IL GIORNO DOPO Liverpool-Napoli: la sconfitta che non fa una piega, il lobo d'orecchio di Ostigard e la piccola imprecisione

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IL GIORNO DOPO Liverpool-Napoli: la sconfitta che non fa una piega, il lobo d'orecchio di Ostigard e la piccola imprecisione

Il giorno dopo Liverpool-Napoli 2-0

Sorteggi Ottavi Champions - Il giorno dopo Liverpool – Napoli si festeggia il passaggio del turno alla fase successiva della più importante competizione europea per club. Gli azzurri hanno dominato il girone e meritatamente accedono al tavolo delle sedici grandi d’Europa da primi in classifica. Venti reti fatte in sei gare e, ieri sera, se il lobo dell’orecchio di Ostigard fosse stato un pochino più piccolo, forse da piccolo era un pochino discolo e i genitori glielo tiravano, sarebbero stati almeno ventuno.  Ora, comodamente seduti in poltrona aspetteranno il sorteggio del sette novembre. Si spera che l’urna questa volta sia un pochino più benevola rispetto alle scorse volte. Un pizzico di “ciorta” questo gruppo se lo merita eccome. Si narra che la fortuna aiuti gli audaci e il Napoli, in questo inizio di stagione, audace lo è stato eccome.

Il giorno dopo Liverpool – Napoli. Anfiel ha sempre il suo fascino. Le mura tremano quando tutto il pubblico canta l’inno. Gli inglesi, più che credere nell’impresa di raggiungere il primo posto, vogliono riscattare l’umiliazione delle quattro reti subite al Maradona. I ragazzi di Spalletti non sia fanno affatto intimidire né dalla spinta dello storico stadio, né dagli avversari che non perdono occasione per randellare in ogni zona del campo. Il ritmo è forsennato. Tempo e spazio per ragionare ne resta poco. Tanta imprecisione da entrambe le parti. Chi non perde mai la calma, è Lobotka. Recupera decine di palloni e non ne butta via nessuno. Anche se attaccato e pressato da autentici colossi. Gli altri due compagni di reparto, Anguissa e Ndombele, malgrado fisicamente non abbiano nulla da invidiare agli avversari, qualcosa concedono. Il primo è reduce da un fastidioso infortunio, il secondo è ancora alla ricerca della condizione migliore. Ma ciò malgrado, gli azzurri non danno mai l’impressione di essere in affanno e con grande personalità tengono benissimo il campo.

Il giorno dopo Liverpool – Napoli. La sconfitta non fa una piega. La prestazione resta. I due goal quasi in fotocopia e arrivati nel finale, non mettono e non levano. Un tantino impreciso Meret specialmente in occasione del primo. Troppo schiacciato in porta, quasi oltre la linea, non si proietta con il busto in avanti. Normale che il pallone gli sfugga. Poco male. Dopo quello contro il Bologna, altro errore influente. Gli azzurri escono a testa alta da uno stadio storicamente ostico e con la consapevolezza di essere davvero una grande squadra. Forse qualcuno avrebbe potuto riposare di più. E qualcuno avrebbe meritato più minutaggio, Simeone e Raspadori su tutti, che con quattro reti a testa, hanno trascinato il Napoli al raggiungimento di questo obiettivo. Non mancherà occasione. Magari già dalla prossima gara a Bergamo. La squadra ha fame, gamba e personalità. E questo conta. Che il sogno continui.

Stefano Napolitano

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