripartenze dei toscani. Si rivedono quelle praterie in mezzo al campo alle quali ultimamente si era posto rimedio giocando più bassi e più raccolti confidando in qualche ripartenza. Del resto, contro l’Empoli, il blasone e il fattore campo, impongono di fare la partita. Ma questa squadra non ha gli uomini per farlo. Ecco perché non si soffre con le big: la gara la fanno loro.
Il giorno dopo la quattordicesima giornata. In pratica, il Napoli rischia soltanto e, intorno al 20° capitola. Contropiede tre tocchi dell’Empoli, Lopez barcolla in fase di chiusura e Verdi trafigge Rafael. E meno male che D.Lopez doveva essere lo schermo davanti alla difesa. A Genova si è quasi scansato per far passare Eder e ieri sull’assist di Maccarone per Verdi neanche ha provato ad allungarsi. Davvero uno strano schermo. Però per molti, un buon acquisto e un ottimo rinforzo. Chiuderà la gara stanchissimo, senza aver corso. Un mistero. E nessuno che gli abbia favorito una sedia per farlo accomodare. O almeno un bicchier d’acqua. Un altro mistero.
Il giorno dopo la quattordicesima giornata. Dopo lo svantaggio, la reazione è solo nervosa. Anzi, in contropiede, è l’Empoli a sfiorare più volte il raddoppio. Tavano prima e Maccarone poi, si divorano occasioni clamorose. Una è innescata addirittura da un contrasto tra Jorginho e D.Lopez, gli uomini “d’ordine”, che lanciano a rete Maccarone. Il primo tempo gli azzurri lo chiudono sotto di un solo goal e, considerato quello che si è visto, è un buon risultato: poteva andare decisamente peggio.
Il giorno dopo la quattordicesima giornata, la ripresa si apre come peggio non si poteva. Ennesimo goal subito da calcio da fermo. Solito schema scolastico da calcio d’angolo. Spizzicata sul secondo palo e rete di Rugani. Contro il Cagliari fu Farias a castigare il Napoli. Stesso schema. Stesso goal. Da non credere. Evidentemente certe situazioni di gioco o non si studiano abbastanza o gli “studenti” non sono all’altezza. Evidentemente, per molti, neanche il “compitino”.
Il giorno dopo la quattordicesima giornata, Benitez corre ai ripari e getta nella mischia Higuain. Le due punte danno più peso all’attacco. Prima Zapata accorcia e poi De Guzman, subentrato a Mertens, riacciuffa il pari. La squadra sembra crederci. Il pubblico spinge. Rafael prova a vanificare tutto con un rinvio sbilenco. Per fortuna Albiol rimedia. Il tempo per provare a vincerla ci sarebbe pure. Ma le forze sembrano essersi esaurite. Anche se, prima Callejon e poi De Guzman, proprio negli ultimi secondi di recupero, hanno sul piede il pallone giusto, ma Sepe in entrambe le occasioni si fa trovare prontissimo. Ecco un esempio di un portiere che incide sul risultato.
Il giorno dopo la quattordicesima giornata resta l’amarezza per l’ennesima occasione sprecata per accorciare dalle prime. C’è da ammettere che la squadra non appare in grado di poter essere competitiva. Troppi gli elementi fuori condizione o non all’altezza della situazione. Inguardabile la coppia Jorginho – D. Lopez. Henrique centrale è una comodità per gli avversari. E il duo Maccarone – Tavano, 70 anni in due, si sono potuti divertire alla grande. Mediocre l’apporto di Maggio. Ieri, tale Mario Rui, portoghese classe ’91, sulla sua fascia ha imperversato alla grande. Poi, finalmente si è arreso ad un infortunio e il Napoli ha trovato più spazio sull’out destro. Rafael appare sempre più insicuro e mai che faccia una parata determinante. C’è davvero poco da stare allegri.
Il giorno dopo la quattordicesima giornata, nelle altre gare il Genoa a Marassi batte anche il Milan e soffia meritatamente al Napoli la terza posizione. E la Sampdoria deve ancora giocare. E anche in questo caso c’è poco da stare allegri. Il giorno dopo la quattordicesima giornata si registra l’ennesimo passo falso del Napoli. Ancora un pareggio interno per gli azzurri e ancora due goal subiti. E fanno 18. Una delle peggior difese della serie A. E meno male che il reparto arretrato andava rinforzato. Negativo anche il saldo punti rispetto alla scorsa stagione. Ben sette in meno. E c’è ancora chi parla di squadra migliorata con uomini funzionali al progetto. Cosa preveda questo progetto, sinceramente, non ci è dato di saperlo.
Stefano Napolitano
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