16-01-2015
21:40
Sala gremita e tanti ricordi. E' quanto accaduto alla presentazione a Casoria de "I Campioni che hanno fatto grande il Napoli", il libro scritto da Dario Sarnataro e da Giampaolo Materazzo, presentato ieri (giovedì 15 gennaio) presso il Centro Sociale Polivalente per gli anziani. Il volume, edito dalla Newton Compton, uscito il 27 novembre in tutte le librerie d’Italia al costo di appena 9,90 euro, con la prefazione di Gianfranco Lucariello, consta di 352 pagine (e 82 illustrazioni a colori) e mette in fila i fuoriclasse e le bandiere degli oltre 88 anni di vita del Calcio Napoli. Alla presentazione di Casoria, organizzata in modo perfetto dal presidente dell’Aias Salvatore Giacometti e moderata dal giornalista di Radio Marte Gianluca Gifuni, sono intervenuti due dei campioni celebrati nel libro: Jarbas Faustinho Canè e Gennaro Iezzo. “Sono felice di essere insieme a grandi campioni – ha detto il brasiliano – io non so se sono stato bravo, di sicuro mi premia l’affetto dei tifosi e della gente. In questo libro è finalmente ristabilita la verità sulle modalità del mio acquisto, anche se le leggende fanno parte di una città straordinaria come Napoli. Vivo qui da oltre 50 anni e non solo perché ho sposato una napoletana. Mi sento partenopeo e mi sono commosso quando è scomparso un figlio della nostra città come Pino Daniele”. Anche Gennaro Iezzo ha ricordato il suo amore per Napoli: “Ero un ragazzino quando andavo in curva B a vedere i miei idoli, Castellini, Garella e poi Taglialatela. Sognavo un giorno di difendere la porta del Napoli e ci sono riuscito. Anche io sono orgoglioso di far parte di questo volume, non mi considero alla stregua dei grandi Bugatti, Sentimenti, Zoff o altri, però”. L’umiltà di Iezzo fa il paio con quella di Canè, ed invece il pubblico di Casoria ha giustamente celebrato la loro grandezza come calciatori e come uomini. “E’ quello che resta – ha affermato Canè -, il tributo della gente. Nel Napoli attuale vorrei che ci fossero più partenopei, per fortuna almeno ce n’è uno fortissimo come Insigne. Da ragazzino era allenato da mio figlio e mi resi subito conto di quanto fosse forte”. Infine Iezzo. “Con Rafael e con Sepe, ragazzo che ho visto crescere e che ha doti straordinarie, il Napoli è a posto per anni. Io accettai l’azzurro in serie C nonostante la corte insistente di un club greco che militava in Champions, perché il richiamo era troppo forte”. Tra gli altri intervenuti anche l’agente Fifa Tommaso Mandato, l’autore Lello Marangio, i giornalisti Silver Mele, Ciro Troise, Lino Gallo, Nando Troise, Pasquale D’Anna, Gianni Bianco e Pasquale Lucchese e i ragazzi dell’Aias del Centro Socio Educativo.
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