Stella Rossa, Falco: “Al Maradona la pagina più bella della mia carriera, il Bologna non credette in me. Europa League? Segnale forte del Napoli. Politano e Di Lorenzo…” [ESCLUSIVA]

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Filippo Falco Stella RossaFilippo Falco Stella Rossa

Filippo Falco, attaccante della Stella Rossa, ha rilasciato un'intervista in esclusiva a CalcioNapoli24 per parlare anche di Napoli e Bologna

Dribbling, talento ed un mancino molto educato. Quando Filippo Falco è finalmente esploso con tutto il potenziale tecnico che madre natura gli ha donato, molti gli hanno subito affibbiato il soprannome ingombrante di Messi del Salento. Lui, tarantino di nascita – per la precisione di Pulsano – non ha mai dato peso a quel paragone illustre restando sempre Pippo con i suoi pregi e difetti. Da quasi un anno ha lasciato il Lecce, società a cui ha dato davvero tanto, per accasarsi alla Stella Rossa di una vecchia conoscenza del calcio italiano come Dejan Stankovic. Napoli e Bologna sono due città che hanno lasciato – per motivi diversi – tracce indelebili nel fantasista.

Intervista Filippo Falco

Lo stadio Diego Armando Maradona ha un significato non banale per te?

“Con il Lecce ho scritto forse la pagina più bella in A proprio lì. Vincemmo 2-3 risultai decisivo perché entrai nell’azione del primo gol di Lapadula e poi gli servii un assist. Essere riuscito a fare una gara così di livello nello stadio in cui ha giocato il più grande di tutti resta qualcosa di indimenticabile così come l’atmosfera ed il clima che si respira entrando in campo già solo per il riscaldamento. Non ti lascia mai indifferente”.

Il mito di Maradona ti ha sempre affascinato anche se quando tu sei nato lui era verso fine carriera. C’è mai stata l’opportunità di vestire la maglia del Napoli?

“Sarebbe stato un grande sogno per me poterla indossare ma non c’è mai stato niente”.

Con il Bologna disputasti solo 9 partite prima poi di girovagare in prestito. Cosa non andò per il verso giusto?

“Arrivai lì molto giovane, forse non ero ancora pronto. Praticamente non mi diedero mai l’opportunità di crescere mandandomi in giro. Non hanno creduto in me, magari con un po’ di pazienza sarei potuto esplodere con loro in serie A”.

A Napoli nel tuo ruolo gioca Politano…

“Ha una tecnica pazzesca, facilità di calcio. Per me è il più forte di tutti in Italia da quella parte. La sua fortuna è stata l’esperienza al Sassuolo perché ci hanno creduto migliorandolo anno dopo anno”.

C’è anche il tuo amico Di Lorenzo

“Giovanni è un esempio di come il lavoro ed il sacrificio alla fine ripagano. Eravamo insieme alla Reggina, prometteva bene ma poi si perse un po’. Non si è mai arreso arrivando ad essere uno dei migliori in quel ruolo e vincendo un Europeo da protagonista”.

Come vedi il Napoli?

“Spalletti ha aggiunto qualcosa di suo in un gruppo che era già forte. Vedo grande entusiasmo ed una forza caratteriale che magari prima si vedeva solo a tratti. Penso che meriterebbero di vincere lo scudetto perché una piazza come quella lo merita ma anche perché la società ha dato sempre continuità tecnica non smantellando mai in maniera forte”.

Magari incontri in Europa League gli azzurri con la tua Stella Rossa…

“Speriamo di no (ride ndr). Noi stiamo facendo un ottimo girone, siamo in testa e vogliamo passare alla fase successiva senza particolari problemi. Il Napoli, con la vittoria sul Legia, ha mandato un segnale forte alle avversarie del girone ma un po’ alle big di questa competizione. Vedo gli azzurri in testa alla fine, secondo me vinceranno anche le prossime gare”.

Secondo te il Napoli può vincere l’Europa League?

“Qualitativamente ha tutte le carte in regola per giocarsela. Ci sono le condizioni ed i giocatori per arrivare in fondo. Tuttavia molto dipenderà anche dal campionato. Se resteranno in testa, è difficile possano sdoppiarsi su due fronti con la stessa forza. Questo è l’unico dubbio che nutro, per il resto non ne ho tanti. Però per me dovrebbero puntare al tricolore perché manca da troppo tempo”

Giochi in un club che sforna talenti in continuazione. Ci dici qualche nome per la serie A?

“Qui si lavora a stretto contatto con il settore giovanile. Ci sono alcuni nomi interessanti come ad esempio Lazetic attaccante centrale del 2004 già andato a segno in campionato. Poi dico sicuramente Nikolic e Petkovic”.

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