24-04-2026
20:30
Ariedo Braida, dirigente sportivo di lungo corso, è intervenuto a Stile TV durante la trasmissione “Salite sulla giostra” condotta da Raffaele Auriemma, offrendo una riflessione ampia sul momento del calcio italiano tra risultati, scelte strategiche e prospettive future.
Braida parte da una considerazione di principio: “Sempre meglio arrivare secondi che terzi, o terzi che quarti. Nello sport e nel calcio il secondo posto non è da buttare perchè si ricorda chi vince, ma anche partecipare ad una finale di Champions è importante. Certo, poi perderla fa male, ma non potrai mai vincerla se non arrivi in finale.” Un messaggio chiaro sul valore dei piazzamenti e sull’importanza di restare competitivi ad alti livelli, anche senza alzare trofei.
Il dirigente sottolinea poi l’imprevedibilità del sistema: “Le scelte a volte ti premiano, altre ti condannano, ma non è facile. Il calcio non è matematico, chi spende di più non è detto che vince. E’ chiaro però che senza risorse non si ottiene nulla, ma a volte le scelte ti fanno vincere o perdere un campionato.” Un passaggio che evidenzia come, accanto agli investimenti, contino visione e competenza nelle decisioni.
Lo sguardo si allarga quindi alla situazione generale del movimento, definita senza mezzi termini come una fase critica. “E’ un momento di grande défaillance per il calcio italiano, spero e mi auguro che la prossima stagione cominci bene e finisca meglio, ma la mancata partecipazione ai Mondiali e questo fallimento nelle coppe evidenziano problemi evidenti.” La crisi del sistema, secondo Braida, impone interventi strutturali.
La ricetta passa dalla formazione e dalla progettualità: “Bisogna creare un circolo virtuoso e bisogna partire dalla formazione degli istruttori, ci sono tante cose da fare per cercare di migliorare e ritrovare la strada maestra dove noi siamo stati protagonisti in tantissime occasioni.” Un piano che punta a ricostruire dalle basi.
Infine, l’appello: “E’ uno dei momenti più bassi della storia del nostro calcio e quindi mi auguro e spero che si possano trovare soluzioni con persone che hanno la voglia di costruire e creare un circolo virtuoso per un calcio futuro migliore. Bisogna creare i centri federali per i giovani, ma anche gli istruttori, bisogna mettersi a lavorare per riprendere un cammino perduto. E si può fare, ci sono persone che possono farlo: nel mondo del calcio si possono trovare e anche fuori”.
23/04/26, 23:00
Redazione
23/04/26, 12:45
Redazione
23/04/26, 22:40
Redazione
24/04/26, 08:45
Redazione
InterCL
MilanCL
NapoliCL
JuventusCL
ComoEL
RomaECL
Atalanta
Bologna
Lazio
Sassuolo
Udinese
Torino
Genoa
Parma
Fiorentina
Cagliari
Cremonese
LecceR
VeronaR
PisaR