Corbo: "ADL costretto a ritrovare il modello virtuoso delle plusvalenze, è stato un capolavoro di gestione"
18:15
Editoriale Antonio Corbo pre Genoa-Napoli e il nuovo corso azzurro targato Massimiliano Allegri. Focus anche sulla gestione De Laurentiis
Riparte la serie A, prima trasferta a Genova per il Napoli targato Massimiliano Allegri e puntuale editoriale della grande firma Antonio Corbo sull'edizione locale di Repubblica.
Editoriale Corbo sul Napoli targato Allegri
Si cercavano da tempo, però. S’incontrano ora dopo giorni difficile difficili. Hanno tutt’e due molto da rivedere. Allegri, tatticista finissimo, sempre bravo a gestire vantaggi sottili, già, a vincere di corto muso come i purosangue, è precipitato fuori dalla Champions con una sciagurata sconfitta all’ultima giornata. Dov’è il cinico osservatore della partita in grado di leggere una lesione nel blocco avversario e chiuderla se ne scopre una tra i suoi? Avanti, Max è pronto? Più delicata l’urgenza di De Laurentiis. Deve ritrovare quel modello virtuoso che per venti anni è stato un capolavoro modello di gestione. Due scudetti, presenza stabile nel giro europeo, autorevolezza anche nel proporre giuste dissonanze con il presidente Gravina un recordman di insuccessi, plusvalenze al mercato per colmare il fatturato, avvicinando il Napoli a Juve e milanesi. De Laurentiis ha potuto respingere tutti i tentativi delle finanziarie americane di investire a Napoli per trarre profitti. Qualcosa è cambiato all’improvviso. L’ultimo biennio ha lasciato un rocambolesco e inatteso scudetto all’ultimo secondo, quindi la Supercoppa di Riad. In due anni si è aperto un divario senza precedenti fra acquisti e vendite: 235 milioni contro 145, rinunciando a due protagonisti come Osimhen e Kvaratshelia. Rilevante il numero di infortuni, 43. Tanti da richiedere l’impiego di 28 calciatori. Non sono mai state davvero cercate le cause, ma rimane nella memoria dei tifosi la frase di De Laurentiis nel pur cordiale congedo a Conte. “Senza infortuni, potevi vincere lo scudetto”. Irrisorio il secondo posto a 15 punti dall’Inter. Nella sua focosa irruenza Conte ha deciso di lasciare in anticipo di un anno invece di proporsi per una rivincita, rinnovando la sua figura. Maestro di calcio e non più gestore di calciatori affermati. Allenatore e non più manager. Si è dato un ruolo spesso sbagliato. Duro e inflessibile. Non gli ha giovato. Nemico di se stesso, quindi: se nessun club importante gli ha offerto un ingaggio congruo. Ha sbiadito la sua immagine. Meritava di più. Lode ad Allegri che ne ha ricordato il valore. Due grandi tecnici
