Bari calcio, le accuse della Procura: «Modello di gestione insostenibile». Ma bastano 7 milioni per sistemare tutto
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Nel 2022 il Bari calcio era in situazione di deficit patrimoniale, eppure ha venduto il suo gioiellino Caprile all’altra squadra del suo padrone De Laurentiis, accontentandosi così di 2,2 milioni contro gli 8 che sarebbero entrati due anni dopo nelle casse del Napoli dopo la cessione del portiere al Cagliari. Nasce da questa compravendita la decisione della Procura di Bari di chiedere il 26 giugno la liquidazione giudiziale (cioè il fallimento) della società di calcio biancorossa, e di far perquisire ieri dalla Finanza le sedi delle due squadre e della capogruppo Filmauro: ad Aurelio e Luigi de Laurentiis, padre e figlio, sono state contestate le accuse di falso in bilancio e tre ipotesi di bancarotta fraudolenta impropria.
La Ssc Bari, secondo la Procura e i suoi consulenti tecnici Massimiliano Cassano e Antonio Danza, era già in stato di decozione alla fine dello scorso campionato di serie B cioè dopo il bilancio chiuso al 30 giugno 2025. E la situazione si sarebbe ulteriormente aggravata dopo la retrocessione in serie C, tanto da renderne irreversibile il dissesto...
