"Poveraccio che fine che ha fatto, ma così si è ridotto?”: Caressa risponde a Cassano e poi attacca Adani

Le Interviste fonte : il fatto quotidiano
Poveraccio che fine che ha fatto, ma così si è ridotto?”: Caressa risponde a Cassano e poi attacca Adani

Botta e risposta tra Fabio Caressa e Antonio Cassano: si sono alzati i toni della polemica

Ultime calcio - Fabio Caressa, Antonio Cassano e Lele Adani tornano al centro di un acceso confronto mediatico che riaccende una frattura ormai nota nel dibattito calcistico italiano. Le accuse reciproche, rilanciate tra televisione e piattaforme online, hanno alzato ulteriormente i toni di una polemica che coinvolge anche il ruolo degli opinionisti nel racconto del calcio.

Caressa contro Cassano

Lo scontro nasce dalle dichiarazioni di Cassano nel format “Viva El Futbol”, dove l’ex attaccante ha duramente attaccato diversi volti noti del giornalismo sportivo e dell’opinionismo televisivo.

“Io ho sentito uno schifo, faccio nome e cognome: Beppe Bergomi si candida per dare una mano – ha detto Cassano nel suo intervento – Ma non vi vergognate, la dignità non ce l’avete? Avete dignità zero”.

L’ex fantasista ha poi ampliato il suo attacco: “Voi coi vostri amici, i Caressa, i Bergomi, gli Zazzaroni e i Sabatini vi dovete vergognare: state portando il calcio nel baratro col vostro lecchinaggio a destra e a sinistra”.

Infine, la proposta di una rottura totale con il sistema attuale: “Dobbiamo iniziare a fare piazza pulita, fuori tutti. Dobbiamo resettare con gente che ama il calcio e non i propri interessi”.

La replica di Fabio Caressa arriva attraverso un video pubblicato su YouTube, in cui il giornalista respinge le provocazioni con toni ironici e distaccati.

“Ma io che devo rispondere a Cassano? Ma se voi siete per strada e sul marciapiede c’è uno che vi urla degli insulti sgangherati, voi che fareste? Mica gli rispondete, lo guardate con sorpresa e pensate… poveraccio che fine che ha fatto, ma così si è ridotto“.

Il giornalista ha poi allargato il ragionamento anche al ruolo di Lele Adani, senza citarlo direttamente. Sotto osservazione il tema del servizio pubblico e delle collaborazioni televisive: “Se uno rappresenta il servizio pubblico, che ha insegnato alla mia generazione come si fa questo mestiere, siamo sicuri che quest’azienda accetti che un suo rappresentante importante sia presente settimanalmente in un posto dove si insultano pesantemente e regolarmente le persone senza che lui dica niente?”.

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