Trentalange: "L'esposizione di un arbitro può essere commercializzata, può ricoprire il 27% dello spettacolo"

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Trentalange: L'esposizione di un arbitro può essere commercializzata, può ricoprire il 27% dello spettacolo

Alfredo Trentalange, candidato alla presidenza dell'Associazione italiana arbitri, ha rilasciato una intervista ai microfoni di 'Tele Club Italia' per presentare il suo programma elettorale: 

"Sono già stato presidente per 20 mesi attuando un programma innovativo che è stato interrotto quando erano già state fatte una serie di innovazioni come quella del doppio tesseramento che permette ai calciatori di fare gli arbitri e agli arbitri di poter continuare la carriera da calciatore, portando all'Aia calciatori che sapessero muoversi nelle dinamiche calcistiche e nelle pieghe del regolamento. Abbiamo cercato di introdurre più trasparenza, con osservatori e strutture, rendendo ad esempio trasparenti i voti con una comunicazione diretta delle graduatorie arbitrali. Abbiamo deciso di dare un grosso valore alla comunicazione interpellando arbitri che potessero rappresentarci sia negli organi federali che nei mezzi di comunicazione come le TV e media. Abbiamo deciso di dare grande valore a quelle che sono le problematiche soprattutto nel settore giovanile perché le criticità a livello territoriale sono decisamente molte"

Ha già in mente il nome del nuovo disignatore e cosa intende per un autonomia per l'AIA?

"Noi quando parliamo di autonomia vorremo far si che l'AIA abbia un'autonomia gestionale e tecnica, pensando che sia giusto dividere le due aree. Verrà quindi nominato un direttore tecnico sportivo che abbiamo individuato in un ex arbitro di Serie A, internazionale che ancora non abbiamo nominato e dovrebbe curare in autonomia la gestione degli arbitri, garantendo di inserire gli uomini migliori nei posti migliori"

Lei vorrebbe monetizzare i dialoghi e le immagini degli arbitri che utilizzano il VAR, in che modo e con quali piattaforme?

"Durante la partita l'immagine dell'arbitro può ricoprire il 27% dello spettacolo, l'arbitro quando va al VAR viene inquadrato e tutto questo crea grosse interazione. L'esposizione di un arbitro può essere commercializzata e può attirare elementi commerciali, ma non è solo un fatto economico: l'autonomia serve proprio per far crescere il movimento, noi non abbiamo interesse dallo scinderci da organizzazioni come UEFA e FIFA o dalla stessa FIGC. Sarebbe folle per noi e anche per la nostra associazione, gli arbitri devono dare credibilità a tutto il sistema"

Secondo lei la tecnologia sarà sempre più indispensabile nel calcio, soprattutto per gli arbitri?

"La tecnologia è importante, io vengo dai tempi in cui si metteva in dubbio che gli arbitri volessero un ausilio tecnologico. Gli arbitri di certo non vorrebbero mai sbagliare quindi ben venga la tecnologia se serve a portare giustizia. Bisogna avere il coraggio di applicarla, senza per forza penalizzare gli arbitri che continuano e continueranno a fare errori”

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