Napoli Basket, Repesa: "Voglio far divertire il nostro popolo! Il progetto Rizzetta è importante, arriverà un nuovo giocatore nei prossimi giorni"

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Sono arrivati nel ritiro di Kranjska Gora i giocatori del Napoli Basket Jeff Dowtin, Jahmi'us Ramsey e Jack White. I tre giocatori, dopo aver sostenuto le rituali visite mediche con il Responsabile dello Staff Medico-Sanitario della società Beniamino Casillo, e svolto i test atletici con il nuovo Preparatore Fisico Giustino Danesi, hanno sostenuto il primo allenamento con i nuovi compagni di squadra agli ordini di coach Repesa.

Jasmin Repesa, coach del Napoli Basketball, parla a Il Mattino.

«Io stanco o appagato? No no, sono carico, entusiasta. Ho una gran voglia di confrontarmi a livello italiano ed europeo. Il progetto di Matt Rizzetta è importante, ambizioso, e io ci credo».

Repesa, come vive questa vigilia?

«Con emozione. Napoli ci chiede una grande stagione e io, con la mia esperienza, voglio provare a far divertire il nostro pubblico, anzi, il nostro popolo».

Che squadra state costruendo?

«Se devo essere onesto, speravo di ritrovare tutta la squadra all'inizio del raduno. Ma quest'anno il mercato è radicalmente cambiato, tutte le cifre di ingaggio si sono alzate e siamo stati attenti a spendere bene per mettere su una squadra competitiva per campionato ed Eurocup. Per la costruzione della squadra, poi, siamo partiti da un elemento fondamentale».

Quale?

«La scelta delle persone. Brave, oneste intellettualmente, che non tradiscono e che fanno tutto per raggiungere un successo di squadra. E poi abbiamo valutato le motivazioni speciali di Dowtin o Seljaas, che provengono da una stagione in cui non hanno giocato tanto e che dunque vogliono dimostrare il loro valore. Infine ci sono le extra motivazioni dei giovani come Faggian o Sankarè, che scalpitano».

Mancano ancora un paio di pedine?

«Non abbiamo fretta, completeremo la squadra durante il ritiro. White si è appena aggregato e a seguire arrivano Dowtin e Ramsey. Manca Petrucelli, che è con la Nazionale. Credo che firmeremo un quinto esterno nei prossimi giorni e, dopo le prime amichevoli, capiremo cosa ci manca».

La sua Napoli somiglierà alla Trapani di due anni fa, con gioco spumeggiante?

«Sì, assolutamente, l'idea è quella. Ma tutto deve partire dalla difesa: non si può correre e segnare facilmente senza difendere. Vogliamo costruire una difesa super connessa, riconoscibile come marchio. Poi, in attacco, ritmo, spaziature giuste e più passaggi e meno palleggi».

Obiettivi realistici?

«Innanzitutto le Final Eight di Coppa Italia, ma nulla è scontato perché, rispetto all'anno scorso, il campionato è parecchio più competitivo, con le due romane, le solite Milano e Bologna, Tortona, Venezia e altri club che pure si sono rinforzati. In Eurocup ci sono squadroni come Aris, PAOK, Bahcesehir, Jerusalem che hanno budget da Eurolega. Ma vogliamo essere competitivi, grazie al club che ha messo a disposizione un budget importante».

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