Tra spettri e mercato, Mazzarri trova una conferma. Se l'anti-Juve doveva uscire da San Siro...
23:30
Vibrante è stata vibrante. Inter-Napoli però è anche una gita enogastronomica alla sagra dell'orrore tra gol mangiati e svarioni tecnici da brividi da entrambe le parti. L' arbitro si aggrega alla zingarata fuori porta e in area non vede il cambio di sport interista, dal calcio alla pallamano. Con il fiatone, evidentemente trafelata, passa la truppa Stramaccioni che scavalca il Napoli e si posiziona alle spalle della Juventus. Spalle relativamente, i bianconeri sono lontani ben 4 punti. Che non sono pochi. Se questa sera doveva saltare fuori l'anti-Juve, francamente, la sensazione è che, ancora una volta, questo campionato dimostra tutta la sua non esaltante qualità tecnica. I Moratti boys, pur avendo nel sacco i successi in entrambi gli scontri diretti, non sembrano avere, oltre le qualità dei singoli, una quadratura atletica e d'assieme per impensierire la leadership dei torinesi capaci, nonostante le fatiche di Champions, di passare in casa di un Palermo con la fame agli occhi per una classifica deficitaria e a rischio B.
LA NOTA LIETA - La prima alla 'Scala' di Lorenzo è da tenore vero. Insigne sfoggia una personalità da grande calciatore e si carica sulle spalle la fase offensiva della squadra. Nascono da sue giocate, infatti, tutte le minacce per il biscione. Con e senza palla il Magnifico si allarga, si accentra e si mette al servizio dei compagni in entrambe le fasi. Se doveva avere una conferma, Mazzarri l'ha avuta. La prova del 9 gliela fornisce Pandev fugando ogni dubbio. Il macedone viene rispedito in campo dopo l'infortunio, ma c'è la netta sensazione che non sia cambiato nulla rispetto alle scialbe prestazioni che hanno preceduto lo stop in infermeria. Goran non ne indovina una, perde spesso palla e nell'unica occasione d'oro che capita sui suoi piedi calcia con inspiegabile mollezza. In questo periodo il Napoli non può fare a meno del talento di Frattamaggiore.
SPETTRI E MERCATO - In una serata in cui Mazzarri e soci lasciano immeritatamente le penne a San Siro, resta l'amaro in bocca per un organico incompleto. Con i giusti rincalzi agli uomini chiave Inler, Maggio e Pandev, spettri di quelli veri, la sconfitta difficilmente sarebbe arrivata. Gennaio è alle porte, Bigon avrà tanto da lavorare tra mediana, attacco e forse anche in difesa dovesse concretizzarsi l'altro spettro, ovvero la squalifica per capitan Cannavaro. Tirando le somme, tra Inter e Napoli, la vera vincitrice è la Juve che si candida così al ruolo di anti di se stessa. In attesa dei regali di Babbo Natale e Befana che potrebbero rimescolare i valori.
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