Mayday

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Autore Bruno Galvan Giornalista professionista · Calciomercato, Economia dello Sport e statistiche

Veramente si pensa che un ritiro possa servire a cambiare rotta? Se fosse così, il Napoli sarebbe dovuto andare in clausura da un mese o giù di lì. Certamente, la lunga lista di indisponibili non può passare inosservata nel giudizio su Allegri, ma bisogna guardare oltre. Siamo sicuri che questa squadra abbia voglia di combattere e mettersi in discussione? La sensazione è che qualcosa - anche di inconscio - stia accadendo in questo gruppo. Ieri ha retto fino a quando ha potuto, ma poi si sono viste le solite amnesie di quando la squadra era anche a ranghi più completi. Ciò vuol dire che le assenze c'entrano poco, c'è un problema di fondo che continua purtroppo a persistere.

Qui bisogna chiedersi se questa squadra ha ancora voglia di lottare oppure è più propensa a mandarsi a quel paese in campo e fuori. Le interviste di Politano e Hojlund - apprezzabili per sincerità anziché le solite frasi da zero a zero - sono un campanello d’allarme. A mandare il definitivo mayday ci hanno pensato De Bruyne e Lucca con quella sceneggiata di pessimo gusto in campo. E allora qui deve intervenire la società perché perdere fa parte del calcio, ma certe cose a livello mediatico e d’immagine non sono il massimo. Qualcuno potrà dire che sono cose che sono sempre successe per stigmatizzare. Vero, ma in un momento del genere, certi gesti sono più pesanti del solito. Non può e non doveva succedere. Il locale è triste come diceva Peppino a Totò nel film "Totò, Peppino e i fuorilegge". Adesso è giunto il momento di andare fino in fondo. Allegri e Manna hanno responsabilità? Quando le cose non vanno, le colpe sono di tutti. Ma non siano loro i parafulmini di una scelta aziendale ben chiara da inizio stagione.

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