ESCLUSIVA - Borghi: "Così si sta limitando 'El Flaco'. Vargas a disagio per un motivo. Il vice-Cavani è già in Italia, sul dopo-Mazzarri dico che..."
18:10
Dall'Italia al Sudamerica: non c'è oceano che tenga. Indiscrezioni, rimpianti e retroscena. Da Lavezzi a Fideleff, da Trezeguet a Vargas: passato, presente, ipotesi e futuro. Vecchi obiettivi (o presunti tali), prossimii 'craque' e nomi nuovi accostati al Napoli negli ultimi mesi. Di questo e tanto altro ancora abbiamo parlato con Stefano Borghi, giornalista Sky e Sportitalia, intervenuto in esclusiva ai microfoni di CalcioNapoli24.it:
Partiamo subito dal maggiore oggetto di discussione all’ombra del Vesuvio: Edu Vargas. In Sudamerica secondo solo a Neymar, in Italia stenta a decollare…
“Un attaccante del genere, per fare benissimo, deve giocare con continuità. Vargas è una punta di ritmo, di passo, e la frammentarietà del suo impiego è la causa principale di un rendimento così diverso da quanto visto in Sudamerica. Eppure, che non giochi non è colpa di nessuno. Il Napoli ha avuto prima Lavezzi e poi Pandev: ottime garanzie in quel ruolo, Edu si è dovuto accontare dei pochi spazi che ha avuto. È probabilmente questo il motivo fondamentale del disagio del cileno. Una cosa però è certa: Vargas è senza dubbio un giocaore da Napoli, ha potenzialità significative. 'TurboMan' è sicuramente da squadra italiana di alto livello".
Vargas in Argentina, al River, più conguaglio per Funes Mori in azzurro. Quanto c'è di vero e chi farebbe l'affare?
“Le voci di mercato sono sempre fantasiose. Una tipica indiscrezione di novembre, direi. Il River deve investire in attacco perché Trezeguet è un punto interrogativo, è vero, ma il club argentino ha bisogno di altro, attualmente. Nel ruolo di Vargas, inoltre, c'è l’uruguagio Rodrigo Mora che sta facendo benissimo. Per quanto riguarda Funes Mori, è un attaccante estremamente moderno. Grazie al lavoro tecnico e psicologico del suo allenatore ha raggiunto un alto livello. In teoria, però, sarebbe più uno alla Cavani che alla Pandev...”.
"Turboman" o "Papu" Gomez?
“Il secondo ha vinto la Copa Sudamericana nel 2007, Edu Vargas nel 2011. Tre anni fa 'El Papu' era unconsiderato un talento senza futuro dopo aver litigato col San Lorenzo. Lo definivano un 'senza testa'. Oggi, invece, è un giocatore affermato che ha convinto tutti in Italia. Questo per dire che non vanno dati giudizi affrettati su Vargas. Se si sceglie di investire, bisogna aver pazienza. I giovani vanno lasciati liberi di crescere ed anche di sbagliare, altrimenti non sarebbero 'giovani' . Certo che se dovessi scegliere oggi, direi Gomez: El Papu si è già dimostrato più volte decisivo in Serie A”.
Rimanendo in Argentina, Ricardo Centurion e Luciano Vietto: il Napoli li punta ma l'’Academia non li vende prima di giugno. Che giocatori sono? Vale la pena aspettarli?
“Vietto è un bel giocatore, veramente un gran bel prospetto. Anche discretamente prolifico, considerando l’età. Centurion, invece, è un giocatore di grande esplosività agonistica, abbastanza 'matto' tecnicamente. Varrebbe sicuramente la pena aspettare entrambi, ma difficile dire se in Italia confermermerebbero il proprio presunto valore. Investire su di loro può essere utile, prenderli per farli giocare solo dieci minuti è già diverso”.
Passiamo alla difesa. Paletta - Napoli: affare possibile? E Pezzella? Un ultimo nome direttamente dal Sudamerica per la retroguardia...
“Se serve qualcuno nell’immediato, sicuramente Paletta. L'argentino ha ormai accumulato un'esperienza pluriennale in Italia e sarebbe già pronto. Se invece parliamo di un giocatore di prospettiva, allora dico Pezzella. Potenzialmente, parliamo di un giocatore da nazonale argentina: può diventare un grande. Svelto, elegante nell’impostazione e bravo nel gioco aereo. Lo chiamano 'Il nuovo Passarella' . Il discorso però è il solito: se serve qualcuno da buttare nella mischia, non è né meno né più dei difensori della rosa attuale del Napoli. Se invece si vuole fare un investimento per il futuro, sarebbe l'uomo giusto. Questa frenesia di acquistare per poi non utilizzare... non so fino a quando potrà servire!”.
