22-02-2015
05:00
Quattro gol in trasferta e soprattutto risparmiars l’ansia agonistica del match di ritorno. Vero che il Napoli contro il Trabzonspor al San Paolo dovrà comunque scendere in campo, ma perdere con quattro gol di scarto è un’immagine irrealistica, soprattutto per la pochezza dimostrata dagli avversari nella partita di giovedì a Trebisonda.
QUELLO CHE CI VOLEVA - Un successo rotondo e succoso era proprio ciò che ci voleva per dimenticare la disfatta di Palermo e rimettere il Napoli in piedi. Non è molto corretto soffermarsi sulla modestia del Trabzonspor, che ha comunque giocato in casa, su un campo non facile. Piuttosto, bisogna sottolineare la capacità di reazione della squadra azzurra, che dimostra di essere a posto mentalmente e con una personalità che sa venire fuori al momento giusto. Il vero problema, come ha descritto Benitez, è la maturità. Concetto generico che si può più facilmente sintetizzare con la ricerca di un minimo di continuità, con la finalità, quantomeno, di evitare clamorosi scivoloni.
TRA I PALI - Già perdere di meno, ad esempio, sarebbe un buon inizio. Ma per mettere tutto in ordine e fare risultato ad ogni partita sono soprattutto due i nodi da sciogliere: il primo riguarda il portiere. Sarà un caso, ma con Andujar tutta la difesa sembra essere più efficace. L’argentino dà sicurezza, e le tre partite senza subire gol lo dimostrano. Al di là dell’annosa questione sul suo rendimento, Rafael in questo momento rappresenta comunque un punto debole. Deve scegliere Benitez: in un modo o nell’altro la situazione va risolta. O si recupera il brasiliano e si mette fine alle polemiche e alle lamentele della tifoseria, oppure si decide di tagliare la testa al toro, mettere da parte l’ex Santos e affidarsi ad Andujar da qui fino alla fine della stagione. Difficile pensare di mettere a riposo Rafael per un mese e poi farlo tornare come se niente fosse successo. Non sembra, infatti, il modo migliore per recuperare un portiere che ha bisogno di ritrovare sicurezze giocando bene e sentendo il sostegno di tutto l’ambiente. Lunedì, o forse domani, si saprà quale sarà la scelta dell’allenatore spagnolo, ma intanto il vero cruccio è la continuità di risultati. Problema difensivo, o forse di personalità? Per Benitez il nodo è sempre lo stesso.
ROMA DA RAGGIUNGERE - Il suo Napoli continua a subire troppi gol. Senza la fortuna (e la bravura) di farne uno in più degli avversari non si riesce sempre a pareggiare, e spesso neanche a fare risultato. Una maggiore consapevolezza e fiducia nei propri mezzi, oltre alla capacità di controllare le partite e non farsi rimontare. Soprattutto riuscire a non prendere gol alla prima occasione concessa agli avversari. Anche questo sarebbe un ottimo modo di rilanciare davvero il Napoli. Perché con una Roma tremolante e contestata l’aggancio al secondo posto (cinque i punti di distacco al momento) non è impossibile. Ci sarà lo scontro diretto contro la squadra di Garcia ad inizio aprile, il sabato prima di Pasqua. Visto che la Roma non vince tra le mura “amiche” da tre mesi per il Napoli potrebbe essere una buona opportunità.
TRE COMPETIZIONI - La squadra azzurra è lanciata in Coppa Italia (in arrivo la semifinale d’andata contro la Lazio, che si giocherà dopo il Torino) e in Europa League gli ottavi di finale sono già prenotati. Con un po’ di fortuna ai sorteggi si può sperare di arrivare tranquillamente almeno ai quarti di Europa League, mentre la semifinale di Coppa Italia non sembra un ostacolo insormontabile. A questo quadro manca il campionato: il secondo posto renderebbe la stagione eccezionale. Ma prima bisogna risolvere i problemi più gravi.
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