Napoli di Allegri: ripartirebbe da Hojlund, McTominay e De Bruyne come pilastri

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Hojlund McTominayHojlund McTominay
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Autore Giuseppe Foria Giornalista pubblicista · Specialista SEO

Rasmus Hojlund, prima grande tentazione e poi simbolo di un’operazione diventata più complicata del previsto. Ma pensando al Napoli che potrebbe nascere con Massimiliano Allegri in panchina, è inevitabile partire da due nomi destinati a diventare centrali nel progetto: Scott McTominay e Kevin De Bruyne. Già un anno fa, durante i primi contatti tra il tecnico livornese e il club azzurro, il discorso ruotava attorno alla possibilità di costruire una squadra capace di unire forza fisica, qualità e inserimenti offensivi, prendendo ispirazione proprio dalle caratteristiche dei due centrocampisti arrivati da Manchester.

Nella carriera di Allegri, del resto, i centrocampisti goleador non sono mai mancati. Ai tempi del Milan riuscì a valorizzare le incursioni offensive di Boateng e Nocerino, mentre nella sua prima esperienza alla Juventus trasformò Pogba in un giocatore decisivo anche sotto porta. Ed è proprio questa una delle idee che potrebbe accompagnarlo a Napoli: sfruttare la qualità e gli inserimenti di McTominay e De Bruyne per aumentare il peso offensivo della mediana.

Nonostante l’età e gli ultimi problemi fisici, De Bruyne continua infatti a mostrare lampi di classe assoluta. Anche nell’ultima stagione, pur tra difficoltà e stop, ha lasciato il segno con giocate decisive, come l’assist illuminante servito a Hojlund. Segnali che confermano come il talento del belga resti intatto.

Poi c’è l’altra grande certezza che accompagna la carriera di Allegri: la solidità difensiva. Alla Juventus costruì i suoi successi attorno alla storica BBC — Barzagli, Bonucci e Chiellini — trasformando quella difesa in un punto di riferimento assoluto e aggiungendo cinque scudetti alla sua bacheca dopo quello conquistato con il Milan. Un’identità vincente che continua ancora oggi a rappresentare il suo marchio di fabbrica.

L’attuale rosa del Napoli Allegri la conosce bene. Osservandola da fuori, il tecnico avrebbe già un’idea chiara sulle potenzialità del gruppo e sui giocatori da cui ripartire. Giovanni Di Lorenzo, ad esempio, rappresenta uno dei profili ideali per il suo calcio: affidabile in entrambe le fasi, capace di adattarsi sia a una difesa a quattro sia a una linea a tre, oltre a garantire leadership ed esperienza. Caratteristiche che Allegri ha sempre considerato fondamentali nei suoi gruppi.

Naturalmente, l’eventuale nuovo Napoli andrebbe comunque modellato sulle idee del tecnico. De Laurentiis ha recentemente sottolineato come il club possa contare su una rosa ampia e competitiva, considerando anche i giocatori attualmente in prestito e destinati a rientrare. Una base già importante, dunque, che non avrebbe bisogno di rivoluzioni radicali ma piuttosto di ritocchi mirati.

Gli investimenti, d’altronde, sono già stati importanti: tra Hojlund, Alisson Santos e Lucca il club ha impegnato cifre elevate, mentre resta viva la volontà di valorizzare anche acquisti recenti come Noa Lang e Rafa Marin, che al Villarreal ha trovato continuità e spazio. L’idea è ripartire con ambizione, senza rinunciare a un calcio aggressivo e competitivo. Non per limitarsi a gestire, ma per tornare a lottare con personalità ai massimi livelli.

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