Approposito di nazionale argentina: Fernandez, titolare con la Selección eppure riserva nel Napoli...
“Il suo non è un problema di modulo: 'El Flaco' nasce in una difesa a tre nell’Estudiantes. Anche nel suo caso credo che sia solo una questione di minutaggio. A mio modesto parere, Fede è il miglior difensore nella rosa del Napoli a livello individuale, ma per un centrale è ancora più fondamentale il discorso della continutà. Dovrebbe essere un titolare fisso, una colonna di questo gruppo, invece entra, esce, e spesso è fuori ruolo. Il lavoro di Mazzarri finora è stato da Oscar, ma il concetto dei 'titolarissimi' non fa bene al gruppo: rischia di rovinarlo. A partire proprio da Fernandez”.
Tornando un po’ indietro nel tempo: Roncaglia. I Della Valle l'hanno preso in saldo ed inoltre il giocatore ha parenti a Napoli: un'occasione persa per De Laurentiis?
“Non solo per lui, ma per chiunque non l’abbia preso, soprattutto per il livello attuale delle difese italiane. Veniva da un anno molto buono in Argentina come terzino puro in una difesa a quattro; è arrivato in Italia e ha fatto il primo a destra in una difesa a tre in modo straordinario. Tutti lo stanno rimpiangendo, lo stesso Boca. La Fiorentina ha dato una lezione di strategia e di mercato a tante squadre quest'estate. Napoli compreso".
Stracqualursi, uno dei tantissimi nomi accostati al Napoli in passato per poi svanire nel nulla: quanto c'era di vero nell'interessamento di Bigon e perché non è mai arrivato?
“Giocatore proposto in Europa, alla fine è andato all’Everton per poi tornare in patria. Non si è rivelato il bomber straordinario che ci si aspettava; è un atleta più da Sudamerica che da Europa, e non lo dico in senso dispreggiativo. Credo che numerosissimi giocatori che stanno facendo bene in Europa, avrebbero tantissime difficoltà se giocassero in Sudamerica: lì si pratica un calcio diverso, è compeltamente un altro pianeta. Tuttavia, tornando a Stracqualursi, c'è da dire che è ancora giovane, ha tutto il tempo per rifarsi. Ma, ribadisco, ho la sensazione che sia un attaccante più da Sudamerica”.
Da 'El Traca' a 'El Tanque'. Denis: sottovalutato a Napoli o più 'adatto' ad una realtà meno pressante come Bergamo?
“Ancora una volta, è una questione di continuità. Molto più difficile entrare e dimostrare quanto vali in mezz’ora, spesso in situazioni sfavorevoli, rispetto all'avere ogni domenica circa novanta minuti tutti da giocare. Ci sono anche atleti che danno il meglio nel rush finale, ma il Tanque non è tra questi: per caratteristiche, ha bisogno di tempo a disposizione. È un numero nove che deve giocare per essere il terminale offensivo della squadra. E a Bergamo lo sta dimostrando per bene".
Trezeguet e quella ghiotta occasione di vederlo in maglia azzurra: è stato un errore non assicurarsi l’ex Juve in una buona condizione e, soprattutto, a parametro zero?
“Non voglio dire che se il Napoli avesse preso Trezeguet oggi avrebbe uno scudetto in più in bacheca, però sicuramente per quella stagione e per quel Napoli sarebbe stato un grosso valore aggiunto. Purtroppo credo che il Trezeguet di oggi abbia finito la propria carriera ai massimi livelli: è torturato dai problemi alle ginocchia e alla caviglia. Sentivo ultimamente voci di un possibile ritorno in Italia, ma credo sia una situazione quasi impossibile. In ogni caso, se non l’attaccante più forte del globo per un determinato periodo, l'ex Juve è stato sicuramente il numero nove più 'stiloso' al mondo. Rientrava tra i primi cinque, ma bisogna avere la forza di dire basta quando non si riesce più a essere ciò che si è stati".
In otto anni della gestione De Laurentiis, solo tre brasiliani hanno vestito la maglia azzurra: cosa spinge la società a non scommettere sui talenti verdeoro? Eppure il Brasile è la culla del calcio…
“Forse perché l'argentino, per storia, è più adattabile del brasilano. Poi il legame tra Napoli e gli argentini è indissolubile…”
Juan Jesus, un'occasione mancata pur di prendere Fideleff: dopo un anno, sa tanto di fallimento...
