Il Mattino - Ansia Napoli: Emery resta a Siviglia, volata Prandelli-Spalletti!
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Nel giro di un'ora della giornata di ieri si sono bruciati due nomi importanti per la succesione alla panchina del Napoli. Verso le 19 sia il nome di Emery che quello di Mihajlovic hanno preso direzioni diverse da Napoli. Secondo quanto riferito da Il Mattino, il presdente De Laurentiis non si è ancora arreso per Emery e farà un'ulteriore tentativo. Il basco ha dimostrato di avere troppe perplessità sul progetto-Napoli. Di sicuro,dovrà comunicare il prima possibile, tra oggi e domani,la sua decisione ufficiale. Ha promesso che avrebbe riflettuto e poi dato una risposta. De Laurentiis gi aveva proposto un triennale da 3.5milioni. Mentre il Manchester City era arrivato a proporgli 4milioni ma per una sola stagione. Ma la Premier ha un fascino superiore a serie A. E il Siviglia? A quanto pare, Emery avrebbe rifiutato il rinnovo del contratto (scade nel giugnodel 2016). Il tecnico del Siviglia appare lontanissimo, praticamente irraggiungibile. Sempre nella giornata di ieri,Galliani si è gettato a capofitto su Mihajlovic. Dopo essersi assicurato che col Napoli non cifosse nulla di già stipulato, l’ad rossonero ieri ha condotto il tecnico serbo ad Arcore per chiudere con Berlusconi.
Adesso più che mai si profila uno sprint a due per la panchina azzurra: Cesare Prandelli e Luciano Spalletti. Ieri, l’ex allenatore dello Zenit ha rotto il lungo silenzio. «Dopo la mia esperienza in Russia, ammetto di aver un grande desiderio di tornare ad allenare in Italia», ha detto a Sky Sport. Con Spalletti a dicembre, quando De Laurentiis iniziò a comprendere che non sarebbe stato facile trattenere Benitez,c’è stato un primo contatto: il presidente azzurro però non ne uscì entusiasta. Alla guida del Napoli ci vuole un «personaggio», un uomo di prestigio internazionale, tipo Benitez, o dal carattere deciso, tipo quel Mazzarri che De Laurentiis volle a tutti i costi proprio perché gli ispirava l’idea di un vincente. Ecco, il primo abboccamento col ct Cesare Prandelli - che tanto piace al consigliere delegato Chiavelli - risale a due anni fa, quando era ancora alla guida della Nazionale: in quell’occasione Prandelli ha traballato, ma ha resistito alla tentazione (anche economica) pur di mantenere fede all’impegno con la Federazione.
