Pagelle Verona-Napoli: davanti ad una vittoria che arriva così ci si tura il naso e si va avanti, con i nervi

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Pagelle Verona-Napoli: davanti ad una vittoria che arriva così ci si tura il naso e si va avanti, con i nervi

Ultime notizie Napoli - Termina il match della ventisettesima giornata di Serie A con il Napoli che ha affrontato il Verona. Le pagelle Verona-Napoli su CalcioNapoli24, con i voti e la spiegazione dettagliata per ogni singolo calciatore azzurro.

Voti Verona Napoli Pagelle Verona-Napoli, voti della partita

di Claudio Russo (@claudioruss)

Meret 6 - Un colpo di testa di Sarr molto tranquillo, sul gol c’è una deviazione e nel finale su un cross esce a vuoto lasciando la porta sguarnita.

Beukema 6 - Sta migliorando la precisione col piede destro, da cui fa partire il lancio che porterà allo 0-1. Primi cinque lanci lunghi tutti arrivati a destinazione,

Buongiorno 6 - Mantiene Bowie al 13’ opponendosi col corpo, anche al 18’. Caparbio al 43’ quando concretizza la marcatura preventiva e pressa efficacemente a 40 metri da Montipò. Sei azioni difensive al 45’, chiude con dieci.

Juan Jesus 6 - Conte gli chiede di attaccarsi a Sarr per evitare di esser beffato, lui esegue tra chiusure, intercetti, contrasti vinti. Manda all’aria Bowie al 63’ portando l’arbitro a minacciare l’ammonizione. Che poi alla fine arriva dopo un’entrata fin troppo decisa.

Politano 5,5 - Lavoro notevole nell’occasione del gol che sblocca il match, come la spallata su Akpa Akpro al 6’. Il cross di destro non è il suo punto forte, se viene costretto ad azionarlo. (Dal 78’ Mazzocchi 6 - Sufficiente quanto meno per esser presente nell’azione della vittoria)

Lobotka 5,5 - Naviga in mezzo ad un oceano di maglie blu, come il mare che può guardare da casa, mantenendo sempre dritta la rotta e giostrando palla a piacimento. Senza guizzi, però. (Dal 73’ Gilmour 6,5 - Velocizza la trequarti offensiva e meriterebbe più minuti)

Elmas 6 - Si ritrova l’arbitro davanti al momento del tiro, non al 23’ quando chiama Montipò alla respinta. Sbaglia un solo passaggio nel primo tempo, cerca la verticalizzazione per Hojlund o di districarsi col dribbling sulla trequarti. Un destro all’80’ centrale, poi è nell’azione della vittoria.

Spinazzola 6 - Un destro in avvio senza fortuna, l’azione nei primi 45’ si svolge molto più a destra. Poi entra più nel vivo, arriva sul fondo, si accentra per ricevere palla. Ordinaria amministrazione e si evitano complicazioni fisiche. (Dal 52’ Gutierrez 6 - Al 68’ salva da ultimo uomo evitando che Mosquera vada in porta, poco dopo Suslov rischia qualcosa più dell’ammonizione)

Vergara 6 - Che bella la giravolta al 17’ con cui si libera dell’avversario e corre avanti palla al piede e testa alta, ma non sempre riceve palloni puliti e al 45’ da una parte tocca meno palloni di tutti (Hojlund escluso), dall’altra vince 6 duelli palla a terra su 7. Da applausi al 45’, controllo orientato ed ennesima corsa di 40 metri, con leggerezza e serenità. Ammonito per generosità. (Dal 78’ Giovane 6,5 - Un sinistro fuori, poi sull’ultimo pa)

Alisson Santos 5 - Sicuramente ha quelle doti che sono venute a mancare con l’infortunio di Neres, ma nel primo tempo non è che si vedano assai, anzi più di un cross è ribattuto. Se ha la sponda di Hojlund, riesce ad avere uno sbocco in più. (Dal 73’ Lukaku 6,5 - Una sponda per Elmas, un suggerimento per Giovane, il gol della vittoria a tempo scaduto)

Hojlund 5,5 - Il colpo con cui manda la palla in buca d’angolo vale 0,05xG, ma è come se avesse l’interno sinistro al posto della testa. Poi si costruisce l’attacco alla profondità e solo Edmundsson a negargli lo 0-2 al 37’. Sfortunato nel deviare il pallone in porta. Unico destinatario degli schemi offensivi, ovvero palla a lui e poi si vede. Non da oggi, sia chiaro.

Conte 6 - Una squadra che non muore mai, ma che fatica: senza gol di Lukaku, era da 5. Sbloccarla dopo cento secondi è il modo migliore per mantenere alta la concentrazione, anche perchè il Verona pur non avendo valori tecnici altissimi si porta avanti con la disperazione di chi non ha nulla da perdere. La manovra prevalentemente passa dai tre centrali per attirare avversari e sbloccare gli uno contro uno dei trequarti, poi quando il Verona resta più basso vengono coinvolti anche i centrocampisti. Però si arrabbia, il ritmo si abbassa troppo nel finale del primo tempo e l’Hellas riesce pure a gestire meglio mettendo il pallone in area. Che la partita sia oggettivamente bruttina lo dicono anche i numeri: dopo un’ora di gioco il Napoli ha toccato il pallone nell’area avversaria quattro volte, il Verona una sola. Il problema è che il secondo tocco del Verona porta al pareggio - con nessuno che scala in marcatura e si frapponga tra Akpa Akpro e la porta - ed il Napoli fino al 66’ non riesce a creare una vera occasione per andare al raddoppio. Si cerca di ravvivare una situazione complicata e di nuovo buttata sui nervi con i cambi con gli esterni a piede invertito, con tre centrali tenuti in campo nonostante il Verona sia quello che sia, ovvero una squadra che non vince da due mesi e mezzo, che nel 2026 ha totalizzato quattro punti in undici partite con la peggior difesa dei Big-5 campionati europei. Considerando i 35 punti di differenza, era lecito aspettarsi maggiore cattiveria nel mettere la partita in ghiaccio dopo averla sbloccata subito. Invece no, è stata una prestazione deludente fino all’ultimo secondo, fino al cross di Giovane per Lukaku, e davanti a questa vittoria se non ci si copre gli occhi almeno ci si tura il naso. Negare che sia stata una prestazione bruttina significa non essere seri.

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