"L’acquisto di Juan Jesus va messo sulla stessa bilancia di Fernandez. La verità è che Fidelff fu solo un'occasione per tappare il buco lasciato da Britos dopo l'infortunio: non è mai stato un giocatore sul quale si è puntato realmente. Per quanto riguarda il brasiliano, invece, mi terrei senza dubbio Fernandez. Ad oggi ha molte più prospettive del nerazzurro".
L'ultimo arrivato è Uvini, ancora un desaparecido all'ombra del Vesuvio…
“Lo seguvo nelle nazionali giovanili e devo ammettere che mi ha sempre incuriosito. Già da allora pensavo che gli mancasse una giusta guida per poter diventare un giocatore di gerarchia. Difensore 'bello', esposivo ed elegante, ma ancora con un difetto temperamentale. Il lavoro di Mazzarri, ossia di preservarlo dalle difficoltà, può essere molto importante. In tal modo può allenarsi e crescere con modelli importanti come Cannavaro e Campagnaro. L’ho visto bene in allenamento, anche ben inserito. L’atteggiamento è quello giusto, spero che possa ritagliarsi il suo spazio".
Wallace Oliveira Dos Santos: l’ennesimo carioca accostato al Napoli. In Brasile parlano di nuovo Maicon...
“Non credo lo si possa definite un giovane Maicon. Giocatore interessante, sì, ma nulla più. Inoltre non credo che potremmo vederlo al Napoli in futuro”.
Consigli per gli acquisti: fossi in De Laurentiis, su chi scommetteresti e perché?
“Giochino difficile (ride, ndr). A volte mi sento definire come il massimo esperto del calcio argentino in Italia. Mi fa sorridere: se io sono il numero uno, gente come Lo Monaco, Bigon e Sabatini allora sono di un altro pianeta. Loro sanno benissimo come operare. Nessuno ha bisogno dei miei consigli. Se poi dobbiamo fare fantacalcio, un giocatore come Viatti del Boca potrebbe essere una buona carta da spendere anche per l'investimento relavito che comporta".
Cavani e il suo famoso ‘vice’. Dal Sudamerica le ultime due idee: Aloisio del Figueirense e Castillo della U Catolica, ma sembrerebbe spuntata anche un'ipotesi sarda: Nené!
"Credo che per venire in Italia a fare il vice Cavani servano esperienza e forza caratteriale. A mio avviso il perfetto vice dell'uruguagio è già in Italia. Un giocatore che nessuno ha preso quest’anno nonostante le tanti voci che lo vedevano protagonista. Sto parlando di Sergio Floccari, che alla Lazio non gioca e vedrei perfetto sia per il Napoli che per l’Inter. È sottovalutato in Italia, è una prima punta con buoni risultati ma svaria molto sul campo: dà una mano ai compagni ed è utilissimo alla manovra".
Amarcord: Ezequiel Ivan Lavezzi, da anima del gruppo a triste ricordo…
"Lavezzi vincerà tanto col Psg. Farà una carriera straordinaria, dimostrerà di essere un grande giocatore anche in Francia. Il suo divorzio dal Napoli è stato inevitabile. Una scelta felice per tutti, in fondo. Per lui, che ha avuto modo di confrontarsi con un importante club internazionale, e per il Napoli, che ha fatto un sacrificio 'ponderato' e redditizio. Non sarebbe stato altrettanto semplice colmare un'eventuale partenza di Cavani o Hamsik, ma ciò non toglie che qualsiasi squadra al mondo avrebbe l'amaro in bocca per aver perso un giocatore come il Pocho. Nessuno si illuda che la sua partenza sia indolore, averlo e non averlo è una gran bella differenza".
Walter Gargano, un'altra separazione non certo indolore. Il sostituto numero uno sembrava essere Medel, poi è arrivato Behrami...
“Behrami è una delle tante operazioni per le quali va stretta la mano alla società partenopea. Ero tra coloro che bocciavano la partenza di Gargano ritenendola una grave perdita, e allo stesso tempo non immaginavo un impatto del genere da parte di Valon. Il Napoli è andato ancora una volta a migliorarsi, anche se, lo ripeto, due mesi fa avrei detto che il Napoli si sarebbe indebolito con un tale scenario. Complimenti a Bigon per questa grande operazione”.
Capitolo Mazzarri. In molti credono che il tecnico sia al capolinea della sua avventura in azzurro, tra i suoi possibili eredi spunta anche il nome di Nestor Sensini (clicca qui per leggere l'esclusiva di CalcioNapoli24.it). Può essere lui il dopo-Mazzarri?
