Insigne: "Ho pianto alla chiamata del Napoli a gennaio: vi svelo un aneddoto. Non sono riuscito a farmi capire dai tifosi azzurri, voglio dirgli una cosa"

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Lorenzo InsigneLorenzo Insigne

Lorenzo Insigne ha rilasciato una lunga intervista a Sportweek in cui ha parlato del suo rapporto con il calcio Napoli e non solo

Ultime notizie calcio Napoli - Lorenzo Insigne ha rilasciato un'intervista al settimanale "Sportweek" della Gazzetta dello Sport in cui ha parlato degli inizi della sua carriera nel settore giovanile del calcio Napoli e sull'emozione che provata quando il club lo ha richiamato lo scorso gennaio per provarlo a riportare in azzurro: “Ho cominciato all’Olimpia Sant’Arpino e già il sabato sera non uscivo perché il giorno dopo avevo la partita. Nel settore giovanile del Napoli ‘erano ragazzi più forti di me, ma che non avevano la mia mentalità. Io volevo arrivare a tutti i costi. Zeman? Ha sempre creduto in me, ha visto qualcosa ch’egli altri non vedevano”.

Lorenzo Insigne a Sportweek: "Ho pianto quanto mi ha richiamato il Napoli. Ai tifosi dico solo una cosa"

Lorenzo Insigne a Sportweek ha parlato del suo rapporto speciale con il calcio Napoli e non solo: “Se mi sono mangiato i gomiti per essere andato via dal Napoli che poi ha vinto due scudetti? Non mi sono mangiato un bel niente. Io sono un tifoso del Napoli e mi fa solo piacere che abbia conquistato due scudetti. A me resta il rammarico di non aver vinto nell’anno dei 91 punti, ma in fondo con il Napoli ho trionfato ogni giorno: da napoletano, giocare in quello stadio, con quella maglia e con quella fascia da capitano è una vittoria. Andavo in campo con una responsabilità difficile da sopportare. Da giovane ho fatto qualche cavolata, ho litigato coi tifosi. Oggi me ne pento e dico che non lo rifarei più, perché ho capito che le critiche, anche le più dure, erano fatte per spronarmi. Sai il problema qual è? Che la gente non mi ha capito abbastanza, un po’ anche per colpa mia. Sono uno simpatico, mi piace scherzare. All’inizio però resto sulle mie, diffidente, tengo le distanze perché non puoi mai sapere se, chi ti avvicina, lo fa con qualche secondo fine. Quando a gennaio il club mi ha chiamato, avevo le lacrime agli occhi. “Cha fai piangi?” Dice mia moglie. “Sì”, rispondo. “Piango perché amo il Napoli”. Ai tifosi del Napoli oggi voglio dire che con il Napoli non è stato calcio. E’ stato amore. E l’amore non si pesa”

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