Intercettazioni Marotta-Gazzetta: "Trattatemi bene o mi arrabbio". E l'articolo si accorcia a 10 righe

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Beppe MarottaBeppe Marotta

L'inchiesta di Report aveva già riacceso le luci sulla vicenda relativa ai rapporti tra Juventus e clan della 'Ndrangheta legati alla curva bianconera. In queste settimane, sono spuntati tanti retroscena, ma quanto propone oggi Il Napolista getta nuove ombre sul caso. Pare, infatti, che Marotta non intrattenesse rapporti solamente con personaggi poco qualificati, ma anche con i giornalisti dei principali quotidiani sportivi italiani, preoccupato che la vicenda potesse trovare troppo spazio sui giornali.

Addirittura, come dimostrano le intercettazioni pubblicate, che riportiamo di seguito, pare che Marotta abbia convinto la Gazzetta dello Sport a decurtare un articolo riguardante la vicenda da 50 righe a 10 righe, così da dare poca visibilità a quanto nel frattempo stava accadendo.

TUTTO QUELLO CHE C'E' DA SAPERE SULLO SCANDALO JUVE

NUOVE INTERCETTAZIONI: MAROTTA E LA GAZZETTA DELLO SPORT

Cadono nuove, ulteriori, ombre sulla Juventus per l'inchiesta sui biglietti concessi ad esponenti della 'ndrangheta che ha coinvolto il club bianconero. Il Napolista propone un clamoroso retroscena esclusivo: 

È il 3 agosto del 2016La Squadra mobile della questura di Torino chiede alla Procura della Repubblica di poter continuare a intercettare i vertici della Juventus, compreso il direttore generale e amministratore delegato Giuseppe Marotta, (dimissionario da pochi giorni, ndr) «posto che sono tuttora in corso le indagini tese a fare chiarezza sulle dinamiche che caratterizzano il rapporto tra la societaÌ calcistica, i gruppi ultras ed esponenti della criminalitaÌ organizzata di matrice ndranghetista».

Poche settimane prime, alla fine di aprile, un collaboratore Slo della Juventus, ex ultrà dei Drughi, ex collaboratore dei Servizi segreti, Raffaello Bucci, si era suicidato. Una morte improvvisa, un fulmine a ciel sereno. Scrivono gli investigatori nel loro rapporto: «Le successive telefonate sono le prime effettuate subito dopo la morte del BUCCI, da MERULLA (Stefano, responsabile Ticket Office Juventus, ndr) e D’ANGELO (Alessandro, Security Manager Juve, ndr), entrambi convinti che BUCCI si sia ucciso per paura: “diceva di essere un uomo morto e aveva paura per seÌ e per il figlio, senza precisare di cosa e di essersi fidato della persona sbagliata”».

Marotta preoccupato per quel che potrebbero scrivere i giornali

La Mobile di Torino chiede di prorogare le intercettazioni sull’utenza del Direttore generale della Juve, Marotta, «in considerazione dei successivi risvolti investigativi e delle eventuali implicazioni per la società.

«Gabriella chiama Marotta e conferma che sulla stampa c’è un altro articolo sulla storia del bagarinaggio facendo riferimento che non citano più Juventus ma riportano altre intercettazioni e aumentano il carico sui capi ultras e capi cosca».
In un’altra chiamata, Marotta è preso dallo sconforto: «Ogni giorno capita qualcosa e precisa che stamattina si è buttato da un ponte una persona (Bucci, ndr) che lavorava con loro e collaborava con i tifosi mentre la settimana scorsa si è buttato un impiegato».

MAROTTA: «oggi abbiamo un altro casino, che si è buttato un altro dal ponte… guarda non hai idea».
PAOLA: «chi si è buttato?».
MAROTTA: «un altro dal ponte, ponte, un nostro collaboratore che, che si occupava dei biglietti, tutto quel casino che c’è dei biglietti che ti avevo accennato la settimana scorsa».
PAOLA: «eh eh eh è stato inquisito lui?».
MAROTTA: «No, non è stato inquisito però..boh? Non lo so! Quindi, non ho notizie. Si è buttato da un ponte. Ha detto che va a Fossano dove si è ammazzato il figlio di Agnelli».

Claudio è Claudio Albanese l’uomo che cura i rapporti della Juve con i media.

«Claudio chiama  Marotta e dice che deve parlargli con calma, CLAUDIO dice che ha saputo da Repubblica che hanno avuto anche loro l’ordinanza dell’inchiesta, CLAUDIO dice che ha parlato anche con il PRESIDENTE e con (l’avvocato della Juve, ndr) CHIAPPERO.
CLAUDIO dice che terze persone hanno letto l’ordinanza e stanno scrivendo un pezzo per il suicidio di CICCIO (Bucci, ndr), CLAUDIO dice che nell’ordinanza degli arresti ci sono due circostanze dove viene citato anche LUI (MAROTTA)
MAROTTA conferma e dice di ricordare

CLAUDIO dice che sono quelle in riferimento alla segnalazione di un ragazzino che successivamene non saraÌ preso poi l’altro episodio eÌ quando MAROTTA da dei biglietti a GERMANI racomandando la riservatezza, CLAUDIO dice che possibilmente su REPUBBLICA ci sia scritto tutto questo
CLAUDIO dice che di queste richieste succedono sempre in tutte le societaÌ e che MAROTTA lo ha fatto senza nessun problema e alla luce del giorno
MAROTTA dice che va bene e che CHIAPPERO eÌ a conoscenza di tutto».

