Cori sul Vesuvio ed insulti ad Ancelotti: bentornata, Serie A

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Cori sul Vesuvio ed insulti ad Ancelotti: bentornata, Serie A

Fiorentina-Napoli, cori sul Vesuvio ed offese a Carlo Ancelotti: è tornata la vergogna del calcio italiano in questo fine settimana

Dopo esattamente novanta giorni di attesa, la Serie A è tornata in questo fine settimana appena trascorso a far compagnia a milioni di appassionati in giro per tutta Italia con la stessa vecchia, sporca e nauseabonda veste. A Firenze è andata infatti di scena la solita vergogna del calcio italiano. Ed ancora una volta il tifo sano e i veri appassionati in senso generico di questo magnifico sport troppo spesso umiliato hanno dovuto sotterrare la testa sotto la sabbia per la vergogna.

Prima del fischio d'inizio e per tutta la durata del match la solita orchestra composta di minus habentes ha inneggiato al Vesuvio, augurandosene l'eruzione. Per rincarare la dose e rendere il tutto ancora più vomitevole, una fetta importante di tifosi viola si è accanita per novanta minuti contro Carlo Ancelotti, colpevole semplicemente di essere la guida tecnica del Napoli, avversaria di questa giornata. Forte la denuncia dell'ex Real Madrid, Chelsea, Milan e Bayern Monaco, ma si ha l'impressione, guardando i precedenti, che alla fine sarà solo l'ennesimo grido inascoltato nel deserto. Il problema è in primis culturale, in secundis di tipo amministrativo e legislativo.

Cori sul Vesuvio e Carlo Ancelotti

Va in questa direzione anche la denuncia del sindaco Luigi De Magistris a Giorgetti, Sottosegretario di Stato con delega per lo Sport. Anche in questo caso le speranze di un'azione risolutiva sono ridotte al minimo. Tutti lo sanno, lo si dice dopo ogni turno di campionato in cui si verificano episodi simili ma nulla mai cambia nel concreto: occorre individuare i colpevoli e punirli individualmente ed in maniera esemplare. Esattamente come accade in Inghilterra. Un razzista che si permette di augurare la distruzione di un popolo o che osa discriminare un altro uomo per il colore della sua pelle o un idiota di varia natura che decide di attaccare reiteratamente, forte del suo anonimato, un allenatore, tra l'altro girato di spalle, deve tremare dalla paura anche solo per aver pensato di compiere un atto del genere. E' il paradosso della tolleranza di Popper: con gli intolleranti, per evitare di soccombere, bisogna essere altrettanto intolleranti. Bentornato, calcio italiano. Non ci eri per nulla mancato.

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