“La situazione Sensini è realmente concretizzabile. L'ex difensore dell'Udinese ha intenzione di provare l’Europa ed in particolare l’Italia, che conosce bene. Ho molto rispetto per la sua figura, lavora bene con i giovani ed è estramente adattabile. Passa da una difesa a quattro ad una a tre con disinvoltura. Tuttavia, non credo che gli allenatori stranieri possano avere molte fortune per il sistema che attualmente esiste in Italia. C’è poco rispetto. L'esempio lampante è Simeone. In Italia non è stato molto ocnsiderato, ora guida una delle squadre più importanti d’Europa e sta ottenendo ottmi risultati. Di Sensini posso solo che parlare bene, però per arrivare dppo Mazzarri serve una corazza davvero molto spessa".
Spesso in casa Napoli dito (della stampa) è stato puntato contro i sudamericani, rei di malumori o apparenti 'problemi'...
"Non credo sia una cosa veritiera. Sicuramente ci sono esempi di una forte componente di una determinata nazionalità, come i sudamericani nell’Inter, che perlò vivono il calcio in modo positivo e diverso, non sono certamente causa di problemi. Anzi, a Napoli in particolare hanno solo fatto cose positive..."
Un velocissimo viaggio Oltreoceano: dall’America Latina a Frattamaggiore, patria di Lorenzinho Insigne. Estro e fantasia, ma anche carattere e tanta voglia di imporsi. Chi ti ricorda?
"Odio i paragoni, sono solo dannosi. Dire che Insigne è 'il nuovo Lavezzi' gli farebbe solo del male. Inoltre il talentino non ha bisogno di paragoni, lo scorso anno ha vinto un campionato di B da assoluto protagonista. Poi, in tal modo, si perderebbe quella pecularietà del singolo giocatore. Perché si fanno i paragoni? Perché le persone non vedono le partite di calcio. Quando mi invitano a farne uno, io invito loro a guardare la partita. Fa sempre bene vedere un match. A meno di situazioni dove ci sono effettivamente somigliane nei tratti somatici o nel modo in cui tocca la palla, non li faccio mai. Ocampos, ad esempio, quello è un caso particolare poiché ricorda davvero tanto nelle movenze Cristiano Ronaldo. Concludendo, Insigne è tra i cinque migliori talenti del calcio italiano. Sono sicuro che diventerà un grande".
Pelé-Maradona: questo non è un paragone, ma l'eterno quesito del calcio...
“Odio i paragoni, ma soprattutto le comparazioni (ride, ndr). È proprio l’impossibile. Oggi Messi è il giocatore più forte del mondo, e chi dice il contrario non capisce nulla di calcio, ma non è possibile paragonare l’argentino a Cruyff. Non è possibile paragonare giocatori di epoche diverse. Detto questo, io non ho mai visto giocare Pelè in una partita in diretta, mentre Maradona sì. Sono stato stregato dal Pibe e dal suo modo di giocare. Pelè l’ho studiato e ammirato, è stato veramente strepitoso. Un regalo della natura al gioco del calcio, ma Maradona per me è L’Emozione”.
Tornando ai giorni d'oggi: Napoli ed Europa League, dopo la vittoria col Dnipro il rapporto sembra migliorare...
"Spero davvero che gli azzurri possano arrivare in fondo. La squadra può farlo tranquillamente. Credo che l’Europa League sia una competizione prestigiosa e che non vada snobbata. Se un’italiana vincesse l’Europa League, sarebbe una gran bella cosa per tutto il movimento: non dimentichiamoci del Raking. Il Napoli ha le armi per darci una grande emozione. Gli azzurri hanno tutte le carte in regola per passare il girone, se poi strada percorrendo dovessero accorgersi che la via per lo Scudetto è particolarmente complicata, virare sull’Europa League sarebbe davvero interessante. Potrebbe garantire una grande cavalcata e notevoli soddisfaioni. Ovviamente il tutto dipende sempre dalla squadra che di volta in volta scenderà in campo. Se la competizione verrà presa sul serio, allora quanto ho auspicato sarà sicuramente concretizzabile".
E in campionato?
"L'obiettivo del Napoli deve essere di chiudere tra le prime tre, meta tranquillamente raggiungibile. Per lo Scudetto non sono sicurissimo, non perché non abbia fiducia negli azzurri, ma semplicemente perché per la questione tricolore tutto ruota attorno alla Juventus. I bianconeri, a oggi, possono solo perderlo questo scudetto".
Gianluca Vitale
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