Blocco soft mercato Napoli: il paradosso contabile e l’ipotesi cambio piano ammortamento | FOCUS
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Il Napoli. per il nuovo indice CLA, dovrà fare mercato soft nella sessione di gennaio. C'è un paradosso contabile da raccontare sul club di De Laurentiis
Ultime notizie calcio Napoli - Può una società con 210.457.176 milioni depositati presso istituti bancari (al 30 giugno 2024) avere una sessione di mercato soft? Ecco, il paradosso di gennaio sul calciomercato della SSC Napoli sta tutto qui. Diventa difficile spiegare a chi non mastica nozioni economiche perché il direttore sportivo Giovanni Manna sarà costretto a fare operazioni a saldo zero pur avendo davanti a sé una rendicontazione economico-patrimoniale di grande solidità. Lo stesso Manna ai microfoni di Dazn prima della gara di Cremona ha detto sul mercato soft: “La limitazione del mercato è un grosso paradosso. Siamo una delle società più sane, se non la più sana per liquidità e patrimonio netto positivo. Avere il mercato bloccato e non poter acquistare prima di fare uscite è un paradosso. La UEFA ti permette di fare correttivi, di valutare, invece qui c'è stato un blocco un po' scorretto secondo me”.
Mercato soft per il Napoli a gennaio: il motivo
Lo scorso 27 novembre abbiamo pubblicato un focus (LEGGI QUI) in cui abbiamo spiegato cosa era l’indicatore CLA, gli scenari e come si poteva aggirarlo per avere una sessione di mercato libera e senza vincoli rispettando le regole. Il Napoli ha sforato lo 0.8 per cui dovrà fare un mercato a saldo zero: una squadra può fare operazioni (comprare e vendere giocatori) ma solo a saldo zero, cioè per ogni acquisto deve realizzare una cessione di pari o quasi pari valore, oppure può prendere giocatori in prestito o svincolati, senza poter spendere liberamente denaro fresco, rispettando così i nuovi parametri finanziari (come il "fair play finanziario" italiano) imposti dalla Federazione. In pratica, il saldo tra entrate e uscite deve essere in equilibrio per evitare sanzioni. Oppure, se si vuole lo sblocco totale del mercato, il club azzurro dovrà ricapitalizzare facendo così scendere l’indicatore sotto la soglia prevista.
Fermo restando che non sappiamo se il Napoli opererà a saldo zero oppure De Laurentiis provvederà a ricapitalizzare facendo tornare l’indicatore CLA sotto lo 0.8, c’è un dettaglio che deve far riflettere in chiave futura. Dalla prossima stagione, l’indicatore passerà da 0.8 a 0.7 diventando ancora più restrittivo. Il Napoli - pur avendo indici economico-finanziari e patrimoniali di gran lunga solidi - viene penalizzato rispetto alle altre. Motivo? Nessun vittimismo di sorta, tranquillizziamo chi utilizza questo stereotipo a piacimento. Piuttosto si tratta del piano d’ammortamento che vede il club azzurro ammortizzare in modo decrescente i cartellini per cui c’è una voce costo maggiore nei primi anni. Dall’altra parte, questo metodo porta ad avere plusvalenze in maniera più veloce. Le altre big hanno invece un piano ammortamento a quote costanti quindi hanno un carico di costo inferiore da mettere a bilancio.
Nel calcolo dell’indicatore CLA oltre a costi e ricavi, rientrano anche gli ammortamenti. E, ad oggi, il Napoli rischia di essere penalizzato per questo pur avendo conti in ordine. Quali possono essere le soluzioni? Il club aumenta i ricavi in modo da poter sostenere ammortamenti ed altri costi rientrando nel rapporto previsto dall'indice CLA, può decidere anche di ridurre i costi svecchiando il parco calciatori o dando via chi non rientra più nel progetto tecnico. Un'altra strada per il futuro - la discussione tecnica la lasciamo agli esperti in materia - potrebbe essere la modifica dell’attuale piano d’ammortamento portandolo a quote costanti. In questo modo l'impatto dell'ammortamento nel calcolo dell'indicatore CLA sarebbe minore.
A tal riguardo, riportiamo cosa dicono le norme civilistiche. L’art.2423-bis, n.6, stabilisce come principio generale di redazione del bilancio che i criteri di valutazione non possono essere modificati a un esercizio all’altro. Lo stesso articolo prevede però, che tale principio può essere derogato in casi eccezionali e la nota integrativa deve motivare la deroga e indicarne l’influenza sulla rappresentazione della situazione patrimoniale, finanziaria e sul risultato economico. Nel caso dell’indicatore CLA siamo davanti ad una situazione eccezionale come previsto dalla normativa. A tale proposito occorre osservare che:
- in base a quanto previsto dall’art.2426 del Codice civile (e dell’art.2423-bis), la modifica del piano di ammortamento deve essere motivata nella Nota integrativa. Infatti tale articolo, al punto 2, precisa che vadano motivati in nota integrativa le modifiche dei criteri di ammortamento e dei coefficienti applicati;
- il cambiamento del piano di ammortamento rappresenta un mutamento di stime contabili effettuate e non il cambiamento di un principio contabile (Oic 16) e secondo quanto disposto dall’Oic 29 (che si occupa anche del cambiamento delle stime contabili), le variazioni di stime rendono necessario indicare, in Nota integrativa: le ragioni del cambiamento, il criterio di determinazione degli effetti del cambiamento di stima e il metodo utilizzato in tale determinazione, l’effetto del cambiamento e la relativa incidenza fiscale.
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