"Mi vergogno" il lato nascosto di Guardiola dopo Newcastle: ecco cosa è accaduto
18:00
L'episodio ha visto coinvolto l'allenatore Pep Guardiola dopo la partita tra Manchester City e Newcastle
Ultime notizie - La sconfitta per 2-1 del Manchester City a Newcastle ha lasciato scorie ben oltre il rettangolo di gioco. Al fischio finale, un Pep Guardiola visibilmente teso ha vissuto minuti di forte nervosismo, culminati in un acceso confronto prima con Bruno Guimaraes e poi con un cameraman a bordocampo.
Guardiola perde la calma: scintille con Guimaraes e lite col cameraman
Il tecnico catalano si è diretto subito verso il centrocampista brasiliano per chiedere chiarimenti sull’episodio del presunto contatto con Donnarumma nell’azione che ha portato al gol decisivo di Barnes. Mentre il dialogo si faceva acceso, un operatore TV si è avvicinato per riprendere la scena. A quel punto Guardiola ha cambiato obiettivo: si è avvicinato al cameraman, gli ha sollevato una cuffia dall’orecchio e lo ha rimproverato a distanza ravvicinata. Un gesto subito ripreso dai social, diventato virale in pochi minuti e simbolo della tensione della serata.
Il contesto non ha aiutato: il City protesta per un presunto rigore negato su Foden e per il fallo sull’ex PSG, mentre il distacco dall’Arsenal rischia di aumentare in una corsa al titolo già complicata. Davanti ai microfoni, però, Guardiola ha scelto di minimizzare: «Ho chiesto cosa fosse successo tra lui e Donnarumma e va bene così. Non è successo niente», ha dichiarato.
Non è la prima volta che il catalano perde la pazienza con le telecamere. Già nel 2023 aveva allontanato bruscamente un operatore che lo stava riprendendo durante un rimprovero ad Haaland, e nel 2024 aveva ironizzato sulle scene post-partita diventate “parte del personaggio”.
Questa volta, però, lo stesso Guardiola ha ammesso l’errore. Alla vigilia della sfida contro il Bayer Leverkusen, in conferenza stampa, ha fatto mea culpa: «Quando lo rivedo mi sento in imbarazzo e mi vergogno. Col cameraman mi sono scusato subito. Sono quello che sono, anche dopo 1000 partite non sono una persona perfetta».
Il tecnico ha poi spiegato la radice della sua tensione: «Per vincere la Premier servono quasi 100 punti. Mi faccio prendere dalle emozioni, mi agito, muovo le mani e le braccia. Ma difenderò sempre la mia squadra».
