Alvino a CN24: "Conte? Ipotesi divorzio in vantaggio. Rosa da svecchiare, faccio un nome. Se De Bruyne resta? Da quello che so..."
14:15
Le parole di Carlo Alvino ai microfoni di CalcioNapoli24
Il giornalista Carlo Alvino è intervenuto alla trasmissione CalcioNapoli24 Live, soffermandosi sulla stagione del Napoli e sulla gestione di Antonio Conte:
“Como-Napoli è stata una partita manifesto di Antonio Conte e del suo calcio. Può piacere o non piacere, ma il calcio di Conte è questo. il Napoli ci ha vinto uno scudetto con questo calcio di Conte e anche una Supercoppa italiana. Non lo dimentichiamo mai.
È il calcio di chi sa che quando non la può vincere, non la deve perdere. Esatto. E quindi ci sta pure che vai lì con una sola idea: mi voglio portare via il pareggio. Poi, se ci scappa l’occasione buona, mi porto i tre punti. Con il Como è stato proprio, ripeto, il manifesto di quello che è il calcio di Antonio Conte: se non la posso vincere, non la devo perdere. Se poi ho il calciatore bravo che mi fa la differenza e porta a casa i tre punti, è tanto di guadagnato.
Il Como ha giocato meglio del Napoli, perché ha creato più del Napoli, ma poi, se andiamo a vedere, le occasioni per portare a casa la partita le ha avute il Napoli: prima con McTominay, poi con Politano. Però, ripeto, è questo il manifesto del calcio di Conte: è un calcio che può piacere o non piacere, è in discussione, è oggetto di critiche, ma è un calcio che ha permesso al Napoli di aprire in un anno e mezzo due volte la bacheca.
La distanza di 12 punti dall’Inter è stata creata dalle vicissitudini patite quest’anno, una distanza che secondo me non c’è tra Napoli e Inter nella rosa. Era per me leggermente a favore dell’Inter, ma non in uno spazio così ampio come quello di 12 punti. Una differenza che si è poi concretizzata nel corso di questa stagione per tante vicissitudini patite dal Napoli. Penso ai quasi quaranta infortuni in primis, penso anche a una serie di errori arbitrali che hanno penalizzato il Napoli. E anche degli errori fatti proprio dal Napoli, con partite dove non si è visto il meglio.
Il problema arbitrale, devo dire, non è mai sceso in campo, ma ci sono due partite che ancora oggi non mi scendono giù: Torino-Napoli e Bologna-Napoli. Non si è vista una certa mentalità che invece in altre occasioni c’era.
Poi, certo, per continuare a essere dominanti in Italia e fare bella figura in Europa, hai un ostacolo da superare: devi svecchiare la rosa. Siamo tutti d’accordo. Bisogna anche andare a prendere giovani che, almeno sulla carta, hanno davanti un futuro già scritto. Penso, faccio un nome non a caso, Alajbegovic. Quello è il calciatore tipo che il Napoli deve prendere, un potenziale capitale. È un obbligo per rimanere ad alto livello: svecchiare la rosa, abbassare il monte ingaggi e continuare a essere competitivi. Sembrano cose difficili da coniugare, ma non lo sono per il Napoli, che ha dimostrato di saper fare benissimo questa operazione.
Non dimentichiamo che il terzo scudetto nasce proprio da un’operazione societaria in questa direzione: rosa più giovane, indici abbassati e vittoria dello scudetto.
Io credo che all’incontro Conte e la società si presenteranno con le loro carte. Credo che abbia leggermente più forza la posizione del presidente, seppur di poco, ma stiamo parlando di due persone straordinariamente intelligenti, di grande personalità e che vogliono il bene del Napoli.
Si parlerà della valutazione su chi deve restare, su chi dovrà andare, se c’è unità di intenti sugli obiettivi. Se c’è, allora si andrà avanti con questo matrimonio. Se invece ci sarà qualcosa che non verrà condiviso, si può arrivare anche a una risoluzione anticipata del triennale, senza far volare gli stracci, senza trovare colpevoli.
Talvolta persone che si stimano possono anche non trovarsi più. Io credo che non bisogna sbilanciarsi: non bisogna dare per certa la partenza, né la permanenza. Però, questa è una mia sensazione, non avvalorata da fatti, credo che oggi sia leggermente in vantaggio l’ipotesi di un divorzio consensuale anticipato.
Su De Bruyne in Serie A: sappiamo che il campionato italiano è molto tattico e per lui non è semplice farlo diventare il suo campionato. È una cosa che legittimamente poteva aspettarsi, ma che secondo me gli è pesata. Quando torni, non è che con la bacchetta magica torni subito in forma per essere utile alla squadra. E poi, nel calcio di Conte e del Napoli, non è riuscito a mostrare il suo valore. Io gli darei una possibilità, senza ombra di dubbio. Gli darei un’altra chance. Mi piacerebbe rivedere quel De Bruyne che mi ha fatto innamorare, anche se non ai livelli massimi: mi accontenterei già di un 60-70%. Per me dovrebbe restare a Napoli. Se decide lui, lascerei la decisione a lui. Anche perché, da quello che so, la famiglia a Napoli si trova benissimo. E anche questo conta.”