La telefonata tra Marotta e l’avvocato

In un’altra telefonata, Marotta parla con l’avvocato.
«Gigi lo informa che eÌ stato contattato dalla giornalista Martinenghi della Repubblica, la quale dice che hanno saputo che Marotta eÌ stato sentito in Procura. Gigi ha chiesto alla giornalista cosa devono scrivere, la giornalista ha riferito che scriveranno che eÌ stato sentito, Gigi ha detto di scrivere che non c’entra niente, perché il ruolo che ricopre eÌ sempre in contatto con tanta gente e non puoÌ chiedere il certificato penale alle persone, ed eÌ stato un puro caso che ha incontrato questa persona o queste persone possono chiedere qualcosa a lui che eÌ un caso che puoÌ capitare a chi ha un ruolo pubblico e ha contatto con tante persone.

Marotta dice che un provino non si nega a nessuno

Gigi chiede che se vuole che aggiunga qualcosa, puoÌ ricontattare la giornalista.
Marotta risponde che non c'eÌ molto da dire.
Gigi ripete che con il ruolo che ricopre che tante volte non puoÌ dire di no se una persona dice che ha un figlio che eÌ un fenomeno.
Marotta dice che un provino non si nega a nessuno e non se ne eÌ occupato diretttamente.
Gigi dice che la sua vicenda eÌ uguale a quella di D'Alema, non c'entra niente e lo fanni per scrivere…
Martta dice “ma anche il nostro direttore li eÌ Mario Calabresi cazzo che (si accavallano le voci,) chi eÌ Martinenghi di Torino?”

Gigi "si Martinenghi eÌ di Torino, si, si, (inc si accavallano le voci) si, se vuoi provare tu a dire qualcosa a Calabresi io….,,
Marotta “no, no, basta che non scrivono puttanate che non scrivono cazzate”
Gigi dice che ha parlato direttamente con Martinenghi
Marotta chiede se l’articolo esce sul nazionale o su quella di Torino
Gigi risponde che non lo sa, in quanto non lo ha chiesto, continua dicendo clic ha parlato con claudio prima di chiamarla, lui si eÌ raccomandato che non dicessi niente che spiegassi bene le cose.
Marotta chiede: lui lo Sto arrivando!.
Gigi conferma
Si salutano».

La Gazzetta

Nella informativa della Squadra Mobile di Torino con la quale si chiedono le proroghe di intercettazioni telefoniche per i dirigenti della Juventus, si cita una telefonata tra Marotta, il direttore generale, e tal Claudio.

«Claudio dice che la Gazzetta scriverà ancora domani, Claudio (dovrebbe essere Claudio Albanese, che per la Juve cura i rapporti con la stampa, ndr) dice che gli ha detto che hanno fatto un gravissimo errore quando hanno messo la foto, che Marotta si è arrabbiato per questo, Claudio dice hanno avuto il verbale del dialogo che ha fatto con il magistrato che è evidente che non aveva (Marotta, ndr) cognizione di nulla e scriveranno quello che ha scritto Repubblica oggi, sui biglietti famosi a Germani, che lui (Claudio, ndr) gli ha detto che i biglietti erano 2 da non confondersi per biglietti dati per bagarinaggio, mentre sul provino scriveranno quello che lui (Marotta, ndr) ha risposto, cioè che non esclude che ha avuto una segnalazione ma esclude che sia stato tesserato, sanno che hanno sentito altre sue persone della Juve, solo che lui (Marotta, ndr) porta la croce solo perché è famoso.
Marotta chiede quanto sarà grosso l’articolo.
Claudio risponde 50/60 righe, che lo hanno appena chiamato, stanno cercando di comportarsi abbastanza bene, anche se per lui (Marotta, ndr) non è sufficiente.

La conversazione tra Marotta e il giornalista Matteo Dalla Vite

Marotta parla con Matteo che dovrebbe essere l’inviato della Gazzetta Matteo Dalla Vite.
Marotta dice che Albanese gli ha riferito di questa storia, riferendosi all’articolo della Gazzetta che hanno fatto uscire, dice che è arrabbiato.
Matteo dice che glielo hanno raccontato in quanto era agli Europei e non ne sapeva nulla, gli hanno raccontato della foto.
Marotta risponde che non è solo la pubblicazione della foto ma tutto l’articolo, che ha dato solo due biglietti e hanno cantato tutto su quello che hanno scritto.

Matteo dice che il titolo dell’articolo che uscirà domani sarà “LA NDRANGHETA NON SO COSA SIA, NESSUNA PRESSIONE”. Matteo dice che tutti lo riprenderanno. Non l’ha fatto lui, l’ha voluto fare senza accenti riportando quello che è.
Marotta dice che lui non ha parlato.
Matteo chiede “non sono quelle date quando ti hanno sentito?”.
Marotta risponde che non ha parlato con Repubblica.
Matteo dice che aveva gli atti.
Marotta risponde che gli atti erano secretati, e che gli sembra una roba assurda.
Matteo risponde che la Repubblica di Torino questa mattina…

Marotta chiede alla Gazzetta di trattarlo bene, altrimenti si arrabbia veramente

Marotta dice che una persona che si presenta come testimone, che non c’entra niente, chiede solo alla Gazzetta di trattarlo bene altrimenti si arrabbia veramente, non sono minacce, che non c’entra niente solo perché ha dato due biglietti omaggi a una persona, ha fatto fare un provino, quando di provini se ne fanno tremila in un anno.
Matteo chiede se ha letto il pezzo di Repubblica
Marotta risponde di sì.
Poi parlano del fatto che Repubblica ha pubblicato degli atti. Marotta ripete che sono secretati e c
he lui non ha parlato con nessuno.

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