13-01-2015
16:50
Doveva essere la prova del nove, il salto di qualità definitivo. “Higuain e Hamsik sono i nostri Palloni d'Oro” aveva detto alla vigilia Rafa Benitez, cercando di caricare i due big, di spronarsi ad essere definitivamente trascinatori in campo. La partita con la Juventus ha dato invece una risposta raggelante. Impalpabili Higuain e Hamsik, appena un po' meglio Callejon, ma è una magra consolazione. Erano loro, l'asse portante dell'attacco azzurro, gli uomini decisivi nella finale di Supercoppa, quelli che avevano abbattuto la Juventus, a dover concedere il bis al San Paolo riaprendo il campionato e la stagione del Napoli. Invece, in campo s'è vista tutta un'altra storia, anche se stavolta Pino Daniele non c'entra. Di nuovo nervoso Gonzalo Higuain, facile all'irritazione con l'arbitro così come coi compagni. E' vero, il Pipita è stato poco servito da un Napoli mai così poco offensivo, ma questo non basta e non può bastare a giustificare il suo approccio molle, persino titubante. E pensare che proprio Higuain, nella ripresa, aveva avuto sul piede la palla del pareggio. Solo che, anziché provare magari a tirare di potenza alzando la palla sotto la traversa, l'argentino cerca una soluzione di fino a fil di palo, ricavandone solo un calcio d'angolo. Anche Marek Hamsik è un'altra cocente delusione. Dopo Doha e Cesena, sembrava che il capitano fosse tornato ai suoi livelli, ma la gara con la Juve ha segnato un brusco passo indietro.
Impreciso e pasticcione, lo slovacco non sfrutta gli spazi che, specie nel primo tempo, la Juventus gli concede e alla fine si infila di nuovo in quel tunnel grigio da cui sembrava essere uscito definitivamente. Inevitabile e sacrosanta la sostituzione di un calciatore che non sa cosa voglia dire la continuità di rendimento. Si arrabbia Rafa Benitez, che si rende conto di dover costantemente stimolare le sue stelle per motivarle, per tenerle sempre sulla corda. “Dobbiamo essere più consistenti in certe gare” ha sibilato il tecnico e dietro le sue parole si legge in filigrana la preoccupazione. Con la Supercoppa in bacheca e lo scudetto lontano, si riaffaccia il rischio che la testa dei big torni a vagare lontano da Castelvolturno, che ripensi al Napoli come ad una tappa di passaggio se non addirittura ad una sorte di prigione dorata, comunque un posto da cui fuggire in fretta. Higuain, per esempio, non ha mai chiuso la porta ad un futuro altrove e in Inghilterra insistono nel dire che il Liverpool voglia vendere Balotelli per lanciarsi sul Pipita. “Pensiamo alla Lazio e a fare un grande girone di ritorno” ripete il tecnico spagnolo. E forse ripensa alle parole spese da Arrigo Sacchi, il suo mito italiano studiato da vicino quando era un allenatore alle prime armi, dopo la sconfitta con la Juventus: “Coi mercenari non si vincono le guerre”